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NeXT Hyper ObscureArchivio per Iain M. Banks
Pensa a Fleba negli Oscar Fantastica | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione della riedizione nella collana Oscar Mondadori, senza affiancature ad altre opere, di “Pensa a Fleba”, romanzo cardine del ciclo della Cultura a opera di Iain M. Banks; la quarta:
La guerra infuria nella galassia. Miliardi di macchine distrutte, miliardi di esseri sconfitti, condannati a un destino senza illusione. I pianeti, le lune, i soli assistono all’avvento di una violenza fredda e brutale, priva di qualunque ordine razionale. Gli idirani combattono per la propria religione, i loro antagonisti, la Cultura, per il diritto morale di esistere. È lo scontro tra due differenti visioni dell’universo, e non prevede la resa. Sullo sfondo di questo conflitto cosmico, si consuma il disperato tentativo di fuga di una Mente che trova rifugio su Schar, il pianeta inaccessibile ai mortali. Al suo inseguimento la Cultura e gli idirani. Ma sarà il Mutex Horza con la sua improbabile truppa di mercenari umani e meccanici a trovarla. E, con essa, a scoprire il proprio destino.
Ecco la prima trilogia della Cultura di Banks | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione di un Draghi Mondadori dedicato a Ian M. Banks e al suo ciclo della Cultura.
Iain M. Banks è stato uno dei più grandi autori della fantascienza britannica, e non solo della fantascienza, anche se quando scriveva altri generi usava uno “pseudonimo”, Iain Banks senza la “M.”. La sua opera verte in gran parte sul cosiddetto ciclo della Cultura, ambientato in una società galattica utopistica, anarchica e socialista, in un lontano futuro. Il ciclo include una decina di romanzi, non tutti usciti in Italia, i primi tre dei quali vengono ora riproposti da Mondadori, nella collana Urania Draghi, con la cura e l’introduzione di Franco Forte e una bibliografia dell’autore curata da Andrea Vaccaro.
La Cultura. Una società ideale che si è sviluppata in un lontano futuro grazie alla tecnologia, capace di sconfiggere la scarsità di risorse ed esercitare la sua benefica egemonia su gran parte della galassia. Morte, malattia, fame, violenza non esistono più, ognuno è libero e tutti sono uguali. Ma questo non significa che non ci siano lotte di potere, scontri, ambiguità di rapporti tra macchie senzienti e forme di vita organica, diplomazie al lavoro e intricate reti di spie sempre pronte a misurarsi con chi è avverso all’egemonia della Cultura.
Giocare il Futuro – Eclipse Phase « Il futuro è tornato
Segnalazione su FuturoTornato di un’opera globale, nel senso di multimediale e nel senso di scrittura a mani multiple, tante.
Immaginate, se volete, che una persona… un gruppo di persone, molti dei quali conoscete, e stimate, prendano tutto ciò che più vi piace – ma proprio tutto – eliminino tutte le parti noiose e ripetitive, e ve ne facciano un condensato tale che, pur trattandosi esattamente delle cose che più vi piacciono, il risultato comunque è fresco, originale, e una fonte di sorpresa ad ogni nuova scoperta.
E immaginate, se volete, che questo universo meraviglioso e meravigliosamente “vostro” sia a vostra disposizione.
Per esplorarlo, per scriverci storie, per creare, per giocarci.
Per viverci una parte del vostro tempo.
Immaginate che questa cosa si chiami Eclipse Phase, e che sia disponibile in formato cartaceo ed elettronico per poche decine di euro.
Un’occhiata alla bibliografia?
Iain Banks, David Brin, Warren Ellis, Peter Hamilton, Ken Macleod, Richard Morgan, Alistair Reynolds, Kim Stanley Robinson, Bruce Sterling, Charlie Stross, Vernor Vinge, e Peter Watts.
E sì, anche Greg Egan.
Un’opera cartacea, in eBook, un gioco opensource.
La sonata all’idrogeno di Iain M. Banks ∂ Fantascienza.com
Ian M. Banks at Worldcon 2005 in Glasgow, August 2005. Picture taken by Szymon Sokół. (Photo credit: Wikipedia)
Ciò che Iain M. Banks rappresenta per la cultura del Fantastico e SF mondiale non è certo un mistero. Colpevolmente ne ho parlato quasi per niente da queste parti, ed ecco che cerco di fare ammenda in qualche modo cominciando col segnalare quest’articolo di Fantascienza.com, ambientato nel Ciclo della Cultura:
Una gigantesca società galattica basata su un’iper tecnologia che ha sconfitto la povertà e le disuguaglianze. Una società vecchia di migliaia di anni in cui umanoidi e intelligenze artificiali si mescolano in modo un po’ anarchico e a tratti freak, in cui si giocano varie partite su più tavoli e dove la Terra è soltanto un pianetucolo periferico che viene trascinata nel grande consesso galattico un po’ di straforo e senza troppa convinzione.
Ora Banks ha appena dato alle stampe The Hydrogen Sonata, decimo e per ora ultimo volume della saga, che amplia e approfondisce ulteriormente le vicende del ciclo.
Dare una cronologia del Ciclo non è possibile, dato che ogni volume racconta vicende non sempre legate con quelle degli altri e nemmeno inserite in una sequenza temporale. In quest’ultimo volume protagonista è la razza dei Gzilt, un popolo che diecimila anni prima ha contribuito a costituire l’embrione della Cultura, mettendosi poi in disparte. Dopo diecimila anni i Gzilt sono pronti per la Sublimazione, il passaggio collettivo a un nuovo stato di esistenza. Ma l’apparizione di strani oggetti chiamati Presenze, non contemplati dal Libro della Verità, di due altre razze, gli Scavengers e gli Zidhren, pronte a spartirsi la superiore tecnologia Gzilt e la misteriosa distruzione di una nave da guerra Gzilt scatenano una serie di eventi che interrompono la Sublimazione e influenzano l’intera Cultura. Il musicista Vyr Cossont, dotato dei quattro arti necessari per suonare l’Antagonistic Undecagonstring, deve allora mettersi a caccia delle informazioni necessarie a sbloccare la situazione, possedute da un umanoide che si dice avere più di diecimila anni, cioé l’essere vivente più antico dell’universo.
In alcune interviste rilasciate di recente, Banks ha spiegato di aver approfittato degli ultimi romanzi dei ciclo per approfondire alcuni aspetti della storia della Cultura solo accennati in altri volumi: “Non sono ancora riuscito a immaginare elementi del futuro che non possano essere spiegati per bene attraverso la descrizione della Cultura”. Che, per inciso, Banks pensa essere lo scenario migliore per l’umanità, “anche se francamente dovremmo essere molto fortunati…”. Riguardo al Libro della Verità citato nel romanzo, Banks dice: “È il libro sacro dei Gzilt, e a differenza degli altri libri sacri dice sul serio la verità, compresi i progressi tecnologici che la popolazione non sarebbe stata in grado di anticipare per tempo. Ma c’è un grosso punto interrogativo sulla sua provenienza, che viene messo in evidenza fin dall’inizio della storia, solo poche settimane prima della Sublimazione”.
Ecco, ho impiegato molto più dell’articolo originale di quanto avrei voluto, ma credo sia stato necessario per rendere giustizia a quest’autore e alla corretta esposizione della complessità della saga, davvero un esempio per ogni scrittore e una sfida non indifferente per ogni lettore. Da qualche parte dovrò pur cominciare, a leggere…



