Archivio per Immorale
3 settembre 2024 alle 19:09 · Archiviato in Cybergoth, Empatia, Energia, InnerSpace, Oscurità, Reading, Surrealtà and tagged: Immorale, Infection, Luce oscura, Olosensorialità, Psichiatrico, Siderale, Solitudine siderale
Nel folto di una selva psichiatrica, le urla che senti sono paradossi immorali che gridano l’incongruenza della persistenza e l’invadenza della indolenza: cosa sei, nelle parole estranee del fuoco siderale?
21 giugno 2022 alle 15:41 · Archiviato in Cybergoth, Experimental, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Reading, Surrealtà and tagged: Degrado, Immorale, Luce oscura, Olosensorialità
Nel degrado immorale dei tuoi istanti trovi conforto nella disuguaglianza delle prospettive, che rendono concrete le rescissioni della ragione sulla trascendenza.
20 agosto 2020 alle 20:23 · Archiviato in Cybergoth, Empatia, Experimental, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Reading, Surrealtà and tagged: Immorale, Interrogazioni sul reale, Luce oscura, Ridefinizioni alternative, Teoremi incalcolabili, Thomas Pynchon
Voglio soltanto impostare una complessità sistemica sul lungo estratto di ciò che non esiste; infine, ho ottengo con me il senso di surreale, e ciò mi fa diventare subito immorale.
20 gennaio 2019 alle 18:03 · Archiviato in Connettivismo, Empatia, Energia, Erox, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Surrealtà and tagged: Alieni, Immorale, Infection, Luce oscura, More human, No more human, Olosensorialità
Gli aspetti di un istinto immorale seguono le direttive di una moralità altra, aliena e viva quanto la tua.
5 dicembre 2017 alle 18:02 · Archiviato in Cognizioni, Creatività, Oscurità, Sociale and tagged: Etica, Francesco D'Isa, Immorale, Infection, Luce oscura, Teoremi incalcolabili
Su L’indiscreto un articolo di Francesco D’Isa, che sviscera i motivi etici che non dovrebbero (o forse sì) farci fruire le opere d’arte di artisti malati, malvagi, immorali che non rispettano l’etica corrente. Un argomento spinoso…
Domandarsi se si debba considerare degno di essere ammirato un quadro di Caravaggio anche se Caravaggio era un uomo cattivo, è un po’ come ridipingere la facciata di casa propria se si scopre che l’operaio che ha dato la vernice è uno stronzo. A saperlo prima era lecito non affidargli il lavoro, perché una cosa è apprezzare e un’altra boicottare, ed è comprensibile non voler avvantaggiare delle persone a nostro parere immorali, ma questo non implica un giudizio di valore sulla loro opera. Boicottaggio a parte, dunque, non c’è alcun motivo per sentirsi in colpa nell’ammirare l’opera d’arte di un mostro morale. Quando questo accade, è la manifestazione di un proprio limite, umanamente lecito e comprensibile, ma dal punto di vista critico poco più interessante del famoso “gusto personale”, dove si arena qualunque analisi estetica.