HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per Marginal Consort
Marginal Consort マージナル・コンソート – 06 06 16 (St. Elisabeth Kirche, Berlin) | Neural
[Letto su Neural]
Immaginate un set apparentemente caotico con quattro musicisti improvvisativi e tavoli affastellati da mixer, effettiere, contenitori in acciaio, strumenti a corda e microfoni di differenti tipologie, insieme a svariati altri oggetti dai quali ricavare le sonorità più disparate. Immaginate che i musicisti siano posizionati in maniera da sfruttare opportunamente gli spazi, meglio se in maniera da potersi reciprocamente guardare, ognuno per conto suo in punti diversi e liberi di muoversi, cosa che anche il pubblico può fare. Perdetevi poi nel loro flusso proliferante, mutevole, mai teso a forme di fusione dei vari elementi, anche se questo – naturalmente – può accadere nel corso della performance. I Marginal Consort, ovvero Kazuo Imai, Tomonao Koshikawa, Kei Shii e Masami Tada, sono un gruppo free form d’avanguardia giapponese, originariamente nato dalla East Bionic Symphonia, combo che già nel 1976 pubblicò un album per ALM Records. Tutti i membri, compreso anche Chie Mukai – che ha partecipato solo alle prime attività del gruppo – sono stati studenti di musica di Takehisa Kosugi, alla scuola d’arte Bigakkō di Tokyo a metà degli anni settanta e dal 1997 a oggi hanno tenuto almeno un concerto annuale, solitamente in ampi spazi e per una durata continua di non meno di tre ore. È “una forma di suono che non si trasforma in musica, un gruppo che non produce armonia e nemmeno concetti individuali” dice Kazuo Imai che sottolinea come i suoni siano “fenomeni prodotti separatamente e che il loro accumulo costituisce il tutto”. 06 06 16 documenta uno di questi concerti, registrato direttamente alla St. Elisabeth Kirche di Berlino, nella loro prima esibizione in Germania, evento che è stato presentato da Manuela Benetton il 6 giugno 2016, in collaborazione con PAN e 33-33. Inizialmente i concerti di Marginal Consort si svolgevano esclusivamente in Giappone e a testimonianza di queste performance vi erano solo poche uscite su etichette di culto come la P.S.F. (Psychedelic Speed Freaks) o la Improvised Music From Japan. Negli ultimi anni l’ensemble ha cominciato a organizzare eventi anche in Europa e sono arrivate le altre pubblicazioni su Pan e Meenna. Ben venga adesso questa uscita della 901 Editions di Fabio Perletta, etichetta dedita all’experimental music e all’arte contemporanea in un ampio raggio d’influenze, che con il suo impegno testimonia di una ricerca autentica, primigenia ed essenziale, un esempio di radicalità, coerenza e costanza anche per le generazioni a venire. Se “al giorno d’oggi il senso della parola musica è equivoco” citando ancora Kazuo Imai, registrazioni come questa ci riconciliano con la contemporaneità e con l’idea di futuro che ancora ci arriva da un approccio concettuale e avanguardistico.

