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Archivio per Mario Boffo

Strane Visioni Digital: due racconti di Mario Boffo per la settima uscita | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione, in uscita per la collana “StraneVisioni” di Hypnos, di Ludmilla / Il faro, racconti weird di Mario Boffo. La quarta:

Crimea, 1942. Nell’inferno del secondo conflitto mondiale un soldato tedesco riflette sulle circostanze che lo hanno portato lì e alle conseguenze delle proprie azioni, nel costante terrore che quelli potrebbero essere i suoi ultimi pensieri.

Uno scrittore in cerca di pace arriva su uno sperduto promontorio della Galizia, ospitato in un vecchio faro solitario in compagnia di un anziano pescatore e dei suoi demoni.

Due storie differenti tra loro, ma entrambe affascinanti e coinvolgenti, nate dalla penna di Mario Boffo, terzo classificato all’ottava edizione del Premio Hypnos.

Premio Hypnos 2021: “Chiaro di Luna” è il racconto vincitore | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione del vincitore del Premio Hypnos. Vi lascio al testo del post – complimenti ai vincitori e alla casa editrice:

È stato assegnato sabato, 26 giugno, il Premio Hypnos 2021 dedicato ai racconti di genere weird e fantastico. Vincitrice di questa VIII edizione è Valentina Ramacciotti con il racconto Chiaro di Luna.
Sul podio, al secondo posto Lucio Besana con Visioni simultanee di un ispettore e di un assassino. Chiude al terzo posto Mario Boffo con il racconto Ludmilla.

Quest’anno la giuria è stata composta da Andrea Gibertoni, Francesco Lato, Laura Sestri e Andrea Vaccaro.

Virus finale – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un lungo articolo di Mario Boffo che analizza il presente pandemico da Covid-19 e ne disseziona le problematiche per argomento, mostrando cosa succederà quando la ripartenza – che non sarà per forza “tutto com’era prima” – prenderà di nuovo forma. Vedo già le fetide canizze liberiste pronte ad azzannare gli avversari, per rendere di nuovo florido il Mercato…

Le grandi evoluzioni della Storia sono state spesso conseguenza di catastrofi: guerre, cataclismi, epidemie. Più correttamente, sono state tributarie delle catastrofi quelle evoluzioni che dovevano passare per la modifica o la rottura di preesistenti equilibri consolidati. Questo non vuol dire che le catastrofi intervengano a demolire situazioni socialmente, economicamente o internazionalmente armoniche ed equilibrate. Vuol dire invece che, calando come tremende tempeste su alberi già fragili e mal coltivati, contribuiscono a devastare la foresta, o almeno a darvi il colpo di grazia. Verso la fine della belle époque erano già evidenti i segni di sofferenza sociale dei paesi europei, mentre le “magnifiche sorti e progressive” decantate dalla filosofia e dall’economia positivista dei tempi facevano segnare il passo; la Grande Guerra spazzò quell’era di effimero progresso, facendone emergere le contraddizioni e le diverse risposte dei popoli: il comunismo in Russia, gli autoritarismi fascisti in Europa. La Seconda Guerra mondiale segnò per le nazioni europee (anche per quelle che formalmente furono tra i vincitori del conflitto) il declassamento da potenze internazionali a membri di alleanze da altri guidate, e per altri versi permise la sconfitta del fascismo e l’affermazione della democrazia, almeno in Europa Occidentale. La caduta dell’Unione Sovietica, infine, facendo crollare l’impalcatura bilaterale che aveva sostenuto i diversi concetti di libertà, di idee, di economia, anche mantenendo sui due fronti l’esempio o la minaccia di un’almeno potenziale alternativa, provocò l’abbandono di ogni idea socialista nella visione del mondo e nell’azione dei popoli e dei governanti, la pretesa “fine della Storia”, il trionfo di un liberismo esasperato, predatorio e senza freni che ha conquistato il mondo con la globalizzazione e lo sta devastando facendosi follemente catastrofe di se stesso. In epoche più antiche, le grandi epidemie, come per esempio la peste nera che infuriò in Europa nel XIV secolo, furono senz’altro foriere di grandi mutazioni sociali ed economiche.

Naturalmente è presto per capire se anche l’attuale pandemia dovuta al Covid 19 produrrà mutamenti di rilievo storico nella società umana, o almeno nel mondo occidentale. È presto, e non dobbiamo certo augurarcelo. Non possiamo nemmeno essere sicuri che “nulla sarà come prima”, secondo un auspicio o un timore che circola fra i molti commenti. Forse semplicemente l’epidemia finirà entro pochi mesi, prima di aver potuto attaccare a fondo gli equilibri e le teorie che oggi governano il mondo. Essa però sta già mettendo a durissima prova non solo la tenuta dei sistemi istituzionali, economici e internazionali, ma anche molti concetti di gestione della società che da tempo vengono proposti come dogmi, o come “mantra”, pur essendo paurosamente svuotati di contenuto e di significato. Quindi, non sappiamo se tutto o qualcosa cambierà, ma possiamo certo cominciare a guardare il “Re” finalmente nudo, spoglio delle arroganze e delle retoriche, del pensiero unico che ci è stato propinato per decenni. Propongo qui di seguito una libera e non esaustiva elencazione di pensieri, quasi un piccolo zibaldone di riflessioni di un periodo di isolamento, con la curiosità di vedere se e che cosa sarà diverso alla fine dell’emergenza.

Stato di diritto v. stato autoritario.

L’Europa.

I “grandi sacerdoti” dell’economia globale.

Il valore della competenza.

Conclusioni.

Nuova edizione di FEMMINA STREGA, di Mario Boffo – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine la segnalazione della seconda edizione del primo romanzo di Mario Boffo (Stampa Alternativa), Femmina strega, sul ruolo storico della donna immerso nel delirio delle immani stronzate cristiane, duemila anni di posizioni maschiliste derivate dalle ideologie dei “Padri della Chiesa” che, tutto sommato, altro non erano che poveri mentecatti assurti a una posizione di potere ideologico (ricordatevi Cioran: quando la feccia sposa un mito preparatevi a un massacro o, peggio ancora, a una nuova religione).

Ecco, al di là di ciò, mi preme segnalare la prefazione a Boffo che è di Valerio Evangelisti, in particolare un passo:

In un’epoca in cui è diventato tristemente di uso comune il neologismo femminicidio, pare opportuno ricordare quel femminicidio di massa che fu la cosiddetta caccia alle streghe, tragedia spaventosa che ebbe luogo tra il XV e il XVIII secolo. Un fenomeno tanto più orrendo in quanto scatenato da chiese (quella cattolica romana, cui si accodarono le protestanti), che asserivano di ispirarsi all’insegnamento caritatevole di Gesù Cristo e dei Vangeli – scrive Evangelisti, fornendo una breve e qualificata bibliografia e sottolineando che nessuno è stato finora in grado di fornire una risposta univoca: «certamente pesò il giudizio sprezzante, sul sesso femminile in genere, ereditato dall’ebraismo e iniettato nel cristianesimo da Tertulliano, Agostino, Tommaso d’Aquino e una congerie di padri della Chiesa e di teologi di pari o inferiore prestigio. Contarono i timori per la crescita di un edificio ecclesiastico ancora fragile che aborriva il riaffacciarsi, dietro la moltiplicazione delle eresie, di un paganesimo mai completamente debellato. Giocò l’antica scissione, di origini largamente precristiane, tra corpo, involucro di miseria e di peccato, e anima e spirito. Corpo di cui la donna era padrona e (per gli indagatori), succube. Tutti questi fattori, uniti a necessità sociali e di controllo contingenti, condussero i presunti seguaci di Cristo all’omicidio di massa.

quindi, sì, nudo e crudele

Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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