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Archivio per Meditazione

Lynch nella notte


Indefiniti possessi istantanei e luce, buia dalle idee catartiche, rivelatori di quello che non si è ma che si comprende; la via da percorrere per esserlo, le folgorazioni sul filo del sonno prima del sogno, quando la mente si svuota e fluiscono verità che non contemplavi.

Il campanellino – meditazione | Racconti della Controra


Sul blog Racconti della Controra un resoconto dettagliato di una sessione di meditazione, scaturita da un incontro svoltosi nello scorso weekend in Toscana proprio sui temi meditativi e del sogno lucido, un evento che apre le porte alla meraviglia della trascendenza consapevole; un largo estratto del post:

Prendo una posizione comoda, supina. Chiudo gli occhi.
Ascolto ogni punto di appoggio del mio corpo, mi concentro sulla forma di contatto fra la pelle e il suolo. Tendo l’orecchio verso ogni singolo suono che mi circonda. Cerco di sbucciare ogni frequenza che lo compone, ogni fruscio, ogni fragranza di questa realtà. Ecco, questo è l’altrove.
Non posso vederlo con gli occhi, ma posso esplorarlo, a fondo, con l’udito, che è un’altra vista: una vista “altra”, come l’altro da me.
Un’unica verità mi pare solida in questo momento: ci sono io, e c’è un altrove. Effettivamente è proprio l’altrove – il mistero di cose e non cose che mi circondano – che definisce la mia forma, il mio spazio nello spazio. Non sono io a prendere posto dentro l’aria, ma è lei che prende posto dentro di me, dentro, ma anche fuori, lungo ogni anfratto della mia pelle.
Se dovessi definire la posizione di me nel mio corpo, inizialmente direi che si trova al centro della fronte, oppure dentro al cranio, perfettamente in mezzo. Riflettendoci però, potrei individuarmi anche in un punto dietro la schiena, quello a stretto contatto col suolo. Oppure mi trovo sotto l’ombelico, quattro centimetri in fondo, nei visceri. Mi sento dunque, sono in tutti questi punti, e al tempo stesso in nessuno.
Non esiste una verità, ma accolgo ogni intuizione. C’è un io – racchiuso nei pensieri, nei muscoli e nel sistema sanguigno – che occupa un peso specifico nella marea dell’altrove.
Per un attimo abbandono questa sacca corporea, il mio io pesante, materico. Parto, ma col solo corpo etereo, come un’ ombra, che non ha una forma, né un limite, che non si trova in nessun punto e che non è misurabile. Non è più un io finito, ma prende proprio la forma dell’altrove.
La velocità è quella di un insetto impollinatore, non vado molto in alto, ma mi insinuo nelle pieghe delle cose. Osservo la pasta delle piante, le punte fini degli ulivi, la grana del terreno eccezionalmente definita.
Ma ecco che sopraggiunge un suono diverso dagli altri, metallico, cristallino, è come se desse forma ad una domanda, ad un dubbio de-finitivo: questo altrove è reale? Questa terra che sfioro esiste davvero?

Viaggi elementali | ThrillerMagazine


La recensione di Sacha Rosel a un libro di Anna Maria Farabbi, “Viaggi elementali”, fruibile su ThrillerMagazine; parliamo di un tipo di letteratura a metà strada tra la meditazione, la poesi e l’esistenzialismo, percezioni condite da filosofia e consapevolezze; l’incipit della rece:

Riflessione poetico-esistenziale percorsa da venature filosofiche e a tratti politiche, Viaggi Elementali di Anna Maria Farabbi è una narrazione sperimentale che cuce insieme tre piccoli diari, ciascuno il frutto di un viaggio distinto in luoghi reali o immaginali che fungono da portali verso l’ignoto e verso il sussulto del risveglio, che è poi la sostanza della storia che leggiamo. Racchiusi dentro una fragile quanto preziosa cornice – la premessa, o il perché del voler unire questi tre quaderni, e la pagina di conclusione finale – i tre puntelli del viaggio ci trasportano via via nel midollo della scrittura, attraverso incontri e scoperte fatte dalla narratrice-viandante-poeta, nel suo sostare in un luogo rispetto al successivo e al precedente.

“Sono una poeta che crea quaderni entrando”, afferma l’io narrante, o meglio “ionulla” come lei stessa si definisce nel corso del libro, ed entrare è quello che richiede la scrittura, non solo da parte di chi legge, ma anche e innanzitutto di chi scrive. In punta di cuore, si entra nel solco delle parole scivolando nella loro promessa di comprensione e rivelazione, dopo che l’incontro si è ormai sedimentato nella memoria. Un eremo umbro accoglie la narratrice nella sua intenzione di unire tutte le scoperte scavate dalla parola nella carta e dagli elementi nel suo corpo in ascolto durante i tre viaggi. Il viaggio è per lei condizione necessaria all’ascolto, un viaggio “organico, biologico” e associato agli elementi che si frizionano contro il corpo-verità verticale, e tutto l’insieme di questi tasselli diventa la sostanza della sua scrittura. Quello della protagonista-poeta-viandante è un viaggio dei cinque sensi, che in diverse discipline marziali e meditative orientali comprendono gli occhi, le orecchie, il naso, la lingua ma anche il corpo nella sua interezza e in ogni sua parte, ossia ogni suo elemento, che a sua volta richiama i cinque elementi fondanti dell’universo: terra, legno (secondo la teoria cinese dei Cinque Elementi comprendente anche l’aria), acqua, fuoco e metallo. Nell’attraversamento di tutti e cinque gli elementi nelle loro diverse incarnazioni, la protagonista procederà dentro un “viaggio di sottrazione” per arrivare finalmente al centro, e finalmente la poesia da tutti condizionamenti.

Samadhi


Seduto sul flusso, mentre mi parla.

Julee Cruise – Into the Night (Angelo Badalamenti / David Lynch, alt. ending)


Indimenticabili catarsi sciamaniche.

Upasika Kee nanayon 2 – AUACOLLAGE


Tra i meandri della meditazione, la trascendenza interiore, il compenetrare dentro e fuori in un’unica manifestazione della psiche olografica. Via Aucollage.

Meditazione – AUACOLLAGE


Dal blog Aucollage un video, che spiega nell’intimo profondo la meditazione. Vi lascio alle lunghe dissertazioni, da ascoltare con estrema attenzione.

Caldon Glover – Tiodhlacadh


Ascolta le parole vibranti…

Misteriche estensioni


Aspetti intriganti del tuo idiomatico mutismo donano a te, e a ciò che riluce di te, l’aspetto di un antro meditativo che avvolge col suo buio misterico.

Cos’è l’I Ching? – L’INDISCRETO


Su L’indiscreto un articolo che tratteggia la filosofia che è dietro agli “I Ching”, il sistema oracolare cinese sofisticatissimo e antico di migliaia di anni; un estratto:

Nei primi secoli della nostra era, una nuova filosofia aveva varcato le frontiere del mondo cinese e iniziava lentamente a farsi strada: il buddhismo. Originato nella valle del Gange dalla predicazione di Siddhārtha Gautama detto Buddha (“l’Illuminato”), contemporaneo di Confucio, e diffusosi rapidamente a partire dal iii secolo a.C. anche oltre i confini della penisola indiana, esso portava con sé «un nuovo modo di concepire l’esistenza, che avrebbe sconvolto la percezione cinese da cima a fondo». Quello che avrebbe destabilizzato maggiormente la mentalità cinese era il fondamento stesso della visione buddhista: la duplice consapevolezza che la vita terrena è sofferenza e che la realtà è illusione. Ciò rendeva necessario per ogni essere umano seguire un percorso la cui meta era l’illuminazione: il cosiddetto “ottuplice sentiero”, che avrebbe condotto alla liberazione dalla prigionia del mondo terreno, a patto di percorrerlo nella rettitudine.

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