Archivio per Nefandum psichico
9 febbraio 2026 alle 10:25 · Archiviato in Connettivismo, Cybergoth, Deliri, Digitalizzazioni, Experimental, Oscurità, Postumanismo, Quantsgoth, Surrealtà, Tecnologia and tagged: Black Goo, Infection, Intelligenza Artificiale, Jeffrey Epstein, Mariano Equizzi, Nefandum psichico






I files del dominio inumano espressi dalle IA, che tutto sanno e vedono. Via Mariano Equizzi.
6 febbraio 2026 alle 13:51 · Archiviato in Empatia, Energia, InnerSpace, Oscurità, Reading, Surrealtà and tagged: Infection, Luce oscura, My continuum, Nefandum psichico, Protezioni
Aspetti di un rigoglioso essenzialismo psichico, le fronde sono fitte ma tu hai la percezione dell’Oltre, munito di protezioni attorno a te: ne ridi, degli attacchi.
22 gennaio 2026 alle 13:44 · Archiviato in Connettivismo, Cybergoth, Deliri, Digitalizzazioni, Empatia, Energia, Experimental, InnerSpace, Inumano, Oscurità, OuterSpace, Quantsgoth, Surrealtà, Tecnologia and tagged: Intelligenza Artificiale, Mariano Equizzi, Nefandum psichico
Il GrayGoo conquista visibilità. Via MAriano EquIzzi.
21 gennaio 2026 alle 16:49 · Archiviato in Oscurità, Quantsgoth, Reading and tagged: Infection, Liberismo, Nefandum psichico
Cercherai di essere una perfetta business persona, di quelli che ineccepibili e performanti è un merito e non una noia, per poi degradare verso il tramonto fino a essere un lumicino che arde di merda e sangue, nemmeno più di biz perché esso, come un’infezione, è penetrato in un altro organismo.
14 dicembre 2025 alle 19:38 · Archiviato in Creatività, Empatia, Energia, Experimental, InnerSpace, Lit, Oscurità, Quantsgoth, Segnalazioni, Surrealtà, Tersicore and tagged: Instagram, Lili Refrain, Luce oscura, Mitologia, Nefandum psichico, Persefone, Produco, Reel, Silvia Minguzzi, Stefano Bertoli
Estratto da Persefone dei melograni.
Stefano Bertoli, sounds
Silvia Minguzzi, photos
Sandro Battisti, lyrics
Sonoro del reel, Lili Refrain
10 dicembre 2025 alle 20:20 · Archiviato in Accadimenti, Asphodelics, Catarsi, Creatività, Editoria, Empatia, Energia, Experimental, Fantastico, InnerSpace, Letteratura, Lit, Oscurità, OuterSpace, Surrealtà and tagged: Ade, Codice Qr, Ctonio the book, Estensione psichica, Hecate, Key, Luce oscura, Mitologia, Nefandum psichico, Persefone, Produco, Silvia Minguzzi, Stefano Bertoli
Esce la plaquette Persefone dei melograni, sesta pubblicazione della free label HyperHouse e prossimo impegno per gli Asphodelics che chiuderanno, così, il concept Ctonio; Stefano Bertoli guida, attraverso le sue sonorità, il viaggio per conoscere il mito di Persefone, vissuto anche con i miei versi – già pubblicati sul blog HyperHouse – e con le fotografie di Silvia Minguzzi.
Il costo del libretto è di 4€ ed è reperibile alle varie performance live o agli appuntamenti fieristici dove sono presente, oppure ordinandolo via mail.
Persefone imprevedibile nella sua prevedibilità; estranea a se stessa, entra e rientra nell’universo intimo uscendone disuguale indifferente, infine nuova.
“Io sono Persefone”, enuncia lei nelle catabasi e anabasi delle scelte e illusioni, mentre sfoglia asfodeli, deglutendo arilli di melograni…
4 dicembre 2025 alle 18:20 · Archiviato in Cognizioni, Connettivismo, Creatività, Cybergoth, Digitalizzazioni, Empatia, Energia, Experimental, Filosofia, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Postumanismo, Quantsgoth, Surrealtà, Tecnologia and tagged: Infection, Intelligenza Artificiale, Interrogazioni sul reale, Mariano Equizzi, Nefandum psichico

Scopri cosa il reale ha da dirti…
3 dicembre 2025 alle 19:47 · Archiviato in Accadimenti, Acido, Catarsi, Cognizioni, Creatività, Cybergoth, Editoria, Empatia, Energia, Erox, Experimental, Filosofia, Futuro, InnerSpace, Inumano, Letteratura, Onirico, Oscurità, OuterSpace, Passato, Quantsgoth, Recensioni, Ricordi, SF, Sociale, Surrealtà, Weird and tagged: Attraverso le dimensioni, Claudio Kulesko, D Editore, Differenze quantiche, Estensione psichica, Impero Connettivo, Intermundia, Luce oscura, Nefandum psichico, Olosensorialità, Produco, Sciamanesimo
Recensione su Nerd.It del mio Earthbound, uscito da poche settimane nella collana Intermundia di D Editore; vi lascio alle parole integrali della stupenda valutazione, io stesso ne sono estasiato:
L’Impero Connettivo non appartiene alla categoria delle saghe che si accontentano di intrattenerti: pretende di ricablare il modo in cui concepisci spazio, tempo, identità e persino la narrativa stessa. Ogni romanzo, ogni frammento, ogni personaggio generato dalla mente visionaria di Sandro Battisti è stato, fin dagli esordi nei primi anni Duemila, una scossa quantica che spinge il lettore fuori traiettoria. Vent’anni di esplorazioni, un Premio Urania conquistato e un universo narrativo in perenne metamorfosi non sono bastati a spegnere quella curiosità quasi sacrale che aleggiava attorno a una domanda condivisa: dove tutto ha avuto inizio?
La risposta arriva ora, e prende la forma di un libro che non si limita a colmare un vuoto cronologico. Earthbound, pubblicato da D Editore nella collana “Intermundia” curata da Claudio Kulesko, agisce come detonatore narrativo: un prequel che è anche reboot, una riscrittura dell’origine e insieme un nuovo incipit pensato per traghettare l’Impero Connettivo oltre la carta e verso una vera e propria identità transmediale. L’ambizione è dichiarata fin dalle prime pagine: ridefinire uno dei più audaci universi fantascientifici italiani e prepararlo a una fase espansa fatta di boardgame, trasposizioni audiovisive e format che sembrano progettati per vibrare in più dimensioni contemporaneamente.
L’archeologia del multiverso connettivo
Affrontare l’origine dell’Impero Connettivo significa abbandonare qualsiasi certezza lineare. Battisti struttura il romanzo come un mosaico di realtà multiple, piani temporali in collisione e traiettorie che si inseguono fino a convergere in un istante generativo destinato a cambiare tutto: l’Earthbound, un punto zero che pulsa come un big bang filosofico, mitico e quantistico insieme.
Sul Vulcano Laziale preistorico si muove un capo tribù che percepisce il mondo attraverso una spiritualità primordiale, quasi sciamanica. A migliaia di anni di distanza – o forse solo pochi battiti laterali nel continuum – due ricercatori tracciano confini nuovi nelle viscere di una Istanbul futuristica che assomiglia più a un portale che a una città. E nelle profondità di una valle dimensionale, sospesa in uno spazio che sfida la geometria, governa Totka_II, il sovrano di Nèfolm, capitale dell’Impero Connettivo e nodo nevralgico di un’ecologia temporale infinita.
Queste linee narrative non si limitano a procedere in parallelo: vibrano, si specchiano, si attirano e si respingono, fino a convergere nel momento in cui il continuum decide di esistere. È un viaggio che non racconta semplicemente un’origine: la fa percepire, la rende esperienziale. Earthbound non vuole spiegare un cosmo, vuole farti precipitare dentro la sua nascita.
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