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Il Cinema di Cthulhu di Claudio Gargano | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione di “Il Cinema di Cthulhu”, saggio sulle ispirazioni che Lovecraft ha donato ai cineasti mondiali redatto a cura di Claudio Gargano; la quarta:
Negli ultimi anni l’influenza di H.P. Lovecraft sull’immaginario collettivo ha avuto un’ascesa incredibile. Non si contano infatti i prodotti cinematografici, televisivi, ludici, fumettistici ispirati ad HPL. La sua concezione dell’universo, in cui l’uomo svolge un ruolo insignificante rispetto agli orrori cosmici che attendono appena dietro il pietoso velo della realtà, è traslata in un certo senso nel Mondo Reale. Guerre, pandemie, disastri climatici, terrorismo, nonché la perdita di identità e di senso a cui l’individuo comune è andato incontro nel corso del cosiddetto secolo breve, e ancor di più nel Ventunesimo, costituiscono un humus perfetto in cui la narrativa di HPL ha trovato terreno fertile. Sulla base di tali premesse questo volume vuole indagare questa contaminazione psichica dell’immaginario, improntando maggiormente il saggio alle opere, cinematografiche e televisive, non dichiaratamente ispirate a Lovecraft, ma comunque influenzate dalla sua narrativa. Senza tralasciare chiaramente gli imprescindibili adattamenti ufficiali.
Si tratta di un saggio che esplora come nel tempo l’influsso dei Miti abbia cambiato il mondo dell’orrore cinematografico, analizzando una serie di film ispirati dall’universo dei Miti. Una prefazione del fondatore e vicedirettore della rivista ‘Nocturno’ Davide Pulici, e un’introduzione di Sebastiano Fusco, il maggior divulgatore di Lovecraft in Italia, completano il volume.
Voci notturne, un capolavoro televisivo dimenticato – 20contrari
Leggo sul blog 20contrari un interessante intervento che non conoscevo di Davide Pulici, uscito su Nocturno, riguardo la serie TV di venticinque anni fa Voci Notturne, di Pupi Avati. Ve la incollo qui sotto, perché è una definizione sottile e vasta, che ben rappresenta l’anima di questo sconosciuto serial di altri tempi, che rimanda spesso a Il segno del comando ma che ha il pregio di essere notevolmente più credibile.
“Voci notturne rappresenta, ancora oggi, l’apice di un certo universo avatiano ‘a latere’ della sua filmografia ufficiale, quello del gotico avatiano: e in esso, il grande regista bolognese concentrò il distillato più puro e ossessionante del proprio immaginario fantastico-esoterico, tanto vero e sentito da essere ancora oggi pienamente inquietante e terrificante..() Avati scrisse ‘Voci notturne’ partendo proprio dall’enigma dell’esistenza di Fulcanelli , intessendo intorno a questo nucleo primario una stratificata, labirintica e coltissima serie di trame e sottotrame che mescolavano religioni classiche e musicologie antiche, telefonate dall’aldilà e scandali politici allora come oggi in voga, oscuri segreti della seconda guerra mondiale e Olocausto con fenomenologia delle sette new age”.
Su Nocturno Cinema in edicola, Mario Gazzola e Giovanni De Matteo trattano del Tempo da Singolarità e di fantascienza spaziale
Vi segnalo che è in edicola il numero di novembre di Nocturno Cinema, su cui campeggia il dossier La spirale del tempo, ben 36 pagine di analisi del recente cinema di fantascienza in cui ci si pone la domanda: ma il viaggio nello spazio è anche un viaggio nel tempo? E il fatto che per esempio un caposaldo del genere come Interstellar sia stato sviluppato con il sostegno di un grande fisico come il Nobel Kip Thorne, può significare che anche la scienza oggi prende in considerazione la possibilità di quella che è stata fino ad oggi una frontiera della narrativa sci-fi?
A cura di Mario “Black M” Gazzola, il dossier ospita gli autorevoli pareri dell’astronomo Marco Bersanelli, docente al Politecnico di Milano, e del filosofo Alberto Giovanni Biuso, docente all’Università di Catania, che collabora alla stesura anche con alcune raffinate recensioni di film. Last but not least, il denso contributo di Giovanni “X” De Matteo, che aumenta lo spessore connettivista del dossier con la sua analisi del concetto di singolarità – sia spaziale che tecnologica – nella recente narrativa di fantascienza, letteraria come cinematografica.
Corredato dalle schede film firmate da diversi collaboratori di Nocturno, il dossier è un’approfondita analisi che non nasconde l’ambizione di “fare un po’ storia” nel campo della critica giornalistica sul nostro genere d’elezione, dopo il già ampio servizio firmato sempre da Gazzola sul precedente numero di ottobre, e dedicato all’imminente uscita di Blade Runner 2049, con una ricca analisi delle numerose fonti letterarie “tradite” dal capolavoro di Ridley Scott e poi dal geniale seguito di Denis Villeneuve.
Sempre sul sito di nocturno.it trovate anche la recensione a caldo del film firmata da Gazzola, mentre sul numero della rivista attualmente in edicola la più estesa recensione ex post del film di Villeneuve è firmata da Alice Cucchetti, stabile collaboratrice della rivista.
Trilogie del Cubo e trappole varie – Indagine di Mario Gazzola
Segnalo un bell’articolo di Mario “Black M” Gazzola che appare sull’ultimo numero di Nocturno.Ce ne parla Mario stesso. Enjoy!
È un articolo dedicato alla trilogia di film del Cubo, inserito nel dossier – a cura di Davide Pulici – sui film incentrati sulle trappole, dal Cubo appunto al ciclo dei Saw a Buried e così via. Io avendo per le mani il ciclo più ‘geometrico’, ho fatto anche riferimenti ai cubi impossibili disegnati da Escher, in mostra adesso a Palazzo Reale qui a Milano.
Conoscendo la precisione citazionistica e la grande cultura di Gazzola, mi sento di consigliarvelo a priori.
intervista a Danilo Arona
Bella intervista di Mario “Black M” Gazzola a Danilo Arona su Nocturno; il tema è ovviamente cinematografico, ma legato alle suggestioni che imperversano nei suoi libri, e ci sono parecchi spunti interessanti da leggere e assorbire. Un estratto:
Il collegamento fra fatti di cronaca nera e film dell’epoca è opera tua o hai scoperto che c’erano vere somiglianze fra quei delitti e le scene dei film?Sostanzialmente è opera mia. Anche se devo riconoscere che alcuni di questi delitti, soprattutto quello della Cattolica, “delocalizzato” a Brera, è un notevole esempio di omicidio “argentiano”. Per capirci, 33 coltellate inferte un po’ ovunque. Ho aggiunto il particolare di fantasia del vetriolo per far combaciare il tutto con la scena iniziale di L’iguana dalla lingua di fuoco. Più o meno, anche per tutti gli altri “milanesi”, il metodo è stato questo. Sono ad esempio autentici i delitti delle prostitute. Non lo sono affatto le modalità. Il troppo tempo trascorso può autorizzare il delirio dello scrittore.

