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NeXT Hyper ObscureArchivio per Orfeo
Il tempo è un fanciullo che gioca. Storie orfiche nei frammenti di Eraclito
Da LaMisuraDelleCose stralci – i pochi rimasti – di Eraclito, che con la sua mistica provava a sintetizzare gli universi umani e superiori in un’ottica di valore, di crescita, di consapevolezze ed essenze:
Eraclito ritiene che gli uomini vedano il mondo sulla base di una visione personale, di uno stato d’animo o delle proprie condizioni di vita. La conoscenza di quello che ci circonda è pertanto relativa, limitata e quindi menzognera. Vediamo l’apparenza e non l’essenza delle cose, che risiede in una perpetua, discordante armonia (fr. 54).
Se “tutto è uno”, se tutte le cose partecipano della stessa intima essenza, non possono contrapporsi o escludersi a vicenda: distinto e indistinto, generato e non generato, uomo e dio, luce e tenebra, giorno e notte, bene e male, puro e impuro, verità e menzogna, tutto è il contrario di tutto in un mondo, sia fisico sia metafisico, dove gli opposti coesistono.
Dunque, sul piano umano, c’è la credenza nella resurrezione, passando attraverso la “prova del fuoco” catartica della morte, come sul piano cosmico il mondo viene periodicamente distrutto e purificato con il fuoco per rinascere ancora e all’infinito, un mondo fatto di dei che muoiono e uomini che diventano immortali, vivendo ciascuno reciprocamente l’esperienza dell’altro.
Metztli: la dea azteca della luna – antica mitologia azteca | Iridediluce
Sul blog IrideDiLuce continua la carrellata sulle antichedivinità mondiali, molte rimaste nelle oscurità del ricordo e che spesso, invece, mostrano strati di significati arcaici che hanno fatto da base alle successive rielaborazioni mitologiche; come nel caso dell’atzeca Metztli, una via di mezzo tra la nostra Ecate e Ade, ma direi anche Orfeo:
Metztli, la dea azteca della luna, riveste un’importanza significativa nella mitologia azteca. Conosciuta come sorella del dio del sole Tonatiuh, governa insieme l’equilibrio tra giorno e notte, incarnando la dualità della vita.
Metztli rappresenta la fertilità e si ritiene che abbia il potere di garantire raccolti abbondanti e bambini sani. Inoltre, è legata al misticismo e alla magia, con l’influenza della luna legata alla stregoneria e agli incantesimi.Uno degli aspetti più importanti della mitologia di Metztli è il suo stretto legame con Tonatiuh , il dio azteco del sole. In quanto sorella di Tonatiuh, Metztli condivideva con lui un rapporto simbiotico, rappresentando l’equilibrio tra giorno e notte. Insieme, governavano i corpi celesti e guidavano i cicli della luce e dell’oscurità.
Metztli incarnava il duplice aspetto della fertilità e dell’oscurità, rappresentando l’intricato equilibrio tra vita e morte. Come dea della fertilità, si credeva portasse abbondanza e prosperità, garantendo raccolti abbondanti e una prole sana. Tuttavia, c’era anche un lato oscuro nella personalità di Metztli, che la associava alla stregoneria e al misticismo. L’influenza della luna sulla magia e il suo legame con le pratiche di stregoneria attribuivano a Metztli il potere di causare malattie, follia e persino di trasformare gli esseri umani in animali.
Un’avvincente storia della mitologia azteca narra l’eroico viaggio di Metztli negli inferi. Scese nelle profondità degli inferi per salvare suo fratello Tonatiuh, tenuto prigioniero dagli dei degli inferi. Tuttavia, nonostante i suoi sforzi, Metztli non riuscì a riportarlo indietro, rimanendo infine intrappolata a sua volta. Da quel momento in poi, si trasformò nella dea della notte, separata per sempre dal fratello, che rimase il dio del sole.
La storia del viaggio di Metztli è un toccante promemoria dei sacrifici e delle sfide affrontate dagli esseri divini nella mitologia azteca. Sottolinea il significato della trasformazione di Metztli nell’incarnazione della notte e il potere duraturo che detiene sull’oscurità e sul mistero.


