HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per Paradigma olografico
Esiguo
8 febbraio 2026 alle 10:55 · Archiviato in InnerSpace, Onirico, Oscurità, Reading, Surrealtà and tagged: My continuum, Paradigma olografico
Il continuum del sogno, rappreso su un esoscheletro di pura olografia, per scandagliare l’esiguo continuum che percepisci…
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Avvenire del Reale
5 febbraio 2026 alle 10:39 · Archiviato in Empatia, InnerSpace, Onirico, Oscurità, Reading, Surrealtà and tagged: Estensione psichica, Luce oscura, Olosensorialità, Paradigma olografico
I flussi onirici procedono compatti mentre la tua attenzione si alza come una guardia, nella veglia, attraverso l’avvenire del Reale.
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Perturbanti visioni
3 febbraio 2026 alle 18:45 · Archiviato in Empatia, Energia, InnerSpace, Onirico, Oscurità, Reading, Surrealtà and tagged: Abisso, Incubo, Paradigma olografico
Gli affondi psichici sono azzardi onirici nel fondo di un’apocalisse, estensioni moleste che sostanziano la perturbante visione dell’atteso abisso.
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Esistenzialismo abissale
2 febbraio 2026 alle 18:39 · Archiviato in Cybergoth, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Reading, Surrealtà and tagged: Abisso, Interrogazioni sul reale, Olosensorialità, Paradigma olografico
Le costellazioni si alienano di posti e pozzi alieni, come un complesso logorroico di icone e olografie espanse, nel torrido esistenzialismo degli abissi.
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The Eye Before Origin
29 gennaio 2026 alle 14:44 · Archiviato in Empatia, Oscurità and tagged: Controllo sociale, Distopia, Paradigma olografico
Lo sguardo che giustifica l’olografia.
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Essere tutto
28 gennaio 2026 alle 08:11 · Archiviato in Acido, Catarsi, Empatia, Energia, Experimental, InnerSpace, OuterSpace, Reading, Surrealtà and tagged: Luce oscura, Mandala, Olosensorialità, Paradigma olografico, Trascendenze
Il flusso di coscienza si apre come un mandala sul reale prima frattale e poi caotico di interconnessioni siderali, sistemiche, di pura autocognizione. Il sé è uno stadio di interposta necessita con l’olosistema, tu ne sei il fulcro come lo è il sistema intero, mentre piangi la tua condizione d’incarnato che vuole essere tutto.
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Earthbound, dominare il tempo, la recensione – Ibridamenti
27 gennaio 2026 alle 19:56 · Archiviato in Accadimenti, Acido, Catarsi, Cognizioni, Creatività, Cybergoth, Editoria, Empatia, Energia, Erox, Experimental, Filosofia, Futuro, InnerSpace, Inumano, Letteratura, Onirico, Oscurità, OuterSpace, Passato, Quantsgoth, Recensioni, Ricordi, SF, Sociale, Surrealtà, Weird and tagged: Claudio Kulesko, Costantinopoli, D Editore, Emmanuele Pilia, Impero Connettivo, Impero Romano, Nephilim, Paradigma olografico, Potere, Produco, Stefano Spataro, Trascendenze, Vulcano Laziale
Su Ibridamenti una spettacolare recensione di Stefano Spataro (che ringrazio vivamente) a EarthBound, mio romanzo che apre le pubblicazioni con D Editore nella collana “Intermundia”, diretta da Claudio Kulesko nell’ambito della produzione della casa editrice guidata da Emmanuele Pilia.
La disamina si apre con un excursus sulla mia figura autoriale, per poi proseguire con la recensione vera e propria al romanzo; troverete i due passi essenziali elencati qui sotto, suddivisi. Buona lettura.
***
Sandro Battisti è uno degli autori più importanti e radicali della fantascienza italiana contemporanea. La sua produzione, vastissima e coerente, attraversa da oltre vent’anni territori narrativi in cui la speculazione scientifica si fonde con la filosofia e la storia, grazie a una riflessione costante sul linguaggio e sulle strutture profonde del potere. Battisti non è soltanto uno scrittore estremamente prolifico, ma anche un performer, un teorico e un costruttore di mondi, uno di quegli autori capaci di immaginare universi narrativi che funzionano come sistemi complessi, attraversabili da romanzi, racconti e idee che si richiamano e si potenziano a vicenda. Il suo nome è indissolubilmente legato al Connettivismo, movimento letterario nato nei primi anni Duemila, di cui è stato uno dei fondatori e principali animatori, e che rappresenta probabilmente l’esperienza più organica e consapevole di rinnovamento della fantascienza italiana. Il Connettivismo si è posto fin dall’inizio come superamento consapevole del cyberpunk: ne ha raccolto l’eredità tecnologica e visionaria, ma l’ha spinta oltre, verso una dimensione teoretica molto più ambiziosa, in cui scienza, metafisica, storia, corpo e linguaggio si fondono in una ricerca continua di connessioni profonde. È un movimento che guarda alla complessità del reale, alla frammentazione dell’identità, alle reti invisibili che legano coscienza, tecnologia e potere, senza imitare modelli anglofoni. È un movimento che rifiuta la linearità, che lavora per stratificazioni, per cortocircuiti concettuali, e che considera la fantascienza non come semplice genere narrativo, ma come strumento cognitivo e politico, capace di interrogare il presente attraverso modelli radicalmente altri.
L’opera di Battisti è sempre stata, quindi, meno interessata alla previsione del futuro che alla messa in crisi del nostro modo di pensare il tempo, il potere e l’identità. In questo contesto si inserisce perfettamente il progetto di D Editore, che ha deciso di dedicare, nella collana Intermundia curata da Claudio Kulesko, uno spazio specifico per l’Impero Connettivo, l’universo narrativo più ampio e psichedelico creato da Battisti, una saga che non è solo fantascientifica ma anche storica e visionaria.***
Earthbound, primo volume di questo nuovo corso editoriale, è un romanzo breve solo in apparenza: la sua densità concettuale è tale da farlo sembrare molto più vasto, quasi un condensato di idee, immagini e ossessioni che l’autore ha affinato nel corso degli anni. Qui ritroviamo tutti i suoi temi cardine: il potere declinato come controllo delle strutture profonde della realtà; il tempo non più come semplice dimensione ma come strumento politico; la sessualità e l’erotismo come forme di conoscenza e di trasformazione; la rilettura dell’Impero romano e bizantino come emblemi di sistemi eterni che si reincarnano sotto nuove forme; le realtà dimensionali che si sovrappongono e comunicano, fino al metaverso quantistico inteso non come gadget tecnologico ma come spazio ontologico.
La trama, articolata su tre punti di vista, è un esempio efficace di questa complessità: da un lato un capo tribù proto-romano, immerso in un tempo arcaico che già contiene in nuce l’idea di impero; dall’altro una ricerca archeo-antropologica su Bisanzio che apre crepe nel presente e mette in comunicazione con altri livelli della realtà; infine la dimensione sovradimensionale dell’Impero Connettivo vero e proprio, governato dall’imperatore Totka_II, uno dei Nephilim, affiancato dal suo enigmatico e fedelissimo Sillax. Questi tre percorsi narrativi non procedono in modo lineare, ma si riflettono e si contaminano, creando un gioco di rimandi che rende evidente come il tempo non sia una freccia, ma piuttosto una rete.
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Tecnologia olografica
6 gennaio 2026 alle 18:03 · Archiviato in Cybergoth, Experimental, InnerSpace, OuterSpace, Reading, Surrealtà and tagged: Paradigma olografico
Si raccolgono in volute di Volontà, e poi i sensi, e poi i guizzi improvvisi di desideri… Apri gli occhi e il codice visivo è mutato, come un movie d’alta tecnologia olografica.
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Plasmando multiversi
2 gennaio 2026 alle 17:14 · Archiviato in Cybergoth, Experimental, InnerSpace, Reading and tagged: Language, Paradigma olografico, Volontà
Il cospetto è ben calibrato sulle parole istantanee, quelle che si affinano di empatia e olografia, quando non hai alcun controllo sugli elementi ma lo hai sulla Volontà che usi per plasmare i multiversi.
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Eloquio vocale
2 gennaio 2026 alle 14:10 · Archiviato in Cybergoth, Experimental, InnerSpace, OuterSpace, Reading and tagged: Language, Paradigma olografico, Ridefinizioni alternative
Il sensorio che applichi significa estensione del continuum, mostro di comprensione, dovizia di particolari che menzioni in ogni articolazione olografica del tuo eloquio vocale.
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