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Isolation
Nel sottopasso delle idee le tue intemperanze sottolineano il grado di follia raggiunto, le perversioni caratteriali possibili, l’impronta del trauma che ti lascia andare alla deriva, lì dove nessuno potrà mai aiutarti.
L’Arianesimo: storia di una controversia teologica e politica – Studia Humanitatis – παιδεία
Su StudiaHumanitatis il dettaglio delle follie filosofiche e teoretiche proprie del cristianesimo, in una fase storica in cui cominciava la scalata al potere all’interno dell’Impero Romano; siamo molto lontani dagli inizi, anche gnostici, della corrente mistica del culto cristiano, qui dominano già le dinamiche di controllo e dei sofismi per ridefinire la mappa di un potere temporale che nei secoli schiaccerà l’umanità e che, certo, è servito al potere imperiale per eternarsi un altro millennio. Follie di ogni tipo, appunto…
L’Arianesimo rappresenta una delle dispute teologiche più significative e durature della cristianità antica. Questa dottrina, emersa agli inizi del IV secolo ad Alessandria d’Egitto, ha influenzato profondamente non solo il dibattito sulla natura di Cristo, ma anche la politica ecclesiastica e imperiale per quasi due secoli.
La controversia ariana iniziò intorno al 318 ad Alessandria, quando il presbitero Ario (256-336) entrò in conflitto con il suo vescovo Alessandro riguardo alla natura del Lógos (Cristo). Come riporta Socrate Scolastico (HE. I 5-6), la querelle sorse durante una discussione teologica in cui Alessandro sosteneva l’unità della Trinità, mentre Ario lo accusò di sabellianismo, ovvero di confondere le persone divine.
La posizione di Ario è documentata nella lettera che egli stesso scrisse a Eusebio di Nicomedia, preservata da Teodoreto (HE. I 5), e nei frammenti della sua opera poetica Thalia, conservati negli scritti polemici di Atanasio, particolarmente nel Contra Arianos. Secondo le fonti disponibili, la ricostruzione della Thalia è stata oggetto di ricerche recenti (Metzler 1991).
La dottrina ariana affermava che il Figlio, o Lógos, era stato creato o generato dal Padre prima del tempo, ma non facente parte del suo stesso essere. La formula ariana più nota è Ἦν ποτε ὅτε οὐκ ἦν («Vi fu un tempo in cui [il Figlio] non era»), che sottolinea la non eternità del Figlio e la sua subordinazione ontologica al Padre. Secondo Klaus Seibt, l’aspetto fondamentale dell’Arianesimo è «una Trinità ipostatica chiaramente gerarchizzata in cui la seconda (Lógos o Figlio) e la terza (Spirito Santo) ipostasi, pur essendo chiamate Dio, sono separate dalla Divinità».
Delay Orkestra, mental disorder (not so much) failure | Neural
[Letto su Neural]
L’esposizione a parole pronunciate suscita una risposta immediata da parte dei nostri sensi biologici, soprattutto se il contenuto è sensibile. La Delay Orkestra di Matt Gingold è stata progettata per testare questa sensibilità riproducendo e registrando descrizioni psichiatriche di “disturbi mentali” attraverso un cerchio di altoparlanti e microfoni. Ha selezionato oltre 1400 campioni dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) e ha utilizzato le voci australiane di Apple Siri (Karen e Lee) per pronunciarle. Il tono neutro ma perentorio si mescola con l’inevitabile feedback e distorsione, mentre le voci incarnano un fallimento tecnico che è tale solo da una prospettiva convenzionale.
Follia frattale
Infedeli psichici rivestono di luce deviata il lastricato delle parole, mostrano vie strane alla candela della follia frattale.
Strani giorni: Michel Foucault
“Forse, un giorno, non sapremo più esattamente che cosa ha potuto essere la follia. La sua figura si sarà racchiusa su se stessa non permettendo più di decifrare le tracce che avrà lasciato. Queste stesse tracce non appariranno, a uno sguardo ignorante, se non come semplici macchie nere? Tutt’al più faranno parte di configurazioni che a noi ora sarebbe impossibile disegnare, ma che in futuro saranno le indispensabili griglie attraverso le quali render leggibili, noi e la nostra cultura, a noi stessi. Artaud apparterrà alla base del nostro linguaggio, e non alla sua rottura; le nevrosi, alle forme costitutive (e non alle deviazioni) della nostra società. Tutto quel che noi oggi proviamo relativamente alla modalità del limite, o della estraneità, o del non sopportabile, avrà raggiunto la serenità del positivo. E quel che per noi designa attualmente questo Esterno rischia veramente un giorno di designare noi, proprio noi.”
Michel Foucault, come lo ricorda Ettore Fobo a quarant’anni dalla morte.
Paranoia non evapora
Un incontro che raschia via ogni percezione e la rende polvere da aspirare, giusto per lasciare in circolo la paranoia che non può evaporare.




