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Archivio per RAI

Diaframma :: Siberia (( 1985 Tandem Rai2 ))


Dall’emersione di ere geologiche sommerse, un qualcosa che vagamente ricordavo…

Il Twin Peaks di Pupi Avati – Il Tascabile


Sul Tascabile un lungo articolo che parla esaustivamente di Voci notturne, lo sceneggiato che trent’anni fa Pupi Avati realizzò a Roma usando come base suggestioni esoteriche, storiche, politiche in cui Roma recito un ruolo di primissimo piano. Un estratto:

Un’opera di Avati del 1995, che non ha diretto, ma soltanto scritto, è quasi interamente girata a Roma, e vede la città come uno dei protagonisti. Stiamo parlando della miniserie TV, Voci notturne, un unicum nella storia della TV italiana, che purtroppo non ha avuto seguito e che soprattutto non è stata valorizzata come avrebbe meritato.
Cos’è Voci notturne? Per quale motivo, dal momento della sua messa in onda avvenuta dal 24 settembre 1995 al 15 ottobre 1995 su RAI 1, si è creato un vero e proprio culto, popolato da adoratori, non necessariamente fan incalliti del cinema di Avati? Ma soprattutto, perché questo prodotto televisivo è ammantato da una coltre fittissima di mistero, paragonabile a quella che caratterizza la sua trama fitta e impegnativa? I motivi sono diversi. Forse per entrarci basta leggere il brano che apre ognuna delle 5 puntate da un’ottantina di minuti l’una per capire il tono della miniserie:

“Nella Roma Imperiale sussistevano i resti di uno strano ponte di legno. Era composto da travi sublique ed oblique, senza chiodi e affidato a persone sacre, una sorta di fratellanza o setta, che rispondeva, con la vita dei suoi membri, della sua conservazione. A costoro derivò il titolo celeberrimo di pontefici o facitori del ponte. Su questo ponte si compivano in epoca arcaica misteriosi e segreti sacrifici”.

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Small Town in Wonderland – LiquidSky Agency


Anticipazione di LiquidSkyAgency per WonderLand in onda martedì sera su Rai4, dove nell’angolo “SoundInvaders”, curato da Mario Gazzola si parlerà di P. K. Dick e di Blade Runner, perché è il quarantennale del film.

La puntata sarà dedicata a celebrare il quarantennale dell’uscita nei cinema di Blade Runner, alla memoria di Philip K. Dick (qui sotto a sinistra), il suo autore letterario scomparso proprio 40 anni fa (di cui Mondadori sta ripubblicando tutte le opere in Oscar Cult), e di Vangelis, autore (anche lui scomparso purtroppo pochi giorni fa) della non meno memorabile colonna sonora del capolavoro cinematografico diretto da Ridley Scott.
Scorreranno sullo schermo tre video clip di altrettante band italiane ispirate dal titanico scrittore californiano, mito della fantascienza mondiale: il primo sarà Mondi Paralleli della PFM, dall’ultimo album Ho sognato pecore elettriche, poi seguirà V.A.L.I.S. dei milanesi Amplifire, ispirato all’omonimo romanzo fantamistico della fase finale di Dick. Quindi sarà la volta Small Town, New Town dei bresciani Mugshots, che presenteranno in anteprima mondiale a Wonderland il videoclip della canzone ispirata al racconto del 1954 Piccola Città, opera del team creativo di LiquidSky.
Anticipato dal servizio pubblicato sul ReWriters Mag Book di aprile – di cui QUI vi presentiamo in esclusiva l’estratto in quadricromia – il videoclip diretto e montato da Walter L’Assainato si basa su un’animazione 2D vintage dei disegni realizzati da Roberta Guardascione, che per gli scenari urbani ha rielaborato le foto scattate da Mario Gazzola, autore anche della sceneggiatura e delle foto del gruppo; e sfoggia una scala cromatica “rugginosa”, che punta a rievocare anche i minacciosi scenari di un classico come Metropolis di Fritz Lang, che notoriamente fu d’ispirazione per la Los Angeles futurista di Blade Runner.

Altre notizie riguardo la rubrica, le potrete leggere sempre sul post; ci vediamo su WonderLand?

“Io sono quella cosa lì”: Un’intervista a Valerio Evangelisti su Wonderland – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine viene proposta una bella intervista a Valerio Evangelisti realizzata nel 2012 da Leopoldo Santovincenzo e Carlo Modesti Pauer per Wonderland, la trasmissione televisiva più aggiornata e interessante su tutto quanto riguarda la narrativa e il cinema di genere e la cultura popolare dei fumetti e dei videogiochi, in onda da dieci anni su Rai 4. Un estratto, per nulla esaustivo perché Valerio aveva toccato moltissimi temi, tra questi il ruolo politico nella letteratura di genere e la levatura intellettuale e ossimori di alcuni autori di genere.

Io scrivo quello che mi sento, so benissimo di non avere uno stile particolare, ma cerco lo stile più efficace in quel momento. A volte, la frase può risultare estremamente poetica ma non è che io cerchi la frase poetica, butto giù. Adesso ho delle difficoltà a scrivere per problemi tutti miei di salute. Però quando mi metto a scrivere sono come invasato, mi getto e vivo quelle storie lì, le vivo fino in fondo. Se poi non vengono capite, ritenute grezze o cose del genere va beh, a me basta già che ci siano tanti lettori che mi seguono e che mi vogliono bene. Mi scrivono ogni giorno, io ricevo due o trecento mail di gente che mi è veramente affezionata, affezionata ai miei personaggi e al mio mondo. Cosa voglio di più? Io sono quella cosa lì.

Anteprima Sound Invaders/Wonderland 12/04/2022 – by Mario Gazzola


Ricevo e pubblico volentieri questa bella anteprima alla puntata di domani di Wonderland, il programma di Cinema, Serie tv, videogame, editoria e fumetti, attualità e storia della fantascienza, fantasy, crime, in onda ogni settimana su Rai4. Uno dei nocchieri al timone del programma è Mario Gazzola, con la sua rubrica Sound Invaders, ed è proprio da lui che proviene questa ghiotta anteprima. Vi lascio al comunicato:

I Death SS saranno protagonisti della sesta puntata della rubrica Sound Invaders, in onda nel programma Wonderland di martedì 12 aprile in seconda serata. Mario Gazzola (autore della rubrica e del saggio FantaRock) sarà dunque stavolta il Caronte del pubblico del magazine di RAI 4 verso l’Inferno: infatti, Suspiria – queen of the Dead, il nuovo videoclip della band tratto dall’ultimo album “Ten”, benché dedicato all’omonimo personaggio dei fumetti erotic-horror editi da Annexia, sfoggia in background della fatal partita a scacchi da Settimo Sigillo fra Sylvester e la fatale dama del titolo le immagini in bianco e nero tratte appunto da L’Inferno, il film muto del 1911.
Primo lungometraggio del cinema italiano, diretto da Giuseppe De Liguoro, L’Inferno s’ispira alle illustrazioni dantesche di Gustave Doré e ha già ispirato a propria volta il mondo del rock, perché i Tangerine Dream ne hanno fatto una colonna sonora electrosinfonica per la riedizione in DVD del 2002.
Nel clip dei Death SS noterete un altro diavolaccio suonare la fisarmonica accanto a Sua Oscurità Sylvester: è proprio Luca Laca Montagliani, editore di Annexia, con cui Steve è impegnato come autore delle storie del nuovo ciclo di Zora, la sua “collega vampira” a fumetti, protagonista come sapete di un altro clip dal medesimo album già in circolazione.

Il disegno che vedete qui in anteprima invece è un’illustrazione inedita di Roberta Guardascione, in vista di un progetto ancora nel calderone del Nero Sciamano dell’horror metal italiano: un concept album ispirato alle Confessioni di un Peccatore Elettodi James Hogg, fonte del successivo Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hydedi Stevenson e quindi anche della versione apocrifa di Mario Gazzola, il romanzo (ancora inedito) Hyde in Time.

Molta carne al fuoco infernale, come vedete: intanto, dopo la puntata di domani sera di Wonderland, l’appuntamento coi Death SS è al Live di Trezzo, dove sono attesi il 15 per un sulfureo concerto “di Passione” pre pasquale.

Il rock sci/fi di Mario Gazzola – Associazione World SF Italia


Sul sito della WorldSf Italia c’è una bella intervista di Filippo Radogna a Mario Gazzola sulla sua attività di scrittore di genere e di cultore della musica rock. Un estratto:

Nell’originale programma televisivo dai linguaggi alternativi Wonderland riguardante cinema, tv, fumetti, musica, tutti collegati con il mondo del fantastico, in onda su Rai 4, Mario Gazzola cura la rubrica Sound Invaders che parla di interazioni tra i mondi dell’arte partendo proprio da quella dei suoni.
E sì perché Gazzola è un affermato giornalista musicale con l’attitudine alla letteratura dell’immaginario tanto che nel 2019 con il saggio FantaRock, scritto con il noto collega Ernesto Assante, ha vinto il Premio della critica Ernesto Vegetti,
Scrittore, blogger, conduttore radiofonico, collaboratore di periodici e riviste nazionali, il Nostro è autore di romanzi e racconti di fantascienza pubblicati su riviste (prima tra tutte Robot) e in varie antologie. Per Weird Book a breve uscirà il suo primo racconto illustrato con disegni e grafica di Roberta Guardascione, mentre è in lavorazione un graphic novel, disegnato da Tommaso Bianchi, oltre a un album rock di cover fantarock di “Flavio Ferri and guests” con un suo booklet.
È cofondatore del sito Posthuman con Walter L’Assainato ed è anche cofondatore (con i sopracitati Walter e Roberta) dell’agenzia di comunicazione LiquidSky Agency che si occupa di servizi di promozione video, web e social. È curatore su facebook di un ciclo di interviste nelle dirette streaming “La finestra di Antonio Syxty”.

Ti occupi di tante cose in ambito culturale, informativo e nella comunicazione. Ci vuoi parlare delle origini del tuo impegno intellettuale, in particolare nell’attività giornalistica? Da dove parte la tua passione per la musica? Nel tuo percorso hai anche suonato in qualche band?
La passione per la musica parte dalla Hit Parade di Lelio Luttazzi a Radio Rai, che sentivo al ritorno da scuola con mia mamma (facevo le elementari nei ’70) eppure no, purtroppo non ho mai imparato a suonare nemmeno il flauto alle medie! Chissà, forse ho sviluppato questa chiave di rappresentare la musica attraverso la scrittura proprio perché l’ho sempre osservata da ascoltatore puro che non la sa fare, come una forma di magia, come guardo oggi i disegni che Roberta Guardascione tira fuori dalle mie storie. Per questo sono molto fiero di riuscire a dare vita grazie a Flavio Ferri a un album di versioni reinterpretate di brani rock ispirati dal mondo sci/fi (dai King Crimson ai Killing Joke, dai Roxy Music ai Blondie ai Sonic Youth), legati da una storia scritta da me e illustrata dalle urban pics realizzate da Roberta rielaborando graficamente foto di prospettive metropolitane scattate da me nella Milano Mario zombificata dalla pandemia. Finalmente avrò il mio nome su un bel vinile da collezione, anche se non so suonare e quando mi hanno convinto a “cantare” Rebel Rebel in un tributo a Bowie se ne sono subito pentiti! Però in realtà ho pensato che potevo scrivere di musica che ero già grandicello, dopo aver vinto il mio premio letterario con la tesi di laurea (alla Bocconi), poi pubblicata da Firenze Libri col titolo Rock – cultura, subcultura, controcultura (con prefazione del mio relatore Nando Dalla Chiesa). Prima illudevo i miei che da grande avrei fatto il manager aziendale…

Su quali testate giornalistiche hai mosso i primi passi? Di cosa scrivevi allora e di cosa ti occupi attualmente?
La prima è stata Discotec (intervista ai Clock DVA), poi Rockstar e Jam le più durature, ma ho collaborato per un po’ a Musica! di Repubblica (allora ho conosciuto Assante) e occasionalmente a Panorama, L’Espresso, Italia Oggi, il Manifesto, Mucchio Selvaggio e Rockerilla, ma ho anche avuto un mio programma a Radio Lodi e ho collaborato con Radio Popolare, Ciao Radio di Bologna e Radio Base di Caserta, prima di arrivare alla rubrica tv di Wonderland, che è un po’ il fantarock televisivo, essendo l’unico programma della tv nazionale dove il nostro genere preferito è di casa. Inoltre ho scritto di cinema pulp su Nocturno, curando anche un dossier sulla sci/fi cosmico-filosofica, per esempio, senza contare che il mio sito posthuman.it (online dal 2007) ospita le mie riflessioni su cinema, musica, letteratura, fumetti, teatro e tutto quel che attira la mia curiosità… postumana. Negli ultimi anni ho scritto su repubblica.it e più volte sul blog MediaTrek dell’amico/coautore Assante.

RAI2 1977 “ODEON” – PINK FLOYD – LE IMMAGINI DELLA MUSICA” – SPECIALE SU ANIMALS


Ricordo questa trasmissione TV del ’77, la vidi ovviamente in diretta quasi per caso e anche se non era la primissima volta che sentivo parlare dei Floyd, ne rimasi davvero impressionato. Da allora, da lì – l’ho capito bene solo adesso, rivedendo il servizio – il senso di arte ha assunto la forma di questi stilemi, di queste dinamiche, e tutto il resto non è contemplato perché troppo semplice, troppo lineare.
Grazie a chi ha recuperato questo documento, che ha tutti i segni del videotape danneggiato dal tempo.

Where is my mind? Orrore sovrannaturale a Rai4 | PostHuman


Su PostHuman una gustosa segnalazione che andrà in onda, per sette settimane, sul canale Rai4. Una rassegna dedicata al cinema horror, ma quello nuovo, cose che in questo momento non è possibile vedere al cinema per motivi pandemici.

L’hanno chiamato Supernatural Thriller (QUI il trailer della rassegna), perché a quanto pare l’una definizione è più “accettabile” per il pubblico dell’altra, ma il ciclo cinematografico in partenza dall’11 gennaio su Rai4 offre una promettente raffica di autentici horror, giacché è proprio l’elemento sovrannaturale che distingue l’horror dal thriller: per circa un mese e mezzo, ogni lunedì la prima serata di Rai4 ci farà varcare lo Stige di 7 succulente prime visioni di recente produzione – e di varia provenienza internazionale (cioè non solo americana) e finalmente anche nazionale! – che esplorano gli oscuri meandri della mente umana, le paure, le ossessioni e i demoni dell’inconscio. A smentire il nostro pregiudizio che la Rai avesse chiuso i battenti ai generi cosiddetti “B”, nonostante che la scelta del titolo dimostri che evidentemente ancora nel 2020 l’horror sta appena un gradino sopra al porno come considerazione culturale media (lo testimonia l’esperienza di Roberta G che è quasi stata bannata da Instagram per aver taggato #horror un’immagine di sua creazione).

Si parte con The Midnight Man (2017) di Travis Zariwny: adattamento in chiave teen-slasher del noto racconto creepypasta Il gioco di mezzanotte. Variante 2.0 delle leggende metropolitane, le creepypasta sono storie macabre diffuse sul web in maniera virale come fantomatiche “storie vere” e Il gioco di mezzanotte è tra le più note, spaventosa diceria incentrata su un gioco di ruolo mirato ad evocare l’Uomo di Mezzanotte, malvagio essere spettrale capace di trasformare in realtà i peggiori incubi di chi lo evocherà. Nel film, che si avvale della partecipazione di autentiche leggende del cinema horror come Robert Englund (Freddy Krueger della saga Nightmare) e Lin Shaye (dalla saga di Insidious), si racconta la storia di Alex e dei suoi amici che, in un’antica scatola in soffitta nella casa della nonna, trovano le istruzioni per evocare l’Uomo di Mezzanotte. Ovviamente, per i ragazzi si metterà molto male.

Altre sei pellicole in arrivo le prossime settimane, scoprite sul post di Mario Gazzola quali sono.

FANTASCIENZA E SOPRANNATURALE NELLA RAI DEGLI ANNI ’60 E ’70 – GIORNALE POP –


Su GiornalePOP un lungo riassunto che copre l’epoca d’oro degli sceneggiati fantastici che andavano sulla RAI negli anni 60 e ’70. È un corposo elenco, ci sono tutti i titoli entrati nel mito e anche molto altro; dateci uno sguardo, perché si può facilmente capire che un tempo il fantastico era di casa pure in TV, pure in Italia. Cose davvero egregie, forse l’unica cosa che manca davvero è Voci Notturne, ma quello era già un altro tempo.

Negli anni sessanta e settanta la Rai realizzò diversi sceneggiati e originali televisivi aventi come tema la fantascienza, l’occulto e il fantastico. Dopo aver parlato dei due più famosi sceneggiati “misteriosi”, Il Segno del Comando e Ritratto di donna velata, diamo uno sguardo a tutti gli altri sceneggiati di genere fantascientifico o soprannaturale, prodotti dalla Rai in quei due decenni.

Pupi Avati: «Vivo questo tempo sospeso con gli occhi chiusi. La Rai ne approfitti per farci crescere»


Sul Corriere una lettera aperta di Pupi Avati che, lucidamente, analizza questo momento storico del Covid-19 e ne apprezza le possibilità culturali, che normalmente non sarebbero colte. L’estratto finale:

Ecco questo tempo che sto vivendo che non somiglia a niente, è un pezzo della mia vita che vivo con gli occhi chiusi, in attesa di poterli riaprire. E quel mondo che si sta allontanando, che non tornerà più ad esserci, che non piaceva a nessuno, del quale tutti si lamentavano, eppure temo che di quel mondo proveremo una crescente nostalgia. E allora mi chiedo perché in questo tempo sospeso fra il reale e l’irreale, come in assenza di gravità, i media e soprattutto la televisione e soprattutto la Rai, in un momento in cui il Dio Mercato al quale dobbiamo la generale acquiescenza all’Auditel, non approfitti di questa tregua sabbatica di settimane, di mesi, per sconvolgere totalmente i suoi palinsesti dando al paese l’opportunità di crescere culturalmente. Perché non si sconvolgono i palinsesti programmando finalmente i grandi film, i grandi concerti di musica classica, di jazz, di pop, i documentari sulla vita e le opere dei grandi pittori, dei grandi scultori, dei grandi architetti , la lettura dei testi dei grandi scrittori, la prosa, la poesia, la danza, insomma perché non diamo la possibilità a milioni di utenti di scoprire che c’è altro, al di là dello sterile cicaleccio dei salotti frequentati da vip o dai soliti opinionisti.

Perché non proporre quel tipo di programmazione che fa rizzare i capelli ai pubblicitari ! Perché non approfittiamo di questa così speciale opportunità per provare a far crescere culturalmente il paese stravolgendo davvero i vecchi parametri, contando sull’effetto terapeutico della bellezza ? Il mio appello va al Presidente, al Direttore Generale, al Consiglio di Amministrazione della RAI affinché mettano mano a un progetto così ambizioso e tuttavia così economico. Progetto che ci faccia trovare, quando in cabina finalmente saranno stati in grado di aggiustare la pellicola, migliori, più consapevoli di come eravamo quando all’improvviso si interruppe la proiezione . E potremo allora riaprire gli occhi.

quindi, sì, nudo e crudele

Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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