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NeXT Hyper ObscureArchivio per Solstizio
Fino a stordire
Tra le pieghe della notte e della difesa interiore, le ore di buio si sommano strati a strati, infinitesimali, leggeri, apparentemente infiniti nell’enuclearsi, fino a stordire nel sonno.
Vita interiore
Il cielo vira ancora il nero, lo fa presto, lo fa per lunghi respiri che sono stille di vita interiore – preziose, preziosissime.
Mitreo di San Nicola (Guidonia – Roma) – Nemora
Un perfetto articolo per queste ore su Nemora, esplorando un mitreo perso nella campagna intorno Roma, per sottolineare tradizioni arcaiche legate ai culti solstiziali della rinascita.
Semisepolto fra la vegetazione e velato da grandi ragnatele, un varco sul buio. Sopra alla mia testa delle grosse nuvole grigie si vanno addensando nel verde luminescente della campagna settembrina di Marco Simone, frazione di Guidonia (RM).
Discendere da soli all’interno di una cavità buia, antica e sconosciuta è di per sé una grande emozione. L’adrenalina si mischia alla fantasia, proiettando scenari di ogni tipo nella mente, la curiosità vince sulla paura e alla fine si fanno i primi cauti, rispettosi, passi nel sottosuolo. Qui mi viene riservata un’accoglienza unica. C’è l’odore tipico dei luoghi ipogei indisturbati, la volta si sostiene su colonne ricavate dalla roccia, somiglianti a lunghe stalattiti. Ma ciò che cattura immediatamente il mio sguardo è il pozzo di luce che proietta un ampio raggio luminoso in fondo alla sala. Assomiglia a un occhio di bue teatrale, come ci si aspettasse che da un momento all’altro si manifestasse un qualcosa proprio in quel punto. Trattengo il fiato e mi faccio strada con cautela finché, effettivamente, qualcosa finalmente si manifesta. Si ode un forte frullo d’ali e poi, dal pozzo, qualcosa piomba al centro del fascio di luce. Si compone, si erge e mi osserva con degli occhi grandi ed espressivi: è una civetta.
Rimango per alcuni istanti con il fiato in gola, poi faccio alcuni passi per avvicinarmi, ma il rapace spicca il volo. Distende le grandi ali, attraversa la caverna, passa al mio fianco ed esce dal varco da cui ero entrata poco prima. Gli sciamani amerindi definivano “incontri di potere” i confronti ravvicinati con animali selvatici in luoghi sacri, ma non bisogna essere particolarmente spirituali per avvertire della magia in quanto appena accaduto.
Mi ricompongo e proseguo l’esplorazione dell’antro.
Solstizio buio – entrato
Sembrano istanti di una piccola festa intima, celebrata in piccole gocce di luce oscura lastricando le emozioni, costellazioni del solstizio da assorbire sulla pelle, mentre il sole finalmente va giù…
Sciogliersi nel solstizio buio
Disperdi le brane psichiche come aspersioni di gioia crepuscolare, si entra nel corridoio di notte infinita, fino a sciogliersi dentro.
Oggi, il solstizio buio
Fantasie di una notte infinita, immensa, senza requie, che apre le porte all’abisso di buio che si vorrebbe eterno.
In apertura
Gemono questi giorni finali, il codice esadecimale intrinseco è una vistosa falla nella logica comprensiva positivista, un derelitto istante che apre alle surrealtà.
Ductape – Gölgesiz
Tra le ruvide ombre di novembre appena cresciuto.
Il sole tramonta sempre da solo, in silenzio.
In luoghi che non conosci, c’è il mio urlo.
Le tristezze si accumulano.
Mi crollano addosso.
Sulle mie spalle ho fardelli che non conosco.
Sono nato dalle mie ceneri e sono stato nuovamente spazzato via.
Mentre affondavo nelle profondità, mi sono aggrappato al fondo.
La solitudine mi sta consumando.
Il sole tramonta sempre da solo, in silenzio.
Oggi è un giorno senza ombre
Non finisce mai
Io sono una tempesta
Che si abbatte nell’oscurità
Silenziosa e
Senza ombre
Io sono una tempesta
Che si perde nei tuoi occhi
Silenziosa
Senza ombre


