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NeXT Hyper ObscureArchivio per Spleen
Occhi e visioni
Quello spleen che ti destabilizza annienta ogni forma di energia interiore, rende apatico perfino il respiro e così ogni parola si macchia di adagi insulsi: con lo sguardo cerca allora di collassare l’orizzonte sul possibile fronte d’onda, fino alla sublimazione dei frattali in nuove azioni, creazioni, gli occhi sulle visioni.
Strali annichiliti
Le meraviglie che tu esponi con enfasi interiore, urlando dentro al tuo spleen per dissolverlo, sono strali da un buco nero a squarciare la notte, che poi vengono assorbite, convertite, annichilite.
Anne Bloom – Death Come Near Me
Il piano di uno spleen perfetto e didascalico, rassicura col suo oscuro standard…
Heike Langhans- Zyrone Kiss
Il dolore che diventa voce liquida, e tu che guardi giù nel buco del ghiaccio…
Strani giorni: IL FATO NON DORME MAI – CAPITOLO QUARTO: PAROLE SEGRETE
“L’assenza del tempo non significa che tutto sia gelato e immoto. Significa che l’incessante accadere che affatica il mondo non è ordinato da una linea del tempo, non è misurato da un gigantesco tic-tac. Non forma nemmeno una geometria quadridimensionale. È una sterminata e disordinata rete di eventi quantistici.”
Carlo Rovelli
Con questo esergo si apre una segnalazione di una poesia di Ettore Fobo uscita sul suo blog; al di là delle sempre magnifiche composizioni di Ettore, il concetto espresso da Rovelli costruisce un ponte connettivista (lasciatemelo dire) tra le dimensioni, e se ci fosse davvero un Premio Connettivismo sarebbe lui a vincerlo. Insieme a Ettore, ovviamente.
Per questo
Lo sguardo giù, deathwish che sorprende e prende il campo visivo interiore: lo spleen diviene devastazione, l’abisso è l’orizzonte pervasivo, l’unico; tu sei meno di un atomo ininfluente, nessuna Volontà, ed è per quello che termini.
Mestizie
Con fantasiose estensioni si propaga l’umore delle parole, il castello delle illusioni, l’estroverso dei multiversi possibili, e tu non riesci a essere presente nemmeno alle tue volontà perché pensi ti stia esaurendo mesto.
Alito vitale
Nelle definitive estensioni del tuo rincorrerti, i sensi si sovrastano l’un l’altro e così non hai modo di ergerti, affanni per non affondare mentre il cielo si colora di frattalizzazioni aperte verso il caos, cojn l’entropia che ti distrugge ogni alito vitale…
Annichilito
Terrificanti estensioni del Nulla senziente in attesa, quando non riesci a scrollarti di dosso il torpore alieno e la contemplazione di assurdi pianori digitali, nell’attesa di un evento che non puoi concepire.


