Archivio per The Who
27 aprile 2023 alle 18:06 · Archiviato in Acido, Creatività, Deliri, Empatia, Energia, Experimental, Fantastico, InnerSpace, Notizie, Onirico, Oscurità, OuterSpace, Presentazioni, Quantsgoth, Surrealtà and tagged: Arte, Documentario, Have You Got It Yet? The Story of Syd Barrett and Pink Floyd, Luce oscura, Movie, Olosensorialità, Pink Floyd, Ridefinizioni alternative, Roddy Bogawa, Storm Thorgerson, Syd Barrett, The Who, Trailer, Video
Su PinkFloydItalia l’annuncio dell’uscita di Have You Got It Yet? The Story of Syd Barrett & Pink Floyd, documentario su Syd Barrett e su cosa ha significato per lui e per noi il periodo in cui è stato con i Floyd, all’inizio della loro parabola. In basso il trailer del film:
Icona di culto, enigma, recluso… la vita di Syd Barrett, membro fondatore dei Pink Floyd, è piena di domande senza risposta. Fino a oggi.
Mettendo insieme la sua ascesa cometaria alla celebrità pop, i suoi impulsi creativi e distruttivi, l’esaurimento nervoso, l’uscita dalla band e la successiva vita solitaria, questo documentario si inserisce nel contesto sociale degli esplosivi anni Sessanta. Diretto da Storm Thorgerson (Hipgnosis) e dal pluripremiato regista Roddy Bogawa, presenta nuove interviste agli amici, agli amanti, alla famiglia e ai compagni di band di Syd, Roger Waters, David Gilmour e Nick Mason. Il documentario – che prende il nome da una canzone inedita che Barrett portò alle sue ultime prove con i Pink Floyd – include anche interviste a legioni di artisti ispirati dalla breve permanenza di Barrett nella band – Pete Townshend degli Who, Graham Coxon dei Blur, Andrew VanWyngarden degli MGMT e altri ancora – oltre agli ex manager dei Pink Floyd Peter Jenner e Andrew King, al drammaturgo Tom Stoppard e alla sorella di Barrett, Rosemary Breen.
Il sito ufficiale del documentario: https://www.sydbarrettfilm.com/
23 Maggio 2014 alle 14:29 · Archiviato in Acido, Connettivismo, Creatività, Empatia, Energia, Experimental, Segnalazioni, Surrealtà and tagged: Cultura musicale underground, Infection, Movie, Ridefinizioni alternative, Storia del Rock, The Who, Tommy
Su PostPopuli un bell’articolo incentrato sugli Who e sulla loro opera più celebre: Tommy. Parliamo di un disco della fine dei ’60, rafforzato un lustro dopo dall’interpretazione cinematografica di Ken Russell, che ricordo di aver visto più di trenta anni fa e che ha lasciato il segno sull’adoloscente che ero, uno dei
primi mattoni a forgiare la mia sensibilità. Vi incollo, qui sotto, un estratto dal post:
Il 23 maggio 1969 uscì in Gran Bretagna uno dei lavori più importanti nella storia del rock: Tommy dei The Who. A testimonianza di quanto questo progetto fosse ambizioso nei suoi propositi, ci sono le dichiarazioni dell’autore, risalenti a ben otto mesi prima dell’uscita del disco: “C’è un ragazzo sordo, muto e cieco che vede le cose come vibrazioni, che noi [il gruppo] traduciamo in musica. Questo è quello che vogliamo fare: creare quella sensazione per cui chi ascolta la musica può prendere coscienza del ragazzo e di quello che gli sta intorno, perché siamo noi a crearlo mentre suoniamo”.
La dichiarazione di Pete Townshend, chitarrista e mente dei The Who, è forse un po’ contorta, e anche la storia è in effetti poco lineare. Come giustamente notava il bassista John Entwhistle, Tommy in realtà è un’associazione di idee. Ma funziona incredibilmente. Prima di parlare della storia, dobbiamo notare un fatto: che un disco contenga una storia è una novità per l’epoca. In Sgt. Pepper dei Beatles c’era un filo conduttore, ma non una vera e propria narrazione. Townshend usa la parola “opera” nell’intervista citata del 1968, e in effetti si dice che questa è la prima “opera rock” della storia, con tanto di ouverture e leitmotiven. Non proprio la primissima, in verità: c’erano stati dei tentativi precedenti, ma qui siamo su altri livelli.
