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NeXT Hyper ObscureArchivio per Vanni Codeluppi
Carmilla on line | Immaginario e cultura di massa. Da Disney a Squid Game
27 ottobre 2025 alle 20:58 · Archiviato in Cognizioni, Editoria, Filosofia, Letteratura, Oscurità, Recensioni, Sociale, Tecnologia and tagged: CarmillaOnLine, Controllo sociale, Gioacchino Toni, Liberismo, Pop, Vanni Codeluppi
Su CarmillaOnLine la recensione di Gioacchino Toni a Pop culture. Da Disney a Squid Game, saggio di Vanni Codeluppi che indaga la cultura pop – associata alle immagini, ma anche alla musica – che veicolano concetti favorevoli al Mercato (ed ecco perché non tollero il pop…)
A conferma dell’importanza che è andata ad assumere la cultura di massa nella costruzione dell’immaginario contemporaneo, a partire dalla seconda metà del secolo scorso, pur all’interno di una varietà di atteggiamenti che spaziano dall’allarmismo al compiacimento, passando dalla semplice presa d’atto, si è diffusa la convinzione che la realtà artificiale creata dalla cultura di massa attraverso i media si stia sempre più sostituendo alla realtà. In Pop culture il sociologo Vanni Codeluppi indaga la creazione di immaginario da parte della cultura di massa passando in rassegna alcuni suoi personaggi e fenomeni esemplari, oltre che emblematici delle trasformazioni sociali.
Tra i meriti dell’agile volume vi è quello di mostrare come anche gli esempi più apparentemente innocenti della cultura di massa concorrano alla costruzione di un immaginario votato soprattutto alla mercificazione, al consumo e al controllo sociale, ma anche quello di ricordare come il successo dei personaggi e dei fenomeni che si sono imposti nella cultura di massa derivi innanzitutto dalla loro capacità di dare risposta ad alcune esigenze fondamentali degli esseri umani.
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Estetiche del potere. Comunità a tempo determinato, mercificazione e politica simbolica – Carmilla on line
7 marzo 2018 alle 17:04 · Archiviato in Cognizioni, Deliri, Sociale and tagged: CarmillaOnLine, Infection, Reality, TV, Vanni Codeluppi
Su CarmillaOnLine una ricerca approfondita sui Reality TV e sulle dinamiche che vi sottendono; viene posto l’accento sull’identificazione dello spettatore con il personaggio interprete di tali degradanti spettacoli, specchio di una società non proprio malata, quanto marcescente.
Vanni Codeluppi nel saggio Il divismo. Cinema, televisione, web (Carocci, 2017), lascia presagire tali considerazioni generali: nel reality lo spettatore si trova contemporaneamente davanti e dentro allo schermo. «Il modello del reality show però ha successo principalmente perché tra il flusso della vita quotidiana e il flusso televisivo esiste una naturale affinità. Entrambi si basato infatti sull’idea di contemporaneità, di evento che si svolge proprio nel momento in cui lo si sta guardando» (p. 46). Per certi versi il reality porta a compimento la promessa televisiva di catturare e restituire allo spettatore la realtà mentre questa si svolge. Tutto appare imprevedibile, apparentemente senza rispettare un copione prestabilito, e ciò produce nello spettatore l’impressione di avere il controllo su tale imprevedibilità, cosa che non ha nella vita reale. Nei reality lo spettatore guarda e si guarda, si sente giudicato e giudica. «Ne deriva che tra lo spettatore e la realtà rappresentata si ricostruisce, seppure filtrato attraverso lo schermo, quel rapporto basato sulla reciprocità che, secondo Simmel [Forme e giochi di società. Problemi fondamentali della sociologia, Feltrinelli, 1983], si trova alla base della vita sociale e rappresenta probabilmente una delle ragioni del successo ottenuto oggi dal genere reality» (p. 47).
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