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NeXT Hyper ObscureArchivio per Verità
Le ambigue verità
Quando elabori immersioni liminali, l’ascolto sa essere scalare e l’interlocutore può divenire cultuale: è chiamare o essere chiamati?
Segni non configurabili – prima
Il segno esplode sulle lande differenziate degli abissi prospicienti, mostrando estensioni che non sospettavi e verità che non era possibile configurare prima.
Verità politiche
Il concetto di verità si stratifica nelle sue bugie ontologiche, mostrando aspetti di facciata da sfruttare per biechi fini politici.
Strani giorni: Lo sguardo della matrioska
Sul blog di Ettore Fobo alcune interessanti riflessioni sui concetti di realtà e verità, razionalizzazioni e filosofie che non posso che abbracciare completamente, l’indeterminazione di un mondo che è pura illusione non può dare alcuna forma di certezza, se non della sua stessa incertezza.
Ci sono infinite rappresentazioni della realtà, non c’è la Realtà. Un’immagine della totalità del reale è il prisma più che il monolite. Idem per la Verità, questo enorme totem concettuale, che perennemente si disfa, si sbriciola, si sfalda, sotto i nostri occhi, che sempre lo ricodificano, lo riuniscono, come accade con i frame televisivi. Ogni sguardo coglie se stesso nello spasimo della propria evanescenza, ogni voce si scopre un soffio del non dicibile, ogni pensiero un frammento dell’inclassificabile, ogni verità un’orma dell’inconoscibile.
La Verità… Per un attimo la sogniamo scolpita nei cieli con la stessa brillantezza di un assoluto.
Così ci seduce, prestando questo fiato di voce a un’ infrangibile consistenza. Così nel momento che una verità ci balena nel cranio, quando qualcosa nel nostro cranio si confessa come verità, essa sembra dare una consistenza, una solidità, addirittura una sostanza, a tutta quella fluttuazione di pensieri casuali che chiamiamo la nostra personalità o addirittura, se inclini a una visione religiosa dell’esistenza, la nostra anima. Che trucco. Che burla. Per noi così fatalmente fragili, così nulli, così legati alla corda del Senso, perché fatalmente, profondamente … insensati: come la vita che, non avendo una grammatica, non può rientrare in nessuna categoria di Senso. La vita dunque, se reale, non significa nulla. Il suo significato è solo il nostro sogno verbale. La nostra, direbbe Rimbaud, “allucinazione di parole”. Gli antichi chiamavano questa dimensione il Mistero, i moderni l’hanno chiamata l’Assurdo. Da perfetti post moderni attendiamo nuove parole.
edited by Barbara Cueto, Bas Hendrikx – Authenticity?: Observations and Artistic Strategies in the Post-Digital Age | Neural
[Letto su Neural]
“Authenticity?” è un’antologia di testi che mettono in discussione il concetto di “originale” tratto da alcuni discorsi attuali più coinvolgenti. Come osservano gli editori “[…] nel contesto post-digitale, […] l’autenticità diventa un processo”, per cui noi “rappresentiamo l’autenticità” molto più spesso di quanto pensiamo, e la sua nozione diventa una sorta di servizio on-demand
una volta che si passa al digitale. Nonostante ciò le tecnologie più avanzate come la blockchain mantengono ancora una posizione di rilievo nella sfida tecnica per implementare l’autenticità negli ambienti digitali nel futuro, comprendendo quali tipi di dinamiche e meccanismi sociali sono incorporati. I testi selezionati affrontano un concetto già contestato come autentico nelle sue incarnazioni digitali. Rob Horning per esempio esplora la percezione del concetto e lo sfruttamento in diversi sistemi della nostra società, mentre Erica Balsom la inquadra nelle mostre contemporanee, articolando la sua analisi da dOCUMENTA (13) alle strategie di marketing professionali. McKenzie Wark invece discute l’importanza di come le copie “autentiche” di un altro medium (come la televisione) possano legittimare l’originale. Inoltre estende l’argomento alle qualità derivate delle simulazioni e di come esse influenzino anche il sistema dell’arte. Infine Franco Bifo Berardi delinea magistralmente il concetto effimero di identità, in relazione alle piattaforme digitali troppo veloci, con alcune delle conseguenze politiche più sorprendenti. È l’ultimo perfetto capitolo per completare il percorso teorico del libro, che svela aspetti fondamentali della contemporaneità.
Anche le verità sono solo bugie | L’indiscreto
Su L’indiscreto un interessante articolo di Francesco D’Isa che esamina attentamente il concetto di verità. Un estratto per chiarirvi meglio le idee.
Alcune verità, di natura più debole, non nascondono la propria mancanza di assolutezza. Che il barista sotto casa sia un brav’uomo, che un abito sia chic, che la persona amata sia la più desiderabile al mondo… per cambiare opinione è sufficiente una truffa, un tradimento, la lente deformante del tempo. Il buon uomo si rivelerà un manigoldo, l’abito un cencio fuori moda, la prima tra le amanti l’ultima delle attrazioni. Cambiare idea non è sempre facile, ma di certo non impossibile – sebbene il parere più recente venga considerato “quello giusto” fino al seguente giro della ruota.
Altre verità, invece, sono più restie nel rivelare il proprio carattere di credenza e per via della loro cocciutaggine si direbbero persistenti: il dolore, ad esempio, offre un convincimento più antico e longevo delle convenzioni sociali. Si tratta di verità occulte, così sfacciatamente persuasive che, al culmine del proprio carisma, pretendono di non averne affatto, per presentarsi come oggettive. A questa categoria appartiene il sole che sorge ogni mattina, l’arsura cancellata dall’acqua, la gravità che ci àncora i piedi a terra e la legge di non contraddizione che ci trattiene la testa sulle spalle. Anche in questi casi però, si tratta, in misura più o meno importante, di fede: nei sensi, nell’abitudine, nel pensiero. Come le altre, sono verità legate a una forma e ci parlano di un mondo – che, guarda caso, è il nostro.
Il concetto di fede ci permea, per quanto noi ne rifuggiamo esso ci stringe e ci lega alle sue leggi, non dandoci alcun tipo di certezza: Voi condividete ciò?



