Foto di copertina di Impresa Sociale "Il Carro"
Impresa Sociale "Il Carro"

Impresa Sociale "Il Carro"

Organizzazioni senza scopo di lucro

Monza, MB 431 follower

Contrastiamo la dispersione scolastica e supportiamo i ragazzi nella crescita personale, emotiva e relazionale.

Chi siamo

L'Impresa Sociale "Il Carro" si occupa di contrastare il disagio giovanile attraverso la lotta alla dispersione scolastica, l’accoglienza delle famiglie, il sostegno e l’attività educativa per i ragazzi. L'Associazione Antonia Vita nasce nel 1993 come risposta al problema del disagio giovanile, inteso come disagio familiare, relazionale e scolastico nel territorio di Monza. Tale bisogno, letto da un gruppo di persone, laici e religiosi, desiderose di promuovere i valori di dignità della persona, legalità, democrazia, giustizia e impegno sociale, ha trovato risposta attraverso la realizzazione di progetti orientati alla promozione umana, alla prevenzione e alla cura del disagio. Il Centro Educativo Il Carrobiolo, storicamente portatore di esperienze e valori educativi, è stato individuato come luogo in cui operare. L'Associazione si propone quindi di accogliere e sostenere bambini e ragazzi, con le relative famiglie, nella convinzione che le loro difficoltà possano essere comunque terreno fertile dove coltivare interessi e potenzialità; si propone anche di intercettare e valorizzare la ricerca di ambiti di esperienza di volontariato e di impegno sociale espressa dal territorio e in particolare dalle realtà dei giovani e dei pensionati. Siamo nati per dare un aiuto a tutti quei bambini e quegli adolescenti che, per diversi motivi e con modi differenti, stanno vivendo una situazione di difficoltà. Che sia nella scuola, nella relazione con gli altri, o nella possibilità di trovare un posto sicuro dove passare un po’ di tempo, ogni volta che qualcuno ci chiederà di dargli una mano, noi non lo lasceremo solo.

Sito Web
https://www.avitaonlus.org/
Settore
Organizzazioni senza scopo di lucro
Dimensioni dell’azienda
2-10 dipendenti
Sede principale
Monza, MB
Tipo
Non profit
Data di fondazione
1993
Settori di competenza
formazione, onlus, scuola, centro estivo, volontariato, assistenza domiciliare minori, centro diurno semiresidenziale e centro giovani

Località

Dipendenti presso Impresa Sociale "Il Carro"

Aggiornamenti

  • La radice etimologica di Carrobilo significa "l'incontro di quattro vie". Il “Carrobiolo” (la nostra sede) nel Medioevo era un crocevia appena fuori le mura dove i carri dei mercanti si fermavano per sostare. Ottocento anni dopo, è ancora un punto di incontro e uno snodo, anche se in un una forma e significato diversi. Il Carrobiolo oggi è un sistema. Tre cerchi che si incontrano nell nostro simbolo a rappresentare  — cultura, educazione, ospitalità — e che raccontano una storia di continuità: dai Barnabiti che qui formarono generazioni di studiosi ai nostri ragazzi di oggi feriti dal disagio giovanile, fino al Carro Hostel inaugurato quest'anno, dove l'accoglienza diventa leva di inclusione sociale. Ma la storia, da sola, non basta a spiegare cosa succede dentro queste mura. Quello che oggi chiamiamo "Sistema Carrobiolo" è un esperimento di successo di governance condivisa. In un solo perimetro convivono e collaborano una comunità religiosa, un'impresa sociale, un'associazione di volontariato, gruppi scout, una biblioteca, un teatro, il Centro per la Famiglia, un Centro di Aggregazione per Giovani, un Ostello e un B&B. Quasi venti realtà. Logiche diverse, bias diversi, obiettivi diversi, vocabolari diversi. Laici e religiosi. Educatori e volontari. Profit, non profit, istituzioni, cooperative, reti. Far funzionare tutto questo non è un risultato spontaneo, è un successo. È un metodo di gestione efficiente e efficace che può diventare modello. Non omogeneizzazione, ma composizione. Una visione unitaria che si regge sulla convivenza non negoziabile delle differenze. Tante anime, un solo corpo — e ogni anima riconoscibile, fino in fondo. Maggio al Carrobiolo, giunto alla sua 15ª edizione, è la sintesi pubblica di questo metodo. Un mese in cui spiritualità, riflessione educativa e cultura si presentano alla città come esito di un lavoro corale: i Sentieri per l'Infinito (quest'anno il tema è “Vita imperfetta, restare Umani nel tempo della performance"), gli incontri sull'educazione, il dialogo con le istituzioni, Monza Visionaria, Carrofest, l'inaugurazione della Sala Orsa Maggiore. Il programma sia interessante e avvincente. Ma il vero oggetto di studio resta sempre il come. L'invito è partecipare a uno o molti degli eventi e soprattutto a osservare il processo: come tanti soggetti giuridici e non diversi riescano a stare nella stessa stanza, a decidere insieme, a produrre valore senza perdere identità.

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  • Le etichette contano meno dei risultati Quando parliamo di Profit for NonProfit, la domanda non è "appartiene all'economia civile o sociale?" La vera domanda è: funziona? E soprattutto: cosa rende il Profit for NonProfit un modello vincente? La capacità di generare valore su più fronti simultaneamente: 1. Indipendenza finanziaria. Meno dipendenza da donazioni significa maggiore capacità di pianificazione strategica. Le organizzazioni che generano almeno il 60-80% delle proprie entrate da attività commerciali possono investire in innovazione, attrarre talenti e crescere in modo sostenibile. 2. Efficienza operativa. L'adozione di metriche di performance integrate (KPI economici + indicatori di impatto) permette decisioni più rapide e data-driven. Non si tratta di "copiare" il profit, ma di adattare gli strumenti migliori alla propria missione. 3. Credibilità verso gli stakeholder. Un nonprofit che dimostra capacità di generare valore economico accresce la fiducia di donatori, partner e beneficiari. La sostenibilità finanziaria è un segnale di serietà e professionalità. 4. Scalabilità. Un modello economicamente sostenibile è per definizione replicabile. Può essere adattato a contesti diversi, attrarre investimenti e generare impatto su scala maggiore. Le organizzazioni nonprofit che hanno adottato logiche imprenditoriali crescono mediamente il 30-40% più velocemente di quelle che rimangono ancorate al modello tradizionale donation-based. Non perché "tradiscono" la missione, ma perché la finanziano meglio.

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  • Spesso usiamo i termini Economia Sociale ed Economia Civile come sinonimi. Ma le parole pesano, e la differenza tra questi due concetti non è solo semantica: è una questione di visione, di strategia e di sopravvivenza per le nostre organizzazioni. In una recente intervista con Lorenzo Semplici, abbiamo scavato dentro questi paradigmi per capire come trasformare teorie suggestive in fondamenta solide per i nostri progetti. Ecco cosa è emerso: 🔹 Economia Sociale: il "chi siamo" È il perimetro del Terzo Settore. Si concentra sulla forma giuridica, sulla cooperazione e sul mutuo soccorso. È fondamentale, ma rischia di restare corpo estraneo dell’Economia, confinato in un "settore intermedio". 🔹 Economia Civile: il "come lo facciamo" È un paradigma italiano (che affonda le radici nella scuola napoletana del ‘700) che mira a umanizzare l’intero mercato. Non è un recinto, è una visione: l’economia deve essere intrinsecamente relazionale e al servizio della Pubblica Felicità. ⚠️ Il rischio del riduzionismo "Sociale" L'aggettivo "sociale" è nobile, ma oggi porta con sé distorsioni che dobbiamo combattere: 1️⃣ La trappola della bontà: si acquista un prodotto sociale per "fare del bene" (logica del sacrificio o della carità) e non perché il prodotto stesso possa avere un valore . Anzi spesso non si cerca neanche il prodotto, ma solo il desiderio di essere ringraziati e la soddisfazione di un concetto egoistico di desiderio di beneficenza. 2️⃣ La ghettizzazione del Bene: l’idea che l’economia "vera" (quella seria e produttiva) sia solo profit, mentre noi siamo il "settore riparatorio" che i possono ntervenire solo dove gli altri falliscono. 3️⃣ Il pregiudizio dell’inefficienza: l'associazione automatica tra sociale e amatoriale, lento o poco professionale. L’Economia Civile ribalta tutto questo. Non accetta di essere l'ambulanza del sistema: non vogliamo un correttivo a posteriori per i danni fatti dal profitto, ma un processo “produttivo” che integri il benessere di tutti ( non solo degli assistiti) dall'inizio. Dobbiamo passare dalla sola solidarietà alla reciprocità, dall'assistenza alla generazione di valore civile riconosciuto . Nelle vostre cooperative e imprese, quanto sentite il peso di questo "riduzionismo" o state già lavorando per scardinare il pregiudizio dell'inefficienza? 👇 Parliamone nei commenti.

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  • Perchè è importanta parlare di economia sociale? Se ce ne fosse ancora bisogno, e ce n'è, sfatiamo alcuni luoghi comuni sulle imprese non profit e approfondiamo l'importanza del Terzo Settore nello sviluppo del territorio. Grazie a Lorenzo Semplici, che ha accettato l'invito della nostra Direttrice Simona Ravizza. 🤩 Li trovate ovviamene su RADIO BINARIO 7 📣 🎙️ ❣️ https://lnkd.in/dv5EZbtj

  • DIRITTI ALL'OBIETTIVO - 25anni del Gruppo CRC Il gruppo CRC celebra una traguardo importante: 25 anni di lavoro condiviso per promuovere e garantire i #diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Noi de IL CARRO, siamo orgoliosi di fare parte di questo network di oltre 100 Enti che promuovono, tutelano e diffondono i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza su tutto il territorio nazionale. Buon lavoro a tutti noi, c'è molto da fare.

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