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Servizi risorse umane

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HR Top Partner Zucchetti

Chi siamo

HRZ è il business partner ideale per tutte quelle realtà che riconoscono il valore strategico del proprio personale nel raggiungimento degli obiettivi di business. Forte della partnership tecnologica con Zucchetti, HRZ offre dal 2006, congiuntamente con i propri partner, servizi a valore aggiunto per la gestione a 360 gradi del personale aziendale. Il nostro team si compone di consulenti altamente specializzati e preparati, che hanno affiancato oltre 1.000 realtà nel raggiungimento degli obiettivi strategici ed operativi dell’organizzazione aziendale. Favoriamo così la valorizzazione del capitale umano, migliorando la produttività di tutti i collaboratori nonché la pianificazione, gestione e monitoraggio delle attività del personale aziendale e l’ottimizzazione delle risorse sia umane che economiche e finanziarie investite nei processi di produzione, ricerca e sviluppo, vendita, marketing e contabili.

Settore
Servizi risorse umane
Dimensioni dell’azienda
51-200 dipendenti
Sede principale
Milano, MI, Lombardia
Tipo
Società privata non quotata
Data di fondazione
2006
Settori di competenza
Gestione Risorse Umane, Gestione presenze, Note spese e trasferte, Payroll, HR Software, Human resources, Zucchetti, HR Consulting, Gestione Turni, Budget del personale, Business Intelligence, Welfare aziendale, Asset Management, Analytics, Sicurezza sul lavoro, Digital Transformation, Workforce Management, Gestione flotte aziendali, Controllo accessi e Gamification

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Aggiornamenti

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    Non possiamo chiedere alle persone di cambiare continuando a lasciarle dentro lo stesso campo che, ogni giorno, produce, conferma o irrigidisce proprio quei comportamenti che vorremmo superare, perché nessun cambiamento individuale può radicarsi davvero se l’ambiente circostante continua a premiare le vecchie difese, a rinforzare gli automatismi, a rendere conveniente la chiusura, la paura, il controllo o la rinuncia. Se desideriamo persone più autonome, ma ogni errore viene interpretato come una colpa e non come un’informazione utile al processo di apprendimento, non formeremo professionisti responsabili, ma individui prudenti, sorvegliati, addestrati a non esporsi. Se chiediamo collaborazione, ma continuiamo a misurare il valore soltanto attraverso la prestazione individuale, il confronto competitivo e la visibilità personale, non costruiremo un gruppo capace di generare intelligenza collettiva, ma una somma di solitudini organizzate, ognuna impegnata a difendere il proprio spazio. Se parliamo di fiducia, ma ogni decisione viene verificata, corretta, trattenuta o controllata in modo ossessivo, nessuno potrà davvero imparare ad abitare la responsabilità. Allo stesso modo, se invochiamo creatività, innovazione e pensiero laterale, ma il contesto non accoglie la sperimentazione, non lascia cittadinanza alla domanda scomoda, all’errore intelligente, alla parola non perfettamente allineata, allora quella creatività resterà una formula elegante nei documenti aziendali, un lessico moderno appoggiato su strutture ancora profondamente difensive. Favorire il cambiamento delle persone, vuol dire interrogare il sistema in cui quelle persone si muovono, respirano, scelgono, tacciono, si espongono o si proteggono. Ogni comportamento, prende forma dentro un clima, una cultura, una gerarchia implicita, un insieme di messaggi visibili e invisibili che dicono che cosa viene riconosciuto e che cosa, invece, viene punito. Per questo, se vogliamo davvero accompagnare un cambiamento desiderato, dobbiamo avere il coraggio di modificare anche il campo che lo rende possibile o impossibile: le regole, i linguaggi, gli spazi di parola, i sistemi di valutazione, gli stili di leadership, i rituali quotidiani, le modalità con cui si gestisce il conflitto, l’errore, il dissenso, la vulnerabilità. Una persona può anche desiderare di cambiare, ma se intorno a lei tutto continua a chiederle, implicitamente, di restare identica, quel cambiamento rischia di diventare uno sforzo solitario, fragile, destinato a consumarsi. Le persone crescono quando il contesto smette di contraddire ciò che dichiara di voler generare.

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    📊 Ascoltare le persone non è mai stato così semplice! Sei pronto a fare la differenza? Le nuove funzionalità Survey del Portale HR ti permettono di raccogliere feedback, monitorare il clima aziendale e migliorare la comunicazione interna in modo efficace e strutturato. 📢 ZCS People ti invita al webinar dedicato per scoprire come sfruttare al massimo questi strumenti e aumentare il coinvolgimento delle persone in azienda. 🎯 AGENDA ✅ Creazione survey con il nuovo Design: progetta questionari in modo semplice e intuitivo ✅ Analisi delle risposte: interpreta i dati raccolti in modo efficace ✅ Integrazione con Newsroom e Comunicazioni: valorizza i risultati e aumenta la partecipazione ✅ Best practice per migliorare engagement e clima aziendale 💡 Un’occasione pratica per trasformare i feedback in azioni concrete e migliorare l’esperienza delle persone in azienda. 🔗 Non perdere questa opportunità! Iscriviti ora 👉https://lnkd.in/dc5AB4dK

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    Divulgatrice scientifica, content creator, fotografa e biologa, Chiara De Marchi racconta la scienza come uno spazio vivo in cui le persone possono riconoscersi, comprendere meglio il proprio corpo, il proprio ambiente, le proprie possibilità. Dal progetto Invisible Body Disabilities, dedicato alle disabilità invisibili, alla divulgazione sui temi della salute, della prevenzione, della biologia e dell’astrobiologia, il suo lavoro tiene insieme precisione scientifica e sensibilità narrativa, dati e storie, conoscenza e cura. Dietro ogni curriculum non esiste soltanto una sequenza di titoli, esperienze e competenze, ma una biografia fatta di interruzioni, riprese, desideri, ostacoli, intuizioni e risorse spesso invisibili. Chiara ci ricorda che valorizzare davvero una persona non vuol dire soltanto collocarla nel ruolo giusto, ma imparare a leggere ciò che ha saputo trasformare, il modo in cui ha costruito senso, la capacità di rendere accessibile ciò che è complesso e di dare forma a ciò che, prima, non trovava voce. La sua storia diventa così una lente preziosa per il mondo del lavoro, perché parla di empowerment, di STEM, di salute, di inclusione, di comunicazione, ma soprattutto di quella competenza umana che consiste nel fare ponte tra mondi diversi, senza semplificare la complessità e senza dimenticare la persona. Buona riflessione!

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    Nel lavoro, il riconoscimento rappresenta una delle forme più alte e delicate attraverso cui una persona comprende di non essere soltanto una competenza collocata dentro un organigramma o una risorsa chiamata a produrre risultati, ma una presenza viva, capace di generare valore, significato, continuità e appartenenza all’interno di una comunità professionale. Ogni azienda oggi parla di engagement, retention, employee experience, benessere organizzativo e cultura del talento, ma queste parole restano fragili se non si traducono nella capacità concreta di vedere le persone prima che si stanchino, si demotivino o inizino ad allontanarsi. Il riconoscimento, richiede precisione, ascolto, coerenza e capacità di collegare il merito ai comportamenti concreti, ai valori dichiarati, agli obiettivi condivisi e alla crescita professionale delle persone, dire a qualcuno "hai fatto bene" ha un peso diverso dal saper spiegare in che modo quella responsabilità o quella competenza abbiano contribuito a rendere l’organizzazione più solida. Esistono contributi che custodiscono una parte essenziale della vita aziendale: chi risolve problemi prima che diventino emergenze, chi protegge il clima del gruppo nei momenti di tensione, chi conosce dettagli operativi che nessuna procedura riesce davvero a contenere, chi tiene insieme clienti, colleghi, scadenze e complessità senza mai trasformare la propria affidabilità in spettacolo. Sono presenze che spesso vengono riconosciute solo quando mancano, e proprio per questo ogni organizzazione dovrebbe interrogarsi su quanta parte del proprio valore resti invisibile finché non diventa perdita. In questo senso, il riconoscimento non dovrebbe scorrere soltanto dall’alto verso il basso, come una concessione della leadership verso i collaboratori, ma dovrebbe diventare una forma di educazione organizzativa capace di attraversare ruoli, reparti, generazioni e livelli gerarchici. Il riconoscimento è un bisogno umano, ma può diventare una gabbia quando si trasforma nell’unica misura attraverso cui una persona interpreta il proprio valore. Nel lavoro, come accade nei linguaggi digitali dei social, una conferma può accendere entusiasmo, ma la sua assenza può generare dubbio, un apprezzamento può nutrire motivazione, ma la dipendenza dall’approvazione può finire per spostare il centro della propria identità professionale nello sguardo altrui. Per questo una cultura aziendale dovrebbe imparare a riconoscere meglio, offrire feedback tempestivi, concreti e coerenti, ma anche aiutare le persone a sviluppare una consapevolezza interna più salda, capace di resistere ai silenzi temporanei, alle attese, alle stagioni in cui il valore non viene immediatamente visto o nominato. Il riconoscimento generativo rafforza la fiducia, restituisce senso al contributo di ciascuno e illumina un valore che esiste già, anche prima di essere visto.

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    Ogni politica salariale racconta qualcosa dell’organizzazione: il modo in cui attribuisce valore al lavoro, riconosce le competenze, misura le responsabilità e costruisce fiducia con le persone. Secondo l’Osservatorio Zucchetti HR 2026, il 69% delle aziende dichiara di conoscere i nuovi obblighi in materia di trasparenza salariale, mentre il 31% afferma di non esserne ancora informato. Anche la pubblicazione della RAL negli annunci di lavoro mostra un percorso ancora incompiuto: solo il 32% delle aziende dichiara di esporla già, rispetto al 27% rilevato nel 2025, il 14% afferma che lo farà a breve. Abbiamo un sistema solido per spiegare, misurare e governare ciò che rendiamo trasparente? La trasparenza retributiva richiede job architecture, criteri di classificazione, mappatura dei ruoli, cluster omogenei, analisi delle competenze, politiche retributive coerenti, indicatori misurabili e capacità di lettura del gender pay gap. Il modulo di Zucchetti HR Pay Gap supporta le aziende nell’analisi della situazione retributiva dell’organico aziendale, in linea con gli adempimenti richiesti dalla Direttiva UE 2023/970. Permette di creare cluster, cioè raggruppamenti di lavoratori con lavori uguali o di pari valore, e di verificare la situazione retributiva sia in forma aggregata sia per singolo cluster, arrivando fino al dettaglio del singolo dipendente. Questo significa passare da una gestione descrittiva del dato retributivo a una logica di pay equity intelligence. Con HR Pay Gap, l’azienda può generare e monitorare gli indicatori richiesti dalla Direttiva, analizzare il divario retributivo tra uomini e donne, leggere gli scostamenti per cluster e intervenire sulle casistiche in cui emergono gap da presidiare. La forza della soluzione è trasformare un obbligo complesso in un processo strutturato e tracciabile. Il modulo consente di lavorare su più scenari, testare diverse modalità di clusterizzazione, importare cluster da file CSV, crearli automaticamente sulla base dei dati presenti a sistema o selezionare manualmente i dipendenti. Permette inoltre simulazioni puntuali, variazioni degli elementi retributivi, spostamenti di cluster e verifica immediata dell’impatto sugli indicatori elaborati. HR Pay Gap si integra con l’ecosistema Zucchetti, richiede l’HR Core Platform con le anagrafiche della popolazione aziendale e può recepire elementi retributivi dagli applicativi Paghe Infinity/Project o tramite import CSV, rendendo il modulo utilizzabile anche in contesti con payroll esterno. La trasparenza retributiva è la capacità di costruire un sistema che sappia spiegare quali criteri determinano la retribuzione, quali gap devono essere analizzati e quali azioni correttive possono essere progettate. Per scoprire come Zucchetti HR Pay Gap può supportare la tua azienda in questo percorso, approfondiamo insieme come rendere la trasparenza retributiva un vero strumento di fiducia, equità e governo organizzativo. Scrivici a: marketing@hrz.it

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    Il momento delle quadrature post paga è uno dei passaggi più delicati dell’intero ciclo payroll: è qui che contabilità, netto e versamenti devono trovare un equilibrio reale, preciso e verificabile. Avere strumenti chiari e centralizzati per il controllo dei dati significa ridurre tempi di verifica, individuare rapidamente eventuali anomalie e rendere la chiusura del mese più semplice e affidabile. 📢 ZCS People ti invita al webinar dedicato alla quadratura post paga con Paghe Project, un appuntamento operativo pensato per supportarti nella verifica puntuale dei dati e nella gestione dei controlli contabili. 🎯 AGENDA ✅ Come semplificare le quadrature post paga e centralizzare i controlli ✅ Come verificare la coerenza tra contabilità, netto e versamenti ✅ Come individuare rapidamente differenze e anomalie nei dati elaborati ✅ Come effettuare controlli puntuali per una chiusura mensile corretta ✅ Come rendere le verifiche post paga più rapide, precise e affidabili 💡 Un’ora pratica per migliorare controllo, accuratezza e tracciabilità dell’intero processo post paga. 📅 20 maggio 2026 | 🕙 10:00 – 11:00 Webinar Paghe Project | Quadratura Post Paga Iscriviti ora: https://lnkd.in/dVVJ7XZb

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    Nel secondo articolo della nostra newsletter, Chiara Ardemagni firma “Donne dentro il confine mobile della parità”, una riflessione intensa sulla distanza ancora esistente tra parità dichiarata e parità vissuta, invitandoci a guardare oltre i diritti formalmente acquisiti e la sola presenza numerica delle donne nel mondo del lavoro, per interrogare le condizioni concrete in cui la presenza femminile viene accolta, riconosciuta e valorizzata: dal gender pay gap alle carriere discontinue, fino alla necessità di trasformare gli ecosistemi organizzativi affinché non chiedano più alle donne di adattarsi a modelli pensati senza di loro, ma sappiano finalmente riconoscere la complessità della vita, della competenza, della cura e della leadership femminile come parte essenziale di una cultura del lavoro davvero equa. Buona lettura!

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    Gestire le paghe in modo efficace significa poter contare su strumenti che aiutano a individuare subito criticità, semplificare i controlli e avere sempre una visione chiara dei dati. Automazione, monitoraggio e analisi diventano elementi fondamentali per ridurre errori e rendere ogni elaborazione più fluida e sicura. 📢 ZCS People ti invita al webinar dedicato al modulo Diagnostico e all’Estrattore Dati di Paghe Project, due strumenti pensati per semplificare la gestione delle paghe e trasformare i dati in informazioni utili e immediate. 🎯 AGENDA ✅ Individuazione immediata di anomalie nei cedolini e nelle anagrafiche ✅ Gestione degli errori tramite codici cromatici e cruscotto di controllo ✅ Personalizzazione di formule, alert e controlli in base alle esigenze aziendali ✅ Creazione di report aziendali e analisi sui dipendenti con l’Estrattore Dati ✅ Utilizzo strategico dei dati per supportare decisioni operative e di business 💡 Un appuntamento operativo per rendere l’elaborazione dei cedolini più semplice, precisa ed efficiente. 📅 19 maggio 2026 | 🕙 10:00 – 11:00 Webinar Paghe Project | Diagnostico ed Estrattore Dati Iscriviti ora: https://lnkd.in/dW_f6erG

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    Gestire le paghe in modo efficace significa poter contare su strumenti che aiutano a individuare subito criticità, semplificare i controlli e avere sempre una visione chiara dei dati. Automazione, monitoraggio e analisi diventano elementi fondamentali per ridurre errori e rendere ogni elaborazione più fluida e sicura. 📢 ZCS People ti invita al webinar dedicato al modulo Diagnostico e all’Estrattore Dati di Paghe Project, due strumenti pensati per semplificare la gestione delle paghe e trasformare i dati in informazioni utili e immediate. 🎯 AGENDA ✅ Individuazione immediata di anomalie nei cedolini e nelle anagrafiche ✅ Gestione degli errori tramite codici cromatici e cruscotto di controllo ✅ Personalizzazione di formule, alert e controlli in base alle esigenze aziendali ✅ Creazione di report aziendali e analisi sui dipendenti con l’Estrattore Dati ✅ Utilizzo strategico dei dati per supportare decisioni operative e di business 💡 Un appuntamento operativo per rendere l’elaborazione dei cedolini più semplice, precisa ed efficiente. 📅 19 maggio 2026 | 🕙 10:00 – 11:00 Webinar Paghe Project | Diagnostico ed Estrattore Dati Iscriviti ora: https://lnkd.in/dW_f6erG

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    “Viviamo in una società che sembra fare di tutto per sabotare il nostro equilibrio interiore.” Basterebbe questa prima frase di David Lazzari, (sociologo, psicoterapeuta, specialista in psicologia della salute e psicosomatica, già Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi e tra le voci più autorevoli in Italia sul rapporto tra psiche, corpo, stress e benessere), per comprendere che "Lo psicologo in tasca" è una riflessione necessaria sulla fatica contemporanea di restare interi in un tempo che ci vuole performanti, adattabili, disponibili, reattivi, sempre connessi e poco presenti. Il malessere, oggi, non può più essere letto soltanto come cedimento privato o incapacità personale di reggere la pressione. Spesso nasce anche dai contesti che abitiamo, dai ritmi che interiorizziamo, dalle relazioni che ci attraversano, dai luoghi di lavoro in cui impariamo ogni giorno se possiamo esistere come persone o soltanto funzionare come risorse. Lazzari restituisce alla psiche il suo statuto più profondo, il centro da cui dipendono salute, energia, pensiero, legami, motivazione e senso. E proprio per questo il suo sguardo diventa urgente anche per le aziende, chiamate a interrogarsi non solo su quanto chiedono alle persone, ma su ciò che producono dentro di loro mentre chiedono. Un’organizzazione genera climi emotivi, posture interiori, fiducia o difesa, appartenenza o estraneità, possibilità di crescita o lento logoramento. Il benessere psicologico è la condizione invisibile senza la quale nessuna azienda può dirsi davvero umana. Buona riflessione!

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