Rinnovare il parco auto non è solo una scelta economica: è una decisione di rischio, efficienza e compliance. Il tema del rinnovo del parco circolante resta centrale. Secondo UNRAE, a fine 2025 in Italia le autovetture in circolazione hanno superato i 41 milioni, con un’età media attorno ai 13 anni; il 20,6% delle vetture è ancora ante Euro 4 e il mercato dell’usato continua a pesare molto, con un rapporto di 2,1 auto usate per ogni auto nuova. Sul fronte dei veicoli commerciali, ACEA rileva che l’Italia presenta il parco van più anziano tra i quattro principali mercati europei, con un’età media di 15 anni. A questo si aggiunge un quadro regolatorio che va osservato con attenzione. Nell’aprile 2025 la Commissione europea ha proposto l’aggiornamento delle regole sulla roadworthiness, introducendo tra l’altro ispezioni annuali per auto e van oltre i 10 anni, controlli più adatti ai veicoli elettrici e ai sistemi di sicurezza elettronici, maggiore digitalizzazione documentale e nuove misure contro le frodi chilometriche. È un segnale chiaro: nei prossimi anni il tema della qualità del parco sarà sempre più legato a sicurezza, efficienza e governo del rischio. Per le aziende, quindi, rinnovare non significa semplicemente “cambiare auto”. Significa ridurre esposizione a guasti, imprevisti, costi di fermo, inefficienze di consumo e criticità operative. E significa farlo con il giusto equilibrio tra nuovo, usato certificato e post-vendita qualificato. Gruppo Farina può accompagnare questo percorso con un approccio consulenziale concreto: analisi del parco, valutazione del ciclo di sostituzione e costruzione della soluzione più coerente con il lavoro quotidiano dell’azienda. Perché oggi la mobilità efficiente non è quella che costa meno all’inizio, ma quella che crea più valore nel tempo. Link: