NOVA Italia | 8 maggio 2026
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I paesi dell'Ue e il Parlamento europeo hanno trovato un'intesa per rivedere al ribasso alcune delle norme più ambiziose dell'AI Act, frutto di nove ore di negoziati. Le regole sui sistemi ad alto rischio, dalla biometria alle infrastrutture critiche, fino alle forze dell'ordine, slittano ad agosto 2027, con quasi un anno e mezzo di ritardo rispetto alla scadenza originaria. L'accordo prevede anche l'esclusione dei macchinari industriali dall'ambito di applicazione della legge, dopo le pressioni di colossi come Siemens e ASML, e introduce un divieto sulle app che generano immagini esplicite non autorizzate, una risposta diretta ai contenuti prodotti dal chatbot Grok di Elon Musk. Le modifiche si inseriscono in un più ampio tentativo della Commissione di alleggerire il peso burocratico sulle imprese europee, che da tempo lamentano una sovrapposizione di regole difficile da sostenere rispetto ai concorrenti americani e asiatici. Associazioni dei consumatori e critici parlano apertamente di una resa alle pressioni dell'industria tech, anche se le norme europee restano formalmente le più stringenti al mondo.
Nel frattempo, Apple ha raggiunto un accordo da 250 milioni di dollari per chiudere una serie di class action legate ad Apple Intelligence, il suo sistema di intelligenza artificiale annunciato con grande enfasi nell'estate del 2024. Le funzioni promesse non erano presenti negli iPhone venduti al lancio, sono arrivate con mesi di ritardo e sono state presto disattivate per malfunzionamenti. I clienti che hanno acquistato un iPhone 16 o alcuni modelli di iPhone 15 negli Stati Uniti tra giugno 2024 e marzo 2025 potranno richiedere un rimborso fino a 95 dollari. Apple non ha ammesso responsabilità, ma il caso fotografa con precisione le sue difficoltà nell'AI: a differenza di Google con Gemini o di Anthropic con Claude, la società non è riuscita a costruire un proprio modello sufficientemente competitivo, tanto da annunciare a gennaio di affidarsi proprio a Gemini per alimentare i suoi prodotti AI futuri.
Sul fronte dell'infrastruttura, Anthropic ha stretto un accordo con SpaceX per accedere a Colossus 1, il supercomputer da oltre 220.000 processori Nvidia installato a Memphis, nel Tennessee. L'intesa garantirà ad Anthropic 300 megawatt di capacità computazionale aggiuntiva entro un mese, con l'obiettivo di rispondere alla domanda crescente per i suoi servizi, in particolare Claude Code, lo strumento di programmazione assistita diventato uno dei prodotti di punta dell'azienda. L'accordo ha un risvolto inatteso sul piano personale: Elon Musk, che solo a febbraio aveva attaccato duramente Anthropic accusandola di bias ideologici, ha dichiarato di aver cambiato idea dopo un incontro con i vertici dell'azienda, affermando di essere rimasto favorevolmente colpito dal loro impegno per un'AI "a vantaggio dell'umanità".
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