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Il tempo che ancora non esiste

Crono è una figura controversa. Dio dell’età dell’oro, figlio della terra (Gaia) e del cielo (Urano), padre di Zeus dal quale sarà spodestato, nell’immaginario poetico vive come potente signore del tempo che tutto consuma. Su questa base mitologica si innestano antiche tradizioni orfiche e correnti mistiche, passando per il cosmografo Ferecide di Siro, secondo le quali il tempo è un principio astratto e al tempo stesso una forza reale, che governa l’eterno movimento e il fluire delle cose.

Minerva, dea del fato

Figura divina che ha rivestito grandissima importanza nelle credenze e nei riti di Roma e del Lazio, poi consolidata immagine simbolica della totalità del popolo romano, patrona delle arti e dell’artigianato, molto venerata anche in funzione salutare e medica. Nulla o poco si sa, invece, del carattere originario e del culto arcaico di Minerva, se non dalla documentazione etrusca. E proprio da un piccolo santuario campestre in prossimità del mare, nell’Etruria meridionale, affiora l’antico, “fatale” volto della dea.

L’arte di creare gli dei, ovvero come dar vita a una statua

Ai diciotto brevi trattati mistico-mitologici che compongono il Corpus Hermeticum , si aggiunge un lungo dialogo intitolato Asclepio , che contiene alcuni accenni alla teoria delle statue-dei e a come fare per animarle. L’arte di “creare gli dei” è un’alta forma di magia, parte di una tradizione antichissima e segreta, un “mistero sacro e divino” rivelato da Hermes-Thoth e tramandato nei circoli neoplatonici tra Atene e Alessandria.

La leggenda di Antaura, demonessa del vento

C’era una volta una demonessa che usciva dal mare urlando. Il suo nome era Antaura, letteralmente “vento contrario”, e recava con sé una inquietante “luccicanza” che provocava l’emicrania. Il compito di esorcizzarla è affidato ad Artemide di Efeso, patrona della magia e divina protettrice di coloro che esercitano le arti magiche.

Al seguito della Grande madre

Dattili, Cureti, o Coribanti, Cabiri, Telchini, come anche Pani, Satiri e Titiri, fanno parte del solenne e folto corteo di Cibele, gruppi di esseri divini primordiali spesso intercambiabili e confluenti gli uni negli altri: ministri e attendenti dei riti sacri che accompagnano la dea frigia con musica, cori e danze estatiche.

Alle origini di Satana

Sono tante le componenti che si intrecciano nella costruzione del concetto di “Satana”, l’avversario, nella tradizione giudaico-cristiana: escatologia apocalittica, miti cosmogonici, storie di angeli ribelli e di giganti, sotto la lente di un ferreo dualismo che invece era estraneo alla demonologia greca, fondata sull’insegnamento filosofico e su un atteggiamento di devozione e rispetto verso i daimones .

Il pavone dell’immortalità

Policromo, cangiante, sempre diverso pur rimanendo lo stesso. Il pavone, animale sacro a Giunone, è una creatura portentosa di straordinaria bellezza e dalle capacità divinatorie. Simbolo di rinnovamento e transizione, il motivo decorativo del pavone ricorre nei primi secoli dell’era corrente tanto nell’arte paleocristiana, a rappresentare la vita eterna, quanto nel culto dei morti della religione tradizionale romana, già avviata verso un processo di profonda trasformazione. 

Armida, eroina pagana

Maga splendida, capace di orchestrare con fredda e spietata lucidità tutte le arti della seduzione per raggiungere i propri fini: figura tutt’altro che marginale nella costruzione narrativa della  Gerusalemme liberata , Armida domina al centro di un immaginario “pagano” che intimorisce e affascina allo stesso tempo, popolato da maghi, creature infernali, riti demoniaci, foreste stregate e giardini incantati che sciolgono i sensi e disperdono la ragione.

Il tempo è un bambino che gioca. Storie orfiche nei frammenti di Eraclito

Uno stile denso e conciso, una prosa fitta di arcane risonanze ritmiche che rievoca il modello espressivo degli oracoli. Parole enigmatiche e ambigue caratterizzano gli scritti di Eraclito di Efeso, discendente da una famiglia di rango regale, che scelse di trascorrere la vita in un austero isolamento ritirandosi sui monti, presso il tempio di Artemide. La sua filosofia privilegia un approccio mistico, piuttosto che razionale, e affonda nelle profondità di un’esperienza religiosa comune anche alla mitologia orfica, nell’infinito alternarsi di morti e rinascite.

Epitaffio per una sacerdotessa

Ha trascorso la vita al servizio delle divinità che garantiscono  la fecondità dei campi e degli uomini , per concludere felicemente i propri giorni tra le braccia dei suoi figli. La persona loquens di questo epigramma funerario di Callimaco è una sacerdotessa di cui non conosciamo il nome, votata ai culti misterici di Demetra, Cibele e i Cabiri.

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