Tempo fa sono uscita per qualche settimana con il tipo che leggeva Céline.Simpatico, alternativo ma non troppo e parlava di cose che mi interessavano : libri, musica e cinema. Alcuni gusti erano simili, altri meno, ma la differenza di opinioni è sempre stimolante. Vero anche che aveva una visione della vita da bicchiere mezzo vuoto e che criticava chiunque incrociasse per strada, atteggiamenti che non mi piacevano granchè, ma era anche una realtà che fosse una persona divertentissima (nei suoi giorni sì).
Era pure gentile, un paio di volte era venuto a prendermi in stazione per accompagnarmi a casa.
Una conoscenza da approfondire, insomma. Così gli avevo detto "Che ne dici di venire a cena da me una di queste sere?".
Mi sembrava un'idea interessante, un modo di trascorrere diversamente la serata, per conoscerci meglio.
La sera convenuta, si era presentato. Avevo preparato per cena pasta alla pizzaiola come primo, arrosto e patate al forno come secondo, avevo pure deciso di usare i piatti fighissimi che avevo preso accendendo un mutuo... Una perfetta padrona di casa, insomma.
Aprendo la porta noto che non aveva nulla in mano. Si era presentato portando solo se stesso.
Mumble mumble. Qualcosa cominciava a disturbarmi. Non mi era mai capitato che un ospite a cena si presentasse a mani vuote, non mi sembrava molto educato.
Probabilmente sapeva di avere la coda di paglia, perchè a vedere la mia espressione un po' sorpresa e un tantino contrariata, mi aveva detto "sai, volevo portare il gelato. C'è una gelateria buonissima vicino casa mia. Ma si sarebbe squagliato a portarlo fin qui".
I miei pensieri, nell'ordine dopo il primo, illuminante "perchè? non esistono gelaterie nel tragitto da casa tua a casa mia?" erano stati :
1) sei davvero maleducato ;
2) questa è la 1° e l'ultima volta;
3) non l'avrai mai.
Gli avevo sorriso, un sorriso di circostanza, falso e idiota, mentre pensavo se mandarlo via lì su due piedi, ma poi avevo tutto il cibo preparato, mi scocciava farlo rimanere per giorni..
"dar da mangiare agli affamati"dice il Vangelo. Ma del servizio figo le Sacre Scritture non parlano, no, no, quello poteva essere tranquillamente riposto nel mobile. Per lui sarebbero bastati piatti normalissimi, quelli di tutti i giorni. Peccato non avere quelli di plastica, mannaggia a me e al mio essere massaia inside!
La cena fu quasi surreale, lui che parlava di argomenti che di solito mi avrebbero interessata, io che lo ascoltavo quasi senza dire nulla, sorridendo più del necessario e commentando con "sì... certo... già...".
Mentre parlava, però, mi veniva in mente la scena di qualche giorno prima, quando era venuto a prendermi in stazione, di ritorno da Roma : non mi aveva aiutata a mettere il trolley nel bagagliaio dell'auto. Non aveva fatto nessuno sforzo. Be', forse credeva che si fosse già sforzato abbastanza nell'essersi proposto di venirmi a raccattare. Lì per lì ci ero rimasta male, avevo pensato che però, per la parità dei sessi, ci stava che fossi io a riporre il trolley.
Però avevo continuato ad avere la sensazione che non fosse un gentiluomo.
Essersi presentato a mani vuote alla cena, non solo mi aveva fatto ricordare quella scena, ma aveva anche confermato la mia brutta sensazione.
Lui doveva essersi reso conto del velo di freddezza sceso, intelligente com'era, aveva realizzato che se fosse continuata in quel modo, quella serata non sarebbe finita in gloria, come si era immaginato. Forse ipotizzava che non essendo una che ci tiene ad essere scarrozzata su auto lussuose e potenti, che non vuole essere portata in ristoranti alla moda e cose simili, probabilmente ero anche di poche pretese. Mal gliene incolse!
Le mie pretese erano di ben altro spessore, molto più difficili da esaudire, mi sa.
I ristoranti in, le auto lussuose non hanno su di me nessun potere. Penso che se un uomo vuol far colpo in questo modo, come persona non vale granchè. Preferisco posti meno pretenziosi, ma compagni di serata più interessanti: credo mi avesse valutata male.
Non pretendevo mega doni, sarebbe bastato un semplice fiore, era il pensiero quello che contava.
Invece, il fatto di non essersi sbattuto nemmeno un pochino, denotava un disinteresse totale. Una mancanza di rispetto che mi offendeva profondamente.
Come se fosse possibile ottenere tutto senza sforzo, l'illuso.
Peccato che io, nonostante il mio anticonformismo, appartenga alla vecchia scuola: se un uomo mi vuol conquistare, deve sbattersi. Un po' per dimostrare che ci tiene (un minimo di romanticismo), che è adatto ad una bizzarra come la sottoscritta, un po' perchè è propria dell'evoluzione maschile voler dimostrare di essere il migliore, meritevole di essere scelto.
Chi siamo noi per tarpare le ali a questi geni che sopravvivvono da milioni di anni? Nessuno, appunto. E lasciamoglielo fare dunque!
Ad un tratto lo sento dire "Sei stata strana tutta la sera, ma te la sei presa perchè mi sono presentato a mani vuote? Volevi i fiori? La bottiglia di vino? Se è così, sei troppo borghese" ed io, ribattendo serafica :
"Sarà come dici, sono borghese e me ne vanto. Tu, in compenso, sei maleducato e patetico".
Detto questo, gli ho aperto la porta di casa, un chiaro invito a togliere il disturbo. Senza nemmeno avergli offerto il caffè. Un piatto di pasta non si nega a nessuno, il caffè è a discrezione




