Dell’austerità esibita in copertina Feяяo Bдttuto ha in realtà poco e niente. Si tratta di uno dei dischi peggiori della discografia di Battiato, inconcludente e poco definito, con irritanti interventi esterni di Jim Kerr, ormai da tempo siciliano d’adozione, e Natacha Atlas che, come i gatti, cercano di arrampicarsi in qualche modo su brani con pochissimi appigli, scivolosi come una lastra di specchio. Un album che si trascina per i tre quarti d’ora che sono i tempi minimi da garantire nell’era del compact disc, senza nessun brivido e nessun passaggio memorabile, investendo sull’ormai premiata ditta Battiato/Sgalambro senza più regalare una canzone da mandare a memoria, fatta forse eccezione per qualche barra di Bist du bei mir e Sarcofagia, giusto per giustificare ai genitori o al coniuge di aver sprecato i soldi per comprare un Battiato di Serie B.
Franco “Lys” Dimauro









