Nel 1976, quando il ciclone punk che loro stessi hanno contribuito ad alimentare si abbatte sui grattacieli di New York, Robert Gordon lascia i Tuff Darts!. Va per la prima volta dal parrucchiere ed esce col ciuffo impomatato. Poi va in una cabina sulla 54ma e telefona a Link Wray dicendogli che vuole fare un disco in stile Sun. Lui sarà Elvis. A Link propone il ruolo che fu di Scotty Moore.
Link Wray accetta.
Di dischi ne faranno due, con Gordon che ha la faccia gentile dell’Elvis giovane e Link Wray che invece veste in quel periodo come un Presley teppista, inguainato in completi di pelle nera e con occhialoni che coprono metà del viso.
Il primo album arriva nel 1977 ed è il primo disco rockabilly che si vede in città da venti anni a quella parte. Dentro ci sono cose come Boppin’ the Blues, Red Hot, Summertime Blues, Flying Saucers Rock & Roll e anche qualche nuovo pezzo di Wray come la ballata amara di It’s in the Bottle e la Woman (You’re My Woman) dove torna a giocare coi fuochi d’artificio che tutti gli riconoscono saper maneggiare con grande perizia.
Sembra una cartolina spedita da Memphis nel ’54 e arrivata in grandissimo ritardo. Calligrafia perfetta, da mettere in crisi i periti di parte. Che da parte si faranno davvero, relegando per sempre Gordon al ruolo di faccendiere del rock ‘n’ roll. Senza accorgersi di quanto forte fosse quell’amore e di quanto quel fuoco avrebbe continuato a bruciare, ai margini della storia.
Franco “Lys” Dimauro












