È il 1990 quando Ed Kuepper decide di sfidare a viso aperto l’ex-compagno Chris Bailey e riappropriarsi del suo materiale e di 5/6 del nome dei Saints.
Canzoni come This Perfect Day, (I’m) Stranded, Nights in Venice, Know Your Product, Erotic Neurotic tornano dunque ad essere servite al pubblico, in un catering che vede in veste di aiuto-cuoco pure Kent Steedman dei Celibate Rifles.
Una concorrenza spietata che tuttavia non va oltre il delirio da cult-band.
Oggi, quasi trent’anni dopo, Ed Kuepper e gli Aints! (ovvero, in questa nuova incarnazione, Eamon Dilworth, Alister Spenc, Paul Larsen dei New Christs e Peter Oxley dei Sunnyboys) tornano con un disco progettato un po’ meglio, contenente (così giura Kuepper) del materiale inedito pensato per il suo vecchio gruppo e che, se le cose non fossero andate come sono andate, avremmo probabilmente ascoltato in una forma simile su un disco accreditato ai Saints.
Al di là della cieca fiducia nei propri eroi non viene difficile credergli, visto che lo stile di The Church of Simultaneous Existence sembra una filiazione diretta di quello di Prehistoric Sounds. Un disco che non alimenterà grosse nostalgie, visto che dei Saints nessuno ne ha, eccezion fatta per il loro disco di debutto con cui questo ha nulla a che spartire ma un lavoro ben fatto, in cui convivono l’ossessione quasi maniacale di Kuepper per gli ottoni e quella nostra per il rock trainato dalle chitarre. Una prestazione non da poco.
The Aints go marchin’ in.
Franco “Lys” Dimauro














