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lunedì 18 novembre 2024

Bianchi Mod. Super "Bandierina" - 1935


Cari lettori, oggi Vi presento un altro personale ritrovamento; oggi condivido questa splendida Bianchi Mod. Super del 1935. Bicicletta ritrovata a Firenze e, a detta del proprietario, recuperata dall'alluvione del 4 Novembre del 1966.



In basso un estratto del catalogo del 1935.


Manubrio con "Freni brevettati a trasmissione completamente interna", manopole in corno a due pezzi, patacchino smaltato e bronzino marcato.











Copricatena tubolare a profilo cromato con codino, padellino con ispezione e vite per scolo dell'olio.



Guarnitura marcata e pedivelle con alleggerimento interno.



Pedali a barra unica con 4 gommini e 4 distanziali per pedale.






Oliatore presente sul lato sinistro della scatola del movimento centrale.


Monta ruote 28x1.5/8, mozzi 36/36 con oliatori marcati, copertoni dell'epoca Pirelli Stella.






Parafanghi a "Parentesi graffa", aste parafango con dadi conici e attacchi dedicati al telaio.




Monta un tubo sella con ferma corsa, sella a riccioli Bianchi e borsetta con attrezzi marcati.




 

martedì 7 marzo 2023

La Bianchi P - L'evoluzione del modello Medusa

Non si può cominciare a parlare del modello P senza prima analizzare il modello Bianchi Medusa.

Perché questa osservazione?

Perché il modello P di prima produzione è del 1913 e deriva, come componentistica e tipologia di telaio, dall’evoluzione del Modello Medusa.

 

Il modello Medusa

Nei primi del 900 l'importazione della bicicletta made in USA era affidata a Nazzari e Gorla di Milano e, dal 1910, Bianchi ha registrato il marchio acquisendone i diritti.

L'interesse di Bianchi nell'acquisire Medusa può essere interpretato in vari modi: l’ipotesi più accreditata parrebbe essere legata alla necessità di eliminare un concorrente ritenuto “scomodo” (prezzi bassissimi, considerati i modelli proposti) e consolidare ulteriormente la propria posizione – già dominante – sul mercato nazionale.

 

La produzione

Le prime Medusa sono state fabbricate dalla casa Bianchi nel 1910 (circa) e la sua produzione conosce una battuta d'arresto nel 1915, per poi riprendere, nel 1920 (per un solo anno), con la produzione di pochi esemplari.

 

La componentistica

Ogni anno i modelli Medusa subivano sostanziali cambiamenti come, ad esempio, il manubrio o componenti del sistema frenante (ciò portava a cambiare la posizione del numero di telaio).

Grazie all’aiuto del registro nonché dei pochissimi cataloghi che il collezionista Andrea Previati ci ha messo a disposizione, ora siamo in grado di datare queste bici.

 

Il telaio

Il numero di telaio delle bici Medusa è collocato dal 1910 al 1912 (circa) nel nodo sella (in varie posizioni); dal 1913 al 1914 (circa), nella parte anteriore del tubo di sterzo (in varie posizioni).

Altra caratteristica delle bici Medusa è il carro alto rastremato e l’asola dei forcellini posteriori lisci senza nervatura: da questi particolari, si è arrivati ad identificare la P del 1913 (primo anno di costruzione).

 

Il registro Medusa

In merito al numero di telaio, diverse sono state le anomalie riscontrate grazie al registro Medusa: la numerazione per alcune biciclette, non seguiva i criteri anzidetti, tant’è che il più delle volte venivano montati componenti e decal Bianchi dell’epoca (ovale oro trasparente).

Analizzando i dettagli e confrontandoci con una serie di esperti di bici del primo 900, è stato possibile collocare queste biciclette nel registro (scoperta frutto della collaborazione tra me, Marco Bellotti, Andrea Previati, Giorgio Riccione).

Grazie proprio ad una Medusa di Giorgio, che non trovava collocazione nel registro Medusa (nonostante fosse tutta montata con componentistica Bianchi), infatti, abbiamo scoperto, alcuni importanti particolari (su tutti, la corona presentava l'incisione della lettera P).

Guardando bene il numero di telaio di queste Medusa "anomale", poi, abbiamo notato:

-              la presenza di una C (tipica delle Bianchi del 1913), vicina al numero di telaio;

-              la marcatura dei pezzi con il "3" (anno di costruzione 1913);

-              la matricola del telaio si sposa perfettamente con la numerazione Bianchi;

-              la presenza di carro rastremato (tipico delle bici Medusa).

 

Conclusione

La bici in questione è una Bianchi modello P di primissima produzione ed è facile ritenere che siano stati utilizzati alcuni componenti prodotti in eccesso per la Medusa.

 La differenza tra una Medusa del 13-14 e una P del 1913 si evince dal:

-              dalla componentistica e dalla decal del modello P (tutte marcate Bianchi);

-              dalla componentistica del modello Medusa (tutta marcata Medusa).

 

Dal 1914 in avanti la Bianchi P perderà il carro rastremato fino alla fine della sua produzione, per dare spazio al classico carro non rastremato.

In basso, la foto del catalogo che raffigura la Bianchi P del 1913 e ci restituisce alcuni particolari di rilievo.

 


Partiamo dal Manubrio classico della Bianchi di quell’ epoca, impipato dritto di diametro 22 con leva rovescia ancora piena e non a cucchiaio

  

Il nodo sella classico Bianchi con la così detta "unghiata".


 I ponticelli dei parafanghi


 La testa di forcella marcata Bianchi con marcatura dell'anno.


Mozzi marcati 13



Marcatura cassetta del movimento centrale


Asola senza rinforzo sui forcellini posteriori e asola chiusa delle forcella anteriore, notare il classico attacco del parafango tipico del periodo


Il carro rastremato della P del 1913 uguale al modello Medusa presente solo per il 1913 primo anno di fabbricazione


I pedali sono quelli a 5 punte marcati Bianchi



  

Ecco la marcatura con la P molto importante



 

Una panoramica generale



AUTORI DELL’ARTICOLO

Bellotti Marco alias Riberios

Andrea Previati

Giorgio Riccione

 

Si ringrazia Deganello Roberto per alcune foto prese dalla sua Bianchi P


martedì 14 febbraio 2023

Bianchi Mod. Cesare - 1940

Ben ritrovati lettori, oggi Vi presento un'altro mio ritrovamento. Vi mostro una splendida Bianchi Mod. Cesare del 1940 in perfetto stato di conservazione e completa in ogni sua parte.


In basso il catalogo del 1940 che raffigura il modello.




Manubrio tipo R a leve interne con manopole e manopolini in bachelite nera, fregio "Rosa dei Venti" smaltato.



Sistema frenante a pistoncini con inserti in bachelite.


Carter tubolare, padellino con ispezione e codino.



Parti bianche cromante con incisione del marchio nel riquadro.




Pedali viaggio marcati con quattro gommini e quattro distanziali "a scodella" per pedale.



Monta ruote da 28, mozzi 36/36 con ingrassatori, cerchi in ferro con filetti ancora ben visibili e le rarissime coperture dell'epoca Pirelli Bianchi Cord 28 x 1.5/8 x 1.1/2.













Ingrassatore presente sulla scatola del movimento centrale.





Parafanghi "a pagoda" con costa centrale cromata, il posteriore è verniciato di bianco e presenta il catadiottro orientabile con supporto saldato.






Monta una sella marcata Bianchi con struttura Aquila e borsetta sotto sella.