
Titolo originale: The Wedding People
Titolo italiano: La magia dei momenti no
Autrice: Alison Espach
Pagine: 384
Prima edizione: 2024
Edizione italiana: traduzione di Benedetta Gallo (Bollati Boringhieri, 2024)
Il libro
Phoebe è una professoressa abituata a un’esistenza fatta di ordine e compostezza. Una di quelle persone che “fanno tutto come va fatto”, sempre ligie al dovere, mai un colpo di testa. Eppure un evento inaspettato fa nascere in lei una crepa silenziosa: una consapevolezza che la spinge a uscire dalla carreggiata che ha percorso per tutta la vita.
Per ritrovare un po’ di equilibrio — o forse per perderlo del tutto — decide di trascorrere alcuni giorni in un grande albergo sul mare, dove fervono i preparativi per un matrimonio imminente. Lì, Phoebe si ritrova immersa in un microcosmo di sconosciuti: sposi, invitati, personale dell’hotel, figure che entrano ed escono dalla sua vita come onde, portandole qualcosa di inatteso.
L’autrice
Alison Espach è cresciuta a Trumbull, nel Connecticut, dove ha vissuto per la maggior parte della sua vita. Dopo aver conseguito la laurea triennale, è diventata docente di scrittura creativa a New York. I suoi racconti sono apparsi su Vogue, McSweeney’s, Five Chapters, Glamour, Salon, The Daily Beast, Writer’s Digest e altre riviste.
Citazione
«Solo che quella mattina, prima di salire sull’aereo, Phoebe si è svegliata e ha capito di non essere più normale.»
Considerazioni
Non so ancora spiegarmi come sia incappato in questo romanzo. Di sicuro avevo bisogno di un po’ di leggerezza dopo una trafila di letture decisamente crude e dirette. So solo che mi sono ritrovato immerso in un libro che ho iniziato a leggere con il pregiudizio crescente verso questo genere, e che poi, – magicamente – mi sono dovuto ricredere.
Partiamo dal termine chick lit.
Il chick lit è un genere spesso etichettato come leggero, spiritoso, votato al racconto delle vite e delle relazioni femminili. Tra le precorritrici ci sono Jane Austen e Anita Loos (Emma, Orgoglio e pregiudizio), e più vicino a noi, titoli come Il diario di Bridget Jones, I Love Shopping e Il diavolo veste Prada.
Sebbene La magia dei momenti no si muova anch’esso su questi binari, il libro presenta una sfumatura più introspettiva e malinconica che lo allontana dalle narrazioni “frizzanti e basta”. In alcuni momenti sembra quasi un romanzo esistenziale camuffato da storia rosa.
La struttura non è delle più immediate: maxi-capitoli che rappresentano i giorni che precedono il matrimonio e sottosezioni prive di titolo. Per me, che amo orientarmi, non è sempre stato semplice. Tuttavia, grazie al tono confidenziale e alla scrittura diretta dell’autrice, il racconto risulta scorrevole.
La costruzione del personaggio principale, Phoebe, è ben equilibrata e ho trovato in lei un misto di tenerezza, ironia e smarrimento. E’ facile sentirsi coinvolti dalla sua storia. I suoi pensieri scorrono tra ragionamenti arguti, a volte un pò troppo elementari, e illuminazioni filosofiche. È un personaggio che si analizza, si mette in discussione, si domanda continuamente cosa sia diventata e cosa potrebbe essere, e questo dà spessore a un racconto che poteva facilmente scivolare nella superficialità.
Tra momenti tragicomici e scene più serie, il libro racconta di matrimoni che iniziano e finiscono, di identità che si sgretolano, delle difficoltà post-pandemia come punto di risveglio collettivo e di desideri sopiti che tornano a farsi vivi. È un romanzo che parla di rinascita femminile senza mezzi termini, con un certo “girl power” dichiarato, a volte eccessivo e (per me) imbarazzante, ma coerente con l’universo narrativo che descrive. Ed anche se la direzione che prende la storia sembra essere piuttosto prevedibile, questo non toglie nulla al piacere della lettura. Anzi, con l’avanzare dei capitoli la narrazione si fa più matura, meno adolescenziale e più equilibrata. E una cosa è certa: è un libro che sprigiona luce. Un romanzo che, pur toccando temi delicati, trasmette un senso di energia e vitalità ogni volta che lo si apre.
Alla fine Phoebe, Lila, Gary, Marla e perfino Juice finiscono per mancarti. E quando succede, per me, è sempre un buon segno.
Riassumendo, mi è piaciuto La magia dei momenti no (Out of context: ma poi perchè stravolgere il titolo originale?). Niente entusiasmi assoluti, sia chiaro. Ma sicuramente è un lettura che ha saputo sorprendermi dove non me l’aspettavo. Un romanzo che si legge con il sorriso, ma che ogni tanto punge.
Voto: 6+/10
Consigliato a chi: Cerca una storia brillante e introspettiva, piacevolmente ironica e capace di affrontare con leggerezza temi di cambiamento, crisi e ripartenze.