Tratto da Alone in Kyoto del 16 marzo 2009

Continuiamo il viaggio nella re-visione del mondo di Freddy Krueger con il quarto capitolo della serie. La giovane Kristen Parker è tornata a fare brutti sogni, strane premonizioni di un passato che si accinge a tornare.
Conferme e continuità. Ci eravamo lasciati, alla fine del terzo capitolo, con un epilogo che vedeva ancora una volta la vittoria del bene e l’apparente resa di Freddy. Nightmare 4 – Il non risveglio (A Nightmare on Elm Street – The Dream Master) si riallaccia a quel finale ripresentando gli unici sopravvissuti dell’ennesima strage firmata “Krueger” (Kristen, Kincaid e Joey) e partendo dalle loro incredibili doti, già sfruttate nel precedente episodio. Ad affiancare i tre guerrieri, ci sono altri personaggi di rilievo, tutti coetanei, e ognuno dalle capacità ben definite. Elementi che chiariscono (semmai ce ne fosse il bisogno) la natura da “franchise” e seriale del prodotto.
Notiamo, così, che Kristen possiede ancora la capacità di trascinare le persone nei suoi sogni, mentre Kinkaid e Joey assumono, almeno inizialmente, un maggior controllo emotivo nell’ambito del sogno. Poi c’è Alice, timida e riservata, e con la costante tendenza a sognare ad occhi aperti; suo fratello Rick, amante di karate; il belloccio Dan, la cervellona Sheila e la culturista Debbie. Un folto gruppo di potenziali vittime, insomma, per il vecchio Freddy, risorto dalle ceneri abbandonate di quell’autorimessa, teatro suggestivo nell’entusiasmante finale del “numero 3”.

Per realizzare Nightmare 4, la produzione opta ancora una volta per un team rinnovato. Alla regia viene chiamato Renny Harlin (Die Hard 2 – 58 minuti per morire, Blu Profondo, L’Esorcista – La Genesi), mentre le musiche sono curate da Craig Safan. Personalmente, ritengo che questa quarta parte sia la migliore in assoluto della saga, e credo anche che sia stata proprio la colonna sonora a contribuire, in larga parte, alla buona riuscita della pellicola. Divinyls, Dramarama, Billy Idol, Blondie e Sinéad O’Connor, sono solo alcuni degli artisti che riescono, attraverso i propri brani, ad innalzare il livello qualitativo di un prodotto già di per sè molto buono.
Gli elementi che rendono Nightmare 4 un lavoro differente dai suoi predecessori sono soprattutto da ritrovarsi nel modo di agire e di proporsi di Freddy. A partire da questo capitolo, infatti, il killer si mostrerà in maniera sempre più ironica, assumendo un timbro di voce più gracchiante ed un’andatura molto simile a quella di un cowboy. La lunga serie di battute utilizzate da Freddy prima di compiere l’ennesimo massacro lo rende, oramai, una vera icona horror, passando così da spaventoso baubau a tifato condottiero.
Memorabili, inoltre, le modalità fantasiose ed originali attraverso le quali Krueger compie i suoi crimini in questo episodio. Da ricordare soprattutto due scene cult: l’uccisione di una ragazza che detesta gli insetti e che viene trasformata a sua volta in un orribile scarafaggio; e la sequenza nella vecchia tavola calda, in cui si assiste ad un indimenticabile dialogo tra Freddy ed Alice e allo spuntino del mostro che divora la sua “pizza agli angioletti”.

Finale, infine, meno frettoloso e più articolato dei precedenti, con la location della Chiesa (nello script originale, in realtà, doveva essere girato nella celebre caldaia) e con l’ormai famosissima filastrocca cantatata dalle anime in bianco dal balconcino di un pulpito: Stavolta saranno loro ad aiutare l’ultimo “combattente” a netraulizzare il mostro, in questo caso facendolo riflettere in uno specchio.
Rivelazioni e fattori ricorrenti. Quasi del tutto assenti le rivelazioni sul passato e la storia di Krueger, gli elementi ricorrenti di questo Nightmare 4 sono, oltre alla già citata filastrocca, lo spazio che viene dato all’abitazione di Elm Street (titoli di testa fenomenali, in tal senso) e il ritorno all’ambientazione studentesca utilizzata nei primi due episodi.
Unico neo del mio personale “Miglior Nightmare” della serie è il cambio dell’attrice che interpreta Kristen: Non più Patricia Arquette, come nel terzo capitolo, ma Tuesday Knight. Una stonatura che pesa ma che, nel complesso, non condiziona la buona riuscita della pellicola.
Curiosità:
- Il film incassò, all’epoca, ben 49 milioni di euro.
- La sequenza in cui Joey ascolta la musica e guarda la tv è un sottile richiamo alla leggendaria scena interpretata da Johnny Depp in Nightmare – Dal profondo della notte.
- Nel film c’è un chiaro riferimento ad Alice nel paese delle meraviglie (Alice giunge nel mondo di Freddy attraverso lo specchio).
Citazioni:
“Non dovevate seppellirmi, non sono morto.”
“Dì al demonio che ti manda Freddy…”
“Alice… Vieni da paparino.”
“Imparare è divertente… con Freddy!”
“Benvenuta nel paese delle meraviglie, Alice!”
“Il maligno nello specchio si vedrà… e allora morirà!”
Articoli correlati:
– Nightmare – Dal profondo della notte
– Nightmare 2 – La rivincita
– Nightmare 3 – I guerrieri del sogno
– Nightmare 5 – Il mito
– Nightmare 6 – La fine
– Nightmare – Nuovo incubo
Kristen (una giovanissima Patricia Arquette) è tormentata da frequenti incubi nei quali si ritrova nella sinistra casa di Elm Street, teatro in passato di atrocità e terrore. In seguito ad un presunto tentativo di suicidio, la ragazza viene ricoverata in una clinica psichiatrica, dove inizia a confrontarsi con altri adolescenti con tendenze suicide e depressive. Si scopre, così, che tutti pazienti sembrano soffrire dello stesso tipo di disturbo: un incubo in cui un mostro dal volto orribilmente ustionato tenta continuamente di ammazzarli.
I ritorni. Oltre al tema musicale (assente nel mediocre “numero 2”) ritornano anche Nancy e suo padre, lo sceriffo Donald Thompson. La protagonista di
Rivelazioni. Questo terzo capitolo segna un’importante svolta riguardo la storia passata di Freddy. Entra a far parte del soggetto, infatti, sua madre, Amanda Krueger, che si mostra in veste di Suor Mary Helena. La donna racconta di essere stata parte del personale medico di un manicomio dove, in seguito ad un errore, rimase chiusa all’interno di un’ala abbandonata per tutta la stagione estiva. Qui venne nascosta dai malati della struttura che abusarono di lei per molto tempo. Freddy, quindi, è stato il parto bastardo della violenza di centinaia di maniaci.
Anche la recitazione fallisce nell’impari confronto tra presupposto e risultato finale. Fatta eccezione per le partecipazioni di Giovanni Ribisi (Lost in translation; Nemico Pubblico) e Sigourney Weaver (Alien; The Village), è un cast privo di nomi antisonanti quello che svolge il compitino in maniera sì diligente, ma senza lasciare una traccia rilevante nell’economia della pellicola. In tutta onestà, durante alcune scene in cui la mia attenzione si è soffermata sullo stampo recitativo generale, mi è parso di assistere ad un discreto B-movie, di quelli che vanno in onda durante i martedì sera in piena estate. Ad onor del vero, c’è comunque da sottolineare l’evidente difficoltà legata al dover recitare su un set fatto di sfondi di teli verdi e freddi studios elettronici. 
Partendo da questo episodio, il regista
Un’atmosfera, quella che si percepisce nelle strade di Warrey Valley, in cui prevalgono i colori caldi dei comics e il clima autunnale di fine ottobre. Le lanterne accese lungo i viali, il tappeto di foglie gialle e la parata in maschera avvolgono le mosse dei personaggi, tutti pronti per celebrare al meglio (o al peggio) la suggestiva ricorrenza. Vampiri, zombie, maniaci e la ragazzina più odiosa della storia del cinema horror si muovono nel buio, pronti a convergere in un’indimenticabile (e, per alcuni, ultima) notte di terrore.
Regia ed Effetti Speciali. La direzione del giovane regista Jack Sholder (L’alieno) ci mostra ancora una volta un’ambientazione scolastica, ma anche un’eccessiva lentezza nei ritmi. Ottimi invece gli effetti speciali, i cui meriti vanno soprattutto al responsabile del trucco
Gli elementi ricorrenti in Nightmare 2 sono davvero pochissimi. Da segnalare, oltre all’abitazione e alle sembianze di Krueger, una nuova variante della filastrocca.

