
Titolo originale: The Whisper Man
Titolo italiano: L’uomo dei sussurri
Autore: Alex North
Pagine: 357
Prima edizione: 2018
Edizione italiana: traduzione di Sara Bilotti e Luca Briasco (Mondadori, 2019)
Il libro
Featherbank è una cittadina apparentemente tranquilla, ma segnata da un’ombra inquietante: anni prima un serial killer ha seminato una scia di terrore, attirando i ragazzini con un sussurro sinistro dietro le finestre delle loro stanze. Ora, mentre Tom e il figlio Jake cercano di ricostruirsi una vita dopo un lutto doloroso, quel passato sembra tornare a galla.
L’autore
Alex North è nato a Leeds, dove vive con la moglie e il figlio. Ha studiato filosofia e lavorato al Dipartimento di Sociologia prima di dedicarsi alla scrittura. L’uomo dei sussurri è il suo esordio, tradotto in oltre venti paesi.
Citazione
«Se una porta semiaperta lascerai, presto i sussurri sentirai.»
Considerazioni
Dopo qualche mese di silenzio torno finalmente sul blog. E, lo ammetto, non è stata solo l’estate a rallentare le mie letture: con questo romanzo ho faticato più del previsto, impiegando circa tre mesi a terminarlo.
La storia si apre con una confessione in forma di lettera, e prosegue divisa in sei parti e settanta capitoli dal ritmo piuttosto breve. North intreccia diversi piani narrativi – uno in prima persona, lo scrittore, e altri in terza – che finiscono inevitabilmente per convergere come fili di una ragnatela. In scena troviamo elementi piuttosto ricorrenti nella narrativa di genere: un detective di mezza età (Mr Mercedes) segnato dall’alcol e dai fantasmi del passato, un ragazzino che vede cose immaginarie (Teddy), e un misterioso serial killer dal modus operandi ben definito.
L’atmosfera è malinconica, intrisa di sensi di colpa e ossessioni paterne. In alcuni momenti mi sono ritrovato a immedesimarmi nel legame padre-figlio, che resta il punto emotivo più riuscito del libro. Tuttavia North a tratti forza la mano: l’introspezione dolorosa e l’ossessiva ricerca del detective finiscono per appesantire la lettura, mentre i cliffhanger, ripetuti con troppa frequenza, finiscono per smorzare la tensione invece di accrescerla.
Il romanzo alterna momenti di buona tensione ad altri lineari, quasi banali. Non è mai del tutto noioso, perché i capitoli sono agili e scorrevoli, ma manca quel mordente che rende un thriller davvero avvincente. Il tema del rapimento dei bambini, già affrontato in altri titoli come The Chain, qui risulta meno incisivo e più prevedibile.
Passando al giudizio finale, non posso dire che L’uomo dei sussurri sia un brutto libro: l’idea di fondo è solida, e alcune immagini restano nella memoria. Eppure, nel complesso, la lettura mi ha lasciato un senso di insoddisfazione, come se la promessa iniziale non fosse stata mantenuta fino in fondo. Una prova d’esordio ambiziosa, ma che non mi ha convinto del tutto.
Voto: 6+/10
Consigliato a chi: Cerca uno dei tanti thriller con aspettative moderate.