
Titolo originale: The Last House on Needless Street
Titolo italiano: La casa in fondo a Needless Street
Autore: Catriona Ward
Pagine: 369
Prima edizione: 2021
Edizione italiana: traduzione di Christian Pastore (Sperling & Kupfer, 2022)
Il libro
Needless Street, la Strada Inutile. Un cartello sbiadito e malmesso annuncia l’arrivo in un luogo apparentemente senza via d’uscita, circondato da alberi e casette sparse, per lo più deserte. Qui vive Ted, un omone disoccupato e alcolizzato, e la sua gatta – credente – Olivia. Sullo sfondo, la sparizione sinistra e spinosa di una bambina di sei anni che sconvolge l’intera comunità locale. E un castello di bugie da abbattere.
L’autrice
Catriona Ward è nata a Washington e cresciuta tra Stati Uniti, Kenya, Madagascar, Yemen e Marocco. Ha studiato inglese a Oxford e si è aggiudicata due volte l’August Derleth Award per il migliore romanzo horror; ha anche vinto lo Shirley Jackson Award.
La casa in fondo a Needless Street è il suo terzo romanzo ed è stato il primo pubblicato in Italia, diventando in breve tempo bestseller del Times. La rivista Esquire lo ha inserito tra i 25 migliori romanzi horror di tutti i tempi ed è stato opzionato per una trasposizione cinematografica.
Citazione
«Bisogna stare attenti quando si ha a che fare con qualcosa di rotto. Quando una cosa cede del tutto, finisce a volte per romperne anche altre.»
Considerazioni
Iniziamo subito col dire che non è per niente facile parlare de La casa in fondo a Needless Street senza correre il rischio di fare spoiler. Se dovessi impantanarmi in frasi apparentemente sconnesse o rivelare particolari importanti ai fini della storia, siete stati avvertiti.
Dopo la solita biografia dell’autore, ed un piccolo preambolo introduttivo, il volume si apre con una serie di elogi provenienti da un ricco stuolo di fonti autorevoli (colleghi e testate) che io ho deliberatamente ignorato e saltato a piè pari, per non correre il rischio di farmi influenzare (faccio lo stesso con le informazioni di copertina). D’altronde, mi è parso un po’ come suonarsela e cantarsela da soli. Non il massimo della presentazione, secondo me.
Il libro si apre e prende la forma di un racconto narrato a tre voci – Ted, Dee e la gatta Olivia – con alternanza fra prima e terza persona e l’uso del presente. E non preoccupatevi se per un bel pò di pagine vi sentirete disorientati dalle apparenti amnesie. Ci vuole tempo per accettare il meccanismo narrativo. Fidatevi, però: la storia è scritta davvero bene e una volta presa la mano la vorrete divorare fino alla chiave di tutto. Dopodiché, meriterebbe una seconda lettura con la coscienza del senno di poi.
Insomma, non è chiaramente un libro per tutti. Innanzitutto descrive sequenze che – seppur non sempre descritta nei minimi dettagli – possono risultare disturbanti e urtare la sensibilità del lettore. Inoltre, come detto, non è una storia di semplice presa, soprattutto nella prima parte, e questo potrebbe scoraggiare il lettore dalle necessità più immediate e d’impatto. Il racconto sembra molto contorto e sembra emergere dalla voce di un narratore squilibrato. Superata questa soglia, però, verrete inghiottiti da un vortice di ironia, dramma, scene oniriche, enigmi alla Twin Peaks e frangenti psichedelici. Dovete solo fidarvi dell’autrice perchè piano piano tutti i pezzi verranno rivelati, e i segreti di questa storia sbucheranno fuori come matrioske in un intricato meccanismo di verità nascoste inglobate le une dentro le altre.
Concludendo, ho promosso solidamente La casa in fondo a Needless Street. Sarebbe fuorivante etichettarlo solo come horror o thriller, o come una qualsiasi storia di fantasmi. Questo testo è piuttosto una finestra sul lato oscuro della mente umana, ma anche un racconto di sensibilità e – sorprendentemente – di speranza.
Voto: 7+/10
Consigliato a chi: E’ un lettore paziente e attento, agli amanti delle atmosfere create da Shirley Jackson, e a chiunque disposto ad immergersi in un oceano di ipotesi – molte delle quali non coincideranno con la verità.