
Non fosse stato per un club del libro, probabilmente non mi sarei mai imbattuto in La casa disabitata di Charlotte Riddell, opera gotica vittoriana pubblicata nel 1875. Questo perchè ho sempre avuto una scarsa affinità con i contesti storici, sia in narrativa che in ambito cinematografico.
La storia ruota attorno alle vicende di un giovane e ambizioso avvocato, il Sig. Patterson, e di Miss Blake, un’eccentrica ereditiera fuori dagli schemi per l’epoca. Entrambi si trovano invischiati in un mistero irrisolto legato a una dimora sinistra, che trascina i protagonisti in una rete di intrighi e segreti, dove passato e presente si mescolano in un crescendo di tensione.
Diciamo subito che leggere quest’opera è stato un esercizio inedito per me. Non mi imbattevo in niente di così “antico” dai tempi della scuola, e questo ha reso l’approccio iniziale piuttosto ostile. Inoltre, pur trovando la storia inizialmente immersiva, presto ho accusato i lunghi periodi descrittivi per i quali non sempre ho avuto il focus adatto per poterne seguire i concetti. Tutto ciò ha appesantito il ritmo narrativo e spezzato il mio coinvolgimento. Inoltre, il bouquet di personaggi si è rivelato scarno per un genere che invece dovrebbe fare della vastità di ipotesi e congetture il suo punto di forza.
Il risultato complessivo, a conti fatti, mi ha lasciato piuttosto tiepido. Sebbene l’atmosfera gotica e la lingua dell’epoca abbiano il loro fascino, la storia manca di mordente e non sono riuscito a rimanere soddisfatto completamente. Di sicuro, se dovessi rileggerlo non lo farei. Voto: 5.5/10.