
Titolo originale: The last word
Titolo italiano: L’ultima parola
Autore: Taylor Adams
Pagine: 336
Prima edizione: 2023
Edizione italiana: traduzione di Alice Laverda (TimeCrime, 2024)
Il libro
Avete mai pensato alle conseguenze che potrebbero scatenarsi quando si rilascia una recensione negativa sul web? Emma Carpenter, probabilmente, no. E allora, anche una casa sulla spiaggia può diventare teatro di una strana e sinistra serie di eventi che si trasformano, pian piano, in minacce sempre più pericolose. Benvenuti alla notte del massacro di Strand Beach.
L’autore
Taylor Adams è un acclamato autore americano, noto per i suoi thriller ad alta tensione che tengono il lettore col fiato sospeso, in bilico tra trame avvincenti e colpi di scena inaspettati. Il suo romanzo più celebre, No Exit, è anche il suo primo libro tradotto in Italia.
Prima di dedicarsi completamente alla narrativa, Adams ha lavorato nell’industria cinematografica e televisiva, esperienza che si riflette nel ritmo serrato e nel taglio delle descrizioni dei suoi libri. L’ultima parola è un mix di suspense e azione incentrato sull’impatto delle nostre azioni nell’era digitale.
Citazione
“In una storia, l’autore è Dio.”
Considerazioni
Visto l’ottimo riscontro di No Exit, ho deciso di iniziare il mese con un altro libro di Taylor Adams, autore che, devo ammettere, continua a scalare posizioni nella mia personale classifica di gradimento.
Dopo l’area di servizio immersa nella bufera di No Exit, anche in L’ultima parola veniamo catapultati in un contesto isolato e opprimente: un’isola della costa occidentale, una spiaggia piovosa e remota nello Stato di Washington. Siamo con Emma e il suo cane Laika, un golden retriever che è anche un pessimo cane da guardia. Il senso di isolamento, le atmosfere claustrofobiche e la sensazione di vulnerabilità emergono già dalle prime pagine, con un prologo in forma di botta e risposta fra lettore e autore che ci introduce subito nel vivo della storia.
Storia che inizia con una prima parte più lenta e introspettiva, ma poi la struttura del romanzo cambia e si articola su due piani narrativi – quello del predatore e quello della preda – che si intrecciano nel racconto della medesima situazione. Questo schema, unito ai flashback della protagonista, risulta essere molto armonioso nella narrazione che assume una qualità quasi cinematografica, con cambi di scena che ricordano i tipici passaggi registici.
Conoscendo l’autore, aspettavo al varco i suoi ribaltamenti continui di trama, e questo ha in parte attenuato l’effetto sorpresa. Ciò nonostante, riconosco la sua natura di page-turner e lo considero uno dei pochi titoli che ho fatto fatica a mettere giù. La caccia del gatto al topo diventa sempre più incalzante, ed è chiaro come l’autore si diverta a sovvertire continuamente le ipotesi del lettore piazzando colpi di scena a ripetizione. Che poi è il vero marchio di fabbrica di Adams.
Insomma, malgrado io sia reduce dal battesimo del fuoco con questo autore e mi aspettassi gli strattoni tipici delle sue storie, continuo a pensare che il metodo narrativo di Taylor Adams rientri nelle mie corde: il suo modo di sviluppare la trama e di dare voce al racconto ricalca di continuo la serotonina, tiene alta l’attenzione e rende la lettura molto godibile. Personalmente, spero che le case editrici siano più propense a portare in Italia anche le altre sue opere, invece che pubblicare titoli che, a parer mio, sembrano essere fatti tutti con lo stampino: stesso schema, stessa solfa. Più romanzi come L’ultima parola, grazie.
Consiglio bonus: Un pò come successo per Teddy e Notte americana, consiglio la lettura della copia cartacea, ne se avete l’opportunità. Il modo in cui è strutturato il libro, compresi i fattori come la scelta dei caratteri, rende doverosa la lettura con l’impaginazione materiale.
Voto: 7/10
Consigliato a chi: Ama i thriller tesi e avvincenti, fatti di azione e capovolgimenti continui. E, soprattutto, non ha problemi a sospendere totalmente l’incredulità per un pò.