*LauraG. > *LauraG.'s Quotes

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  • #1
    Marina Tsvetaeva
    “Perché io non sono fatta per la vita. In me tutto è incendio! [...] Io sono una creatura scorticata a nudo, e tutti voi portate la corazza. Tutti voi avete: l’arte, la vita sociale, le amicizie, le distrazioni, la famiglia, il dovere, io, nel profondo, non ho NUL-LA. Tutto cade come pelle, e sotto la pelle carne viva, o fuoco – io: Psiche. In nessuna forma trovo posto – neanche in quella, spaziosissima, dei miei versi!

    Non riesco a vivere. In me nulla va come negli altri. Riesco a vivere solo in sogno, nei semplici sogni che si fanno di notte: ecco che cado da un quarantesimo piano a San Francisco, ecco l’alba e qualcuno che mi insegue, ecco un estraneo e d’improvviso io lo bacio, ecco che stanno per uccidermi e io spicco il volo. Non sto raccontando favole, io faccio sogni terribili e stupendi, sogni con l’amore, sogni con la morte, è la mia vera vita, senza eventi casuali, tutta fatale, dove tutto si avvera.”
    Marina Cvetaeva

  • #2
    Victor Hugo
    “C'è gente che pagherebbe per vendersi.”
    Victor Hugo

  • #3
    J.D. Salinger
    “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.”
    J.D. Salinger, Il giovane Holden

  • #4
    Haruki Murakami
    “L'unica cosa che possiamo fare è superare la sofferenza attraverso la sofferenza, possibilmente cercando di trarne qualche insegnamento, pur sapendo che questo insegnamento non ci sarà di nessun aiuto la prossima volta quando la sofferenza ci colpirà all'improvviso.”
    Haruki Murakami, Norwegian Wood

  • #5
    Pier Paolo Pasolini
    “Tu sei come una pietra preziosa che viene violentemente frantumata in mille schegge per poter essere ricostruita di una materiale più duraturo di quello della vita, cioè il materiale della poesia.”
    Pier Paolo Pasolini

  • #6
    Woody Allen
    “Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile.”
    Woody Allen

  • #7
    Chuck Palahniuk
    “Non sai mai quanto sei forte, finché essere forte è l’unica scelta che hai.”
    Chuck Palahniuk

  • #8
    Antonio Gramsci
    “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.”
    Antonio Gramsci, Antonio Gramsci: Prison Letters

  • #9
    Bertolt Brecht
    “Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico. Egli non sente, non parla, né s’interessa degli avvenimenti politici. Egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine, dipendono dalle decisioni politiche.
    L’analfabeta politico è talmente somaro che si inorgoglisce e si gonfia il petto nel dire che odia la politica.
    Non sa, l’imbecille, che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore e il peggiore di tutti i banditi che è il politico disonesto, il mafioso, il corrotto, il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.”
    Bertolt Brecht

  • #10
    Ascanio Celestini
    “Io passo attraverso i muri. Attraverso le villette antiladro controllate dagli allarmi antizingaro, protette da inferriate antinegro con vernice antiruggine dove antipatici padroni antisemiti con crema antirughe fanno antipasti antiallergici in bunker antiatomici. Attraverso le banche videosorvegliate. Attraverso i muri delle caserme, dei manicomi, delle galere. E mi viene da ridere mentre una guardia prova a fermarmi, perché attraverso anche lei con la sua divisa. Lei che si girerà dicendo: – Brigadiere, che facciamo? Questa è stregoneria! E io le risponderò: – No, questa è lotta di classe.”
    Ascanio Celestini, Lotta di classe

  • #11
    Giovanni Falcone
    “Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l'essenza della dignità umana.”
    Giovanni Falcone

  • #12
    Fyodor Dostoevsky
    “E ne approfittano! Come ne approfittano! E vi si sono abituati. Han pianto un poco, poi si sono abituati. A tutto si abitua quel vigliacco ch'è l'uomo.”
    Fëdor Dostoevskij, Crime and Punishment

  • #13
    Charles Dickens
    “Margheritina, se qualcosa ci dovesse separare, devi pensare a me nella luce migliore, caro ragazzo. Su! Facciamo questo patto. Pensa a me nella luce migliore, se mai le circostanze ci separeranno!"
    "Per me, Steerforth, tu non puoi avere luce migliore, né peggiore" affermai. "Tu sei sempre egualmente amato e hai sempre lo stesso posto... nel mio cuore."
    [...]
    Mi alzai con l'alba incolore e, dopo essermi vestito il più silenziosamente possibile, m'affacciai alla sua camera. Egli era profondamente addormentato: giaceva, tranquillo, col capo appoggiato al braccio, come lo avevo spesso visto giacere a scuola.
    Venne, a suo tempo, il momento (e fu prestissimo) in cui quasi mi meravigliai che nulla turbasse il suo riposo, mentre lo guardavo. Ma dormiva (lasciate che io lo ripensi così!) come spesso lo avevo visto dormire a scuola; e così, in quell'ora silenziosa, lo lasciai.
    ... Per mai più, oh, Dio ti perdoni, Steerforth! Mai più toccare con atto di amore e di amicizia quella mano abbandonata, mai più!

    [Charles Dickens; 'David Copperfield]”
    Charles Dickens, David Copperfield

  • #14
    Frank Zappa
    “So many books, so little time.”
    Frank Zappa

  • #15
    Charles William Eliot
    “Books are the quietest and most constant of friends; they are the most accessible and wisest of counselors, and the most patient of teachers.”
    Charles W. Eliot

  • #16
    Marcus Tullius Cicero
    “A room without books is like a body without a soul.”
    Marcus Tullius Cicero

  • #17
    F. Scott Fitzgerald
    “Così continuamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato.”
    F. Scott Fitzgerald, The Great Gatsby

  • #18
    George Bernard Shaw
    “Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso; e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima.”
    George Bernard Shaw

  • #19
    Chiara Pagliochini
    “Ci chiamano usurpatori, loro, che hanno usurpato ogni speranza per ciascuna generazione a venire, loro che tutto prendono senza nulla chiedere. Noi che abbiamo avuto l’ardire di strappar loro un pezzetto di terra per viverci in pace, loro che la terra la vogliono tutta per farci la guerra. Ci chiamano usurpatori, senza ricordare che i primi usurpatori sono loro, loro che hanno commesso il peccato maggiore, quel peccato che noi cerchiamo di accomodare. Loro hanno strappato la terra alla terra, l’hanno imbrigliata nelle cartine geografiche, stampata sugli stivali e sulle borse, hanno ucciso per mangiare e mangiato per uccidere, senza rispettare nulla che non fosse la loro fame di cibo e di morte. Noi non chiediamo niente, se non di vivere la vita che vogliamo, la vita che lassù non ci permettevano, perché non c’era abbastanza spazio per tutti. Entro il 2015 servivano settantamila dottori, tutti gli altri non servivano a niente. Un tempo, signori, non si era liberi, e si faceva quello che ti dicevano di fare. Adesso si è liberi, così dicono, ma quello che ti dicono lo devi fare lo stesso. Perché se non fai il dottore, allora fai la fame. Se non sei ingegnere, non lavori. Se non t’iscrivi nel ramo dell’industria, uno stipendio poi chi te lo dà. E sbranarsi e sventolare bandiere e strillare come scimmie per un boccone di pensione, quando sei troppo vecchio per gustartela, perché gli anni migliori della tua vita li hai passati a lavorare per loro. Vuoi fare l’insegnante – perché non prendi Farmacia? Vuoi essere archeologo – ma cercati un lavoretto buono. Vuoi scrivere – tanto, se non sei famoso, non ti pubblicano. E soffocare soffocare soffocare le ambizioni perché l’ambizione è peccato e non porta pane, l’ambizione è tempo perso, braccia sottratte alla produzione. E sempre un livore un livore nel petto a fare quel che è giusto fare, ma non quello che si vuol fare. Siamo morti in partenza perché volare basso ci uccide.”
    Chiara Pagliochini, Canto per ingannare l'attesa
    tags: tales

  • #20
    Efraim Medina Reyes
    “Sai bene che quando l’amore si spegne è più freddo della morte. Il problema è che le due parti in causa non si spengono contemporaneamente e quando sei la parte ancora accesa, preferiresti essere morto.”
    Efraim Medina Reyes, Érase una vez el amor pero tuve que matarlo. Música de Sex Pistols y Nirvana

  • #21
    Frida Kahlo
    “Mai in vita mia
    Dimenticherò la tua presenza.
    Tu mi hai presa quando ero spezzata
    E mi hai riparata
    Su questa terra troppo piccola
    Dove potrei mai voltare il mio sguardo?
    Così immenso, così profondo!
    Non c'è più tempo. Non c'è più nulla. Distanza. C'è soltanto la realtà.
    Quello che è stato, è stato per sempre.”
    Frida Kahlo, Diego et Frida

  • #22
    Vladimir Nabokov
    “And the rest is rust and stardust.”
    Vladimir Nabokov, Lolita

  • #23
    Leo Ortolani
    “Se vuoi salvarti, leggi. E se tu volessi, addirittura, salvare qualcuno, scrivi.”
    Leo Ortolani

  • #24
    Philip Roth
    “Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d'acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l'affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta, e tuttavia non manchi mai di capirla male. Tanto varrebbe avere il cervello di un carro armato. La capisci male prima d'incontrarla, mentre pregusti il momento in cui l'incontrerai; la capisci male mentre sei con lei; e poi vai a casa, parli con qualcun altro dell'incontro, e scopri ancora una volta di aver travisato. Poiché la stessa cosa capita, in genere, anche ai tuoi interlocutori, tutta la faccenda è, veramente, una colossale illusione priva di fondamento, una sbalorditiva commedia degli equivoci. Eppure, come dobbiamo regolarci con questa storia, questa storia così importante, la storia degli altri, che si rivela priva del significato che secondo noi dovrebbe avere e che assume invece un significato grottesco, tanto siamo male attrezzati per discernere l'intimo lavorio e gli scopi invisibili degli altri? Devono, tutti, andarsene e chiudere la porta e vivere isolati come fanno gli scrittori solitari, in una cella insonorizzata, creando i loro personaggi con le parole e poi suggerendo che questi personaggi di parole siano più vicini alla realtà delle persone vere che ogni giorno noi mutiliamo con la nostra ignoranza? Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite… Beh, siete fortunati.”
    Philip Roth, American Pastoral

  • #25
    Pier Paolo Pasolini
    “T’insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece.”
    Pier Paolo Pasolini

  • #26
    Pier Paolo Pasolini
    “(…) Il potere non è più infatti clerico-fascista, non è più repressivo. Non possiamo più usare contro di esso gli argomenti – a cui eravamo tanto abituati e quasi affezionati – che tanto abbiamo adoperato contro il potere clerico-fascista, contro il potere repressivo. Il nuovo potere consumistico e permissivo si è valso proprio delle nostre conquiste mentali di laici, di illuministi, di razionalisti, per costruire la propria impalcatura di falso laicismo, di falso illuminismo, di falsa razionalità. (…) Ha portato al limite massimo la sua unica possibile sacralità: la sacralità del consumo come rito, e, naturalmente, della merce come feticcio.”
    Pier Paolo Pasolini

  • #27
    Pier Paolo Pasolini
    “La poesia non ci ha salvato
    Ma ha provato ad avvertirci
    Con tutto l’amore di cui è capace

    “Se ricomincia la guerra , di chi è la colpa?
    Oh, dei peccati della povera gente ,
    naturalmente. Dio punisce
    le sodome di stracci, le gomorre
    della miseria, le corse dell'amore pezzente.

    Muoiono anche i ricchi,
    naturalmente. Ma per qualcosa.
    E questo "qualcosa"
    è la furia che fa del mondo
    il contrario di sé, una rovente
    rovina, un'oscurità senza fondo.

    Piccoli coreani, eravate in vita anche voi.
    Ignorati, perché noi ricchi ignoriamo la miseria.
    E il nostro pretesto è la lontananza,
    quasi che la lontananza guarisse i mali,
    e, nell'ultimo orizzonte, vivessero uomini
    trascinati da vite celestiali,
    come piccoli orsi o castori...Eravate milioni
    di uomini come noi. E per conoscervi
    abbiamo dovuto sapervi in guerra,
    sapervi vestiti come mendicanti di stracci militari,
    sapervi inferiori e superiori, seviziatori e martiri,
    fascisti e comunisti: come noi, proprio come noi,
    laggiù, dove l'orizzonte dell'orizzonte,
    non basta a fare della vita solo vita.

    C'è qualcosa
    la cui colpa viene attribuita a voi,
    umili formiche esasperate, milioni
    di piccoli cadaveri...
    E i nostri ragazzi coi nasi schiacciati
    e i visi di buoni, verranno chiamati coreani.
    I ragazzi del popolo, naturalmente... “

    ( Pier Paolo Pasolini, da 'La rabbia', 1963 )”
    Pier Paolo Pasolini

  • #28
    David Foster Wallace
    “...quando era vivo nel mondo degli uomini animati aveva visto un suo figlio personale, il più giovane, un maschio appunto, quello che più gli assomigliava e lo entusiasmava di più ma che pure lo terrorizzava, diventare un figurante, verso la fine. Lo spettro chiarisce, verso la sua fine, non quella di suo figlio.
    [...]
    Lo spettro dice che questa cosa gli sciupa il ricordo della fine della sua vita animata, vedere suo figlio ritirarsi alla periferia dell'inquadratura della vita.
    [...]
    ...il figlio era diventato un ragazzo sempre più chiuso, verso la fine della vita del fantasma; e nessun altro nel nucleo familiare dello spettro e del ragazzo se n'era accorto, che quel ragazzo così meraviglioso e pieno di grazia stava scomparendo davanti ai loro occhi. Lo guardavano, ma non si accorgevano che era invisibile.”
    David Foster Wallace, Infinite Jest

  • #29
    Truman Capote
    “More tears are shed over answered prayers than unanswered ones.”
    Truman Capote, Answered Prayers

  • #30
    Truman Capote
    “Imagination, of course, can open any door - turn the key and let terror walk right in.”
    Truman Capote, In Cold Blood



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