
I Big Data as a Service (BDaaS) si apprestano a guidare la prossima fase di astrazione nel cloud incentivando la nascita di architetture dati ibride

Cloud computing a sostegno dei grandi numeri e dell’analisi dei Big Data. La nuvola si fa sempre più spazio nelle aziende di ogni dimensione e dove giunge la sua ombra, il business sembra affrancarsi dalla calura dei costi IT e dalle difficoltà di implementazione. E’ quanto accade ad esempio in Yelp. Il noto portale di recensioni e ricerche locali ha registrato oltre 102 milioni di visitatori unici nel primo trimestre del 2013, contando anche i 10 milioni di utenti dell’app edita per differenti piattaforme e dispositivi mobili. Una cifra di tutto rispetto, che ha incrementato la base dati di Yelp fino a riempirla di oltre 39 milioni di recensioni per ristoranti e attività di diversa natura (shopping, vita notturna, divertimento, ecc.), a cui si aggiunge la gestione dei dati relativi ai profili utente, alle immagini, ai check-in nei locali e via discorrendo. Come gestire questa mole di dati se non con l’uso del cloud computing?
Big Data al centro di molte questioni, a tal punto che ci sono provider che hanno trasformato l’argomento in un vero e proprio business. Al di là di chi fa affari con i Big Data, in realtà l’analisi della mole dei dati che viaggia sul Web e viene a essere memorizzata nel cloud può aiutare […]