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venerdì 29 aprile 2016

Polipo alla griglia e olive taggiasche


Non dovrei scrivere oggi probabilmente. Pioviggina, fa freddo nonostante sia aprile e ci sono un paio di cosucce che mi infastidiscono.
Non dovrei scrivere per non sembrare negativa, per non scadere nella polemica o nel borbottìo.

Ma scrivere è l'unico modo che ho per incanalare l'energia negativa che mi porterebbe a discutere, litigare, polemizzare, offendermi, urlare e magari piangere. 
In questo modo invece va tutta nelle dita che più velocemente del solito scorrono sulla tastiera premendo ogni tasto con vigore cercando, ad ogni "tic" di far uscire tutta la frustrazione.
Quella di sapere che l'energia che hai, quella positiva, quella che costruisce e genera, è lì a far niente, lasciata sola e abbandonata a macerare con il rischio sempre più reale di vederla sfumare con il passare del tempo
E' lì, silenziosa e in attesa di poter essere utilizzata senza ogni volta scontrarsi con le ambizioni e gli egoismi altrui, quelli che calpestano i tuoi buoni propositi di mettercela tutta, di resistere e persistere nella visione positiva e propositiva.
Aspetta di poter emergere, di poter dimostrare il vero valore, quello di cuore che ti fa ancora rabbrividire e meravigliare davanti alle ottusità di chi pensa solo a sè e ai suoi singoli interessi.
Sta lì, e si affievolisce piano piano, scende sempre più in basso, nel buco nero della rassegnazione da cui è sempre più complicato farla emergere. 
La paura è di vederla svanire per non tornare più.
E allora sarà troppo tardi. Troppo, troppo tardi. 
Che amarezza.

Polipo alla griglia con olive Taggiasche e zenzero

1 polipo 
3 cucchiai di olio Evo
sensero da grattugiare
olive taggiasche

Cuocere il polipo in pentola a pressione per circa 40 minuti e lasciarlo raffreddare nella sua acqua di cottura. 
Privarlo della pelle, tagliarlo grossolanamente e passarlo su una piastra già ben calda lasciandolo grigliare un paio di minuti per lato.

Tagliarlo a pezzi più piccoli, metterlo in una ciotola e condirlo con l'olio, lo zenzero grattuggiato ed una manciata di olive. A piacere si può aggiungere una spruzzata di limone.

Servire tiepido o freddo.


martedì 1 dicembre 2015

Salmone al forno con sesamo e pepe rosa

E così è arrivato un altro dicembre. Il freddo dei giorni scorsi lo annunciava e noi abbiamo addirittura acceso il camino per dargli il benvenuto.
Dicembre è un mese che mi piace molto. Sa di luci colorate, di viaggi, di amici e copertina calda. E poi c'è il mio compleanno (il prossimo week end!) che non mi sembra proprio uguale a zero, anzi! :)

Quest'anno, a dire il vero, dopo un po' di anni in cui l'ho festeggiato fuori zona con qualche viaggetto, lo trascorrerò a casa, con la mia famigliola appena allargata, e mi farò coccolare da questo gran quantitativo di uomini che mi circondano (marito 36enne, figlio numero uno 3enne e figlio due 3mesenne!) Magari un pranzo fuori, una tortina e tanti tanti baci, a profusione!

Ecco, cosa c'entra questo con la ricetta di oggi?
Niente in effetti, se non che anche in questo caso è stata una coccola, culinaria però, che ho apprezzato per la semplicità di realizzazione e per il profumo invitante.
Ovvio che l'ho trovato anche molto buono, sennò non ve lo proporrei qui! ;)

Salmone al forno sesamo e con pepe rosa

Filetto di salmone senza pelle
una manciata di sesamo
sale rosa dell'Himalaya
pepe rosa

In un piatto mescolare per bene il sesamo con il sale e il pepe rosa, passarvi poi il filetto di salmone da entrambi i lati in modo che sia ben ricoperto di semini.
Metterlo poi in una teglia ricoperta di carta forno senza condimento e infornarlo in forno già caldo per una decina di minuti.
Il salmone non deve cuocere troppo altrimenti diventa stopposo...controllate quindi che sia cotto fuori e roseo all'interno.
Servite caldo accompagnato, magari, da un'insalatina di misticanza.


venerdì 8 maggio 2015

Calamari alla paprica al forno


L'altra sera è venuta a trovarci mia zia da Roma per cui mi sono attrezzata per scongelare un po' di pesce in tempo per preparare una cenetta invitante e dimostrarle che eravamo contenti di averla qui.

Ho tirato fuori dal congelatore: un polipo, dei filetti di triglia e dei calamari. Per contorno avevo previsto delle patate da unire al polipo, un'insalata di pomodori e delle zucchine grigliate. In più avevo in mente di preparare una crostata con crema pasticcera e fragole fresche.

Ho iniziato dal polipo che prevede la cottura più lunga e mi sono subito resa conto di aver esagerato... Il polipo era enorme, i calamari erano 5 grandissimi mollusch, le patate erano duemila, per non parlare dei pomodori e delle triglie...

Insomma, il mio buon senso, che nel frattempo si era ripreso, mi ha suggerito di fermarmi al polipo con le patate e puntare sulle verdure, così calamari e triglie si sono velocemente trasformate in altre due ricette per ben altri 3 pasti!!

Et voilà, questi calamari al forno hanno subito attirato la mia attenzione! Rispetto alla ricetta trovata on line ho modificato un po' il mix di spezie, ma il risultato è stato molto interessante! Senz'altro da riproporre per la prossima cenetta con mia zia! ;)


 Calamari alla paprica al forno

Tre grossi calamari già puliti
Un bicchiere di pangrattato
Un cucchiaio di paprica
Due prese di sale
un cucchiaino di origano
un pizzico di pepe
Mezzo cucchiaino di curcuma

Per prima cosa tagliate a rondelle di circa 1 cm i calamari. In una ciotola unite insieme tutti gli altri ingredienti (escluso l'olio) e impanate i calamari. Ricoprite una teglia di un foglio di carta forno e metteteci i calamari con un filo di olio extravergine di oliva. Infornate a 160° in forno ventilato per circa 20-25 minuti.

martedì 5 maggio 2015

Sogliola agli agrumi e zenzero

Sabato sono stata al mercato e anche se non ve l'avessi scritto lo avreste capito perchè in questo periodo le ricette girano per lo più intorno a pesce e verdure. L'obiettivo, oltre che  cercare di dirottare un periodo di bagordi (giustificati! Sono in attesa, ho gli ormoni che fanno un po' quello che vogliono!) verso un'alimentazione più sana ed equilibrata trascinando con me tutta la famiglia, è anche quello di sfruttare le mille opzioni che la stagionalità ci offre. Ripartiamo con le sperimentazioni ai fornelli, quindi! 
Questa ricetta, ad esempio, è una rivisitazione di una trovata sul web che prevedeva però qualche ingrediente in più e non aveva lo zenzero (come al solito, dopo aver trovato l'idea, bisogna fare i conti con il proprio frigo!)
Oltre che di semplicissima realizzazione, l'ho trovata di sicuro effetto e assolutamente piena di gusto!
Evviva la sogliola!

Sogliola agli agrumi e zenzero

Due sogliole
un'arancia
Un limone
Un ciuffetto di timo fresco
Un paio di cucchiai di olio extravergine d'oliva
Sale
Zenzero grattugiato
Pangrattato

Dal pescivendolo fatevi pulire le sogliole senza privarle delle lische quindi facendo togliere solo la pelle. A casa lavatele sotto l'acqua corrente e disponetele in una teglia ricoperta da carta forno e leggermente unta con un po' d'olio. In una ciotolina mescolate il pangrattato con le foglioline di timo e il sale e usate il tutto per ricoprire per intero le sogliole. Sciacquate l'arancia e tagliatela a fettine sottili senza privarla della buccia. Mettete le fettina di arancia sulle sogliole. A parte pelate a vivo un limone e tagliatelo a cubetti aggiungendolo alle sogliole. Completate con una spolverata di zenzero grattugiato e un filo d'olio. Mettete in forno già caldo a 175° per 20-25 minuti.

giovedì 30 aprile 2015

Spiedini di salmone marinati al limone, zenzero e pepe rosa


Dunque, fatemi dire che il mio amore smisurato per il pesce si è parecchio ridimensionato già dopo la prima gravidanza. Purtroppo, aggiungo, vista anche la varietà di pesci, molluschi e crostacei che il mare ci offre..
Non è che non lo mangio più, intendiamoci! Resta invariato il fatto che io mangio tutto (ma proprio tutto!) e ne vado fiera, ma l’acquolina in bocca che mi faceva venire il profumo del pesce alla piastra o fritto o anche solo in padella…ecco, quella, non ce l’ho più.

Detto questo, l’altra sera ho trovato in rete una ricetta di spiedini di salmone con un condimento parecchio interessante per cui, mi sono detta “mah sì, proviamo!”
Il salmone, tra l’altro, un po’ come il tonno, ha il grande rischio di diventar stopposo se troppo cotto, ma con questa marinatura resta morbidissimo e saporito.
Insomma, provatela, secondo me ne vale la pena!

Spiedini di salmone marinati al limone, zenzero e pepe rosa

2 tranci di salmone fresco
1 limone
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
Zenzero grattugiato
½ cucchiaino di pepe rosa
Sale e pepe qb

In una ciotola mettete il succo del limone, l’olio, lo zenzero grattugiato, il pepe rosa e salate e pepare il tutto.
Privare i tranci di salmone della pelle e delle lische centrali. Tagliare la polpa a cubetti e metterla a marinare nel condimento preparato lasciandolo riposare per circa 15 minuti.
Poi preparare gli spiedini infilzando i cubetti di salmone su degli stecchini lunghi e mettere in forno preriscaldato a 180° per 10 minuti al massimo.

Se necessario aggiungete un filo del condimento usato per la marinatura anche a cottura ultimata.

lunedì 1 settembre 2014

Branzino al sale con contorno di finocchi e fichi d'india

Ieri ho fatto un esperimento. Niente di che, intendiamoci, non sono in fase creativa, solo un accostamento di colori e sapori che devo dire mi ha piacevolmente stupito.
Sulle consistenze c'è da lavorare: il croccante dei finocchi si sposa molto bene con la morbida e viscosa caratteristica dei fichi d'india, molto meno invece con la fastidiosa presenza di tutti i loro semini..!
Nel mangiarli da soli, effettivamente, non mi creano nessun problema, ma se associati ai finocchi non mi hanno convinto, anzi, ad ogni boccone mi lanciavo in fantasiosi rimedi per poterli eliminare senza snaturare del tutto il frutto... Non ho raggiunto una vera e propria soluzione, ma secondo me si potrebbe provare a passarli al setaccio e vedere che succede... Proverò e vi saprò dire! :)
Intanto quest'insalata un po' esotica è stata abbinata con uno dei miei piatti preferiti tra quelli semplici e di mare: il branzino al sale!
Il branzino ha una carne bianca e polposa che, specialmente con questo sistema di cottura, si insaporisce diventando molto gustosa.
E poi è semplice, anzi semplicissimo! Tutto ciò che occorre è una teglia non troppo grande e 1kg di sale grosso. Poi se avete qualche odore (limone, prezzemolo, pepe, aglio...quello che vi pare!) creerete un piatto spettacolare con zero fatica e concentrazione!
Pratico no?

Branzino al sale con contorno di finocchi e fichi d'india

1 branzino (già eviscerato e lavato)
1 spicchio di limone
1 spicchio d'aglio
1 kg di sale grosso
1 finocchio
1 fico d'india
olio evo qb
sale
glassa di aceto balsamico

Per prima cosa accendete il forno a 240°. Versate un po' di sale grosso sul fondo della teglia, disponetelo in modo uniforme e appoggiateci sopra il branzino (se non dovesse entrarci, togliete la testa e/o la coda). Infilate uno spicchio d'aglio e uno di limone all'interno del branzino, poi ricopritelo con il restante sale grosso.
Ponete il branzino in forno per 30 minuti esatti in modalità ventilata (non prolungate la cottura per evitare che diventi stopposo!)
Nel frattempo tagliate in quarti e lavate i finocchi, tagliateli poi a tocchettini e metteteli in una ciotola. Sbucciate un fico d'india e, se avete tempo e voglia, passatelo in un setaccio a maglia larga schiacciando un po' in modo da separare la polpa dai semini. Aggiungete la polpa ottenuta al finocchio e condite con un pizzico di sale, un filo d'olio extravergine di oliva e qualche goccia di glassa di aceto balsamico.
Servite il branzino spinato insieme all'insalata e godetevi la fine dell'estate! :)

lunedì 13 gennaio 2014

Nero. Risotto al nero di seppia.



Giornata nera oggi.
E' lunedì e siamo d'accordo. Ma oggi va proprio al di là. E non passa.
Sta lì, questa sensazione di fastidio e di inadeguatezza, come di non corrispondenza tra le cose. E' come se non tornassero i conti, come se ci fossero delle catene che non ci dovrebbero essere. E mi verrebbe proprio voglia di chiudere l'argomento, ma una volta per tutte, in modo risoluto e definitivo, che solo così ne trarrei soddisfazione forse.
Lo so, magari non dovrei lamentarmi che c'è chi sta peggio, e bla bla bla, ma oggi va così e quindi anche io mi prendo la mia bella fetta di lamento e giramento di palle, e il grigiore di questa giornata lo faccio diventare nero, ma nero nero come la pece.
O, forse meglio, come il nero di seppia.

Risotto al nero di seppia
(x 2 persone)

Riso baldo o carnaroli (un pugno circa per persona)
2 seppie piccole con nero
1 bicchiere di sugo di pomodoro
1 aglio
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale
brodo vedetale q.b.

Per prima cosa pulire le seppie (o chiedere al proprio pescivendolo, al momento dell'acquisto, di pulirle per voi e di farvi tenere da parte le sacche che contengono il nero). Lavarle accuratamente e tagliarle a pezzetti.
In un pentolino mettere a bollire dell'acqua con del dado vegetale (io lo uso in polvere e senza glutammato), o se preferite potete far bollire 1/2 cipolla, 1 carota e un po' di sedano in acqua salata per ottenere un brodo fresco e naturale.
In una padella antiaderente mettete uno spicchio d'aglio pelato, i due cucchiai di olio e la seppia a pezzetti e fate rosolare. Dopo un paio di minuti aggiungete il riso e fate tostare, poi mano a mano aggiungete il brodo come nel classico procedimento per il risotto.
A metà cottura unite il sugo di pomodoro e il nero contenute nelle sacche della seppia (sono delle sacchettine blu che vanno svuotate delicatamente per evitare di romperle), aggiustate di sale e continuate la cottura fino ad ultimarla in base alle vostre preferenze e facendo attenzione a non farlo asciugare troppo per non farlo risultare troppo pastoso. Volendo potete mantecare con una piccola noce di burro o di margarina (io non ne avevo ed è venuto bene lo stesso!)
Servite.

giovedì 19 settembre 2013

Platessa rossa a pois


Ogni tanto la mente si impalla. La mia lo fa periodicamente e su diversi argomenti. In questi giorni ad esempio sta frullando sulla convenienza o meno di vivere una vita frenetica, riuscendo a stare con il mio bimbetto solo un'oretta scarsa al giorno prima che vada a nanna la sera (oretta passata peraltro a cercare di fargli mangiare qualcosa o a cambiargli il pannolino...), correndo dalle 7.30 del mattino fino alle 19.30 della sera per fare cose che so perfettamente non essere fondamentali per la mia vita, arrivando a fine mese con il conteggio al centesimo dello stipendio (che per fortuna c'è, intendiamoci!) e scegliendo quotidianamente se preferire lo smog asfissiante di Milano e provincia o le nuvole di zanzare che ci fanno compagnia praticamente da aprile a novembre...
Sono solo pensieri, certo, perchè in realtà io amo la mia vita. Mi piace abitare in periferia di una grande città come Milano, fonte inesauribile di opportunità e nuove esperienze, mi piace essere a due passi dalle mie cascine di fiducia, comprare roba buona a km zerissimo e potermi permettere di guardare dalla finestra e non vedere il bagno del vicino! Mi piace il mio lavoro, è dinamico e difficilmente noioso.  Amo la mia famiglia e sono felice di avere dei buoni amici, ma sto con loro troppo poco tempo...La quotidianità è governata da una routine che ingloba tutto il tempo a disposizione.
Semplicemente non so se mi basta. O se mi basterà.

In mezzo a queste riflessioni, con una nota volutamente stonata, vi parlo del mio pranzo di qualche giorno fa:


Platessa in rosso a pois

2 filetti di platessa (io li ho presi congelati per praticità)
un paio di pomodori pelati
1 cucchiaio di olio E.V.O.
sale
una manciata di semi di papavero
1 fetta di pane

In una padella antiaderente mettere l'olio e un mezzo bicchiere di acqua e far scaldare sul fuoco. Aggiungere il pesce e il pomodoro spezzettato e coprire con un coperchio. Far andare per una decina di minuti, salare e servire sul pane aggiungendo in ultimo una spolverata di semi di papavero.

lunedì 8 luglio 2013

Nasello al latte con le patate



C'è ancora qualcuno che legge questo blog anche se viene aggiornato così di rado? Beh, speriamo di sì! 
Io oggi scrivo, e scrivo di un piatto nato per la necessità di cuocere un pesce, il nasello, in un qualunque modo fuorchè con i pomodorini, che anche basta! :) 
E il risultato, a dispetto dell'apparenza (a parte la foto che non è da copertina, anche sull'aspetto del piatto in sè si può lavorare..!) mi ha molto soddisfatta! 
Cremoso e saporito, non so quanto rientri nelle ricette per l'estate. Lo vedrei meglio mangiato in autunno, con i primi freddi... 
Ma questo è, per cui non starei troppo a sindacare sul periodo. E poi ormai l'ho mangiato ed era pure buono! Bon apétit!

Nasello al latte con le patate

1 nasello di medie dimensioni  (o 2-3 filetti surgelati)
1/4 di cipolla
2 patate
Una manciata di capperi dissalati
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
Latte q.b.

Se avete preso il nasello fresco e quindi intero, il mio consiglio è di bollirlo o cuocerlo a vapore prima di metterlo in padella com le patate, in modo da poter anche diliscarlo e pulirlo per bene eliminando già testa, pelle e coda. Se invece avete comprato i filetti o i cuori di nasello surgelati, potete anche saltare questo passaggio.
Pelate le patate e tagliatele a rondelle di circa due millimetri di spessore. Se ce l'avete aiutatevi con una mandolina in modo che vengano abbastanza sottili, ma non troppo.
Mettete l'olio in una padella antiaderente con la cipolla tritata, fate soffriggere leggermente e aggiungete le patate. Dopo un paio di minuti (giusto il tempo che le patate iniziano a dorarsi), aggiungete il nasello e coprite tutto con il latte. Fate cuocere per 20-30 minuti a fuoco medio e con il coperchio leggermente sollevato. A metà cottura aggiungete i capperi.
Una volta addensato, servite, magari accompagnando con una insalatina verde che ripulisce il sapore del pesce alla fine.

martedì 28 maggio 2013

Il contest Ponti per riaprire il mio blog!



Il mio amatissimo blog langue. Le ragioni sono talmente tante che non ha neanche senso elencarle...Però che si sappia, mi dispiace un sacco non seguirlo più come una volta! Mi divertivo a scrivere di ciò che sperimentavo ogni giorno in cucina (sarà che non sperimento quasi più, per esempio?!)
E poi un giorno mi arriva una mail da Mariachiara che mi invita a partecipare ad un contest indetto dalla Ponti.
Mi sono sempre piaciuti i contest, e poi mi sembra una buona occasione per uscire dal torpore, così mi attivo subito per partecipare.
Il tema della gara era "Tutti da me sabato sera” Cosa succede se i tuoi amici si autoinvitano tutti insieme a casa tua il sabato sera?Con quale ricetta prepari un piatto veloce e li stupisci?
Carino, penso, e poi mi sembra stimolante con quegli ingredienti da abbinare!
Fatto un breve, ma sempre proficuo, brainstorming con mia mamma e Andrea, ecco il bis di ricette (con ingredienti molto simili) che ne sono venute fuori e, se vi piacciono, potete votarle direttamente sulla pagina Facebook del contest ( Cuoco di Fulminecliccando Mi piace sulla ricetta che preferite! :)


Alici farcite con carciofini con impanatura ai pistacchi e chips di fiori di zucca (per una porzione)

6 alici fresche
1 carciofinoPonti
1 cucchiaio di pangrattato
un cucchiaino di olio extravergine di oliva (potete usare anche quello dei carciofini)
un cucchiaio di granella di pistacchi
3 fiori di zucca
qualche goccia di glassa di aceto balsamico Ponti
1 uovo
olio di semi per friggere
sale
1 cucchiaio di farina
mezzo bicchiere d'acqua

Iniziate privando le alici della testa e della lisca aprendole "a libro". A parte frullate il carciofino con il cucchiaio di pangrattato e il cucchiaino di olio evo. Mettete un mezzo cucchiaino del composto al centro di 3 delle alici preparate e coprite con le altre 3 in modo da formare dei "panzerottini".
Passateli poi nell'uovo sbattuto e subito dopo nella granella di pistacchi. Friggeteli in abbondante olio bollente.
Preparate infine una pastella leggera e piuttosto liquida con un cucchiaio di farina e 1/2 bicchiere di acqua- Pulire i fiori di zucca privandoli del pistillo e, dopo averli passati nella pastella, friggeteli e uniteli alle alici a formare il piatto. Salare e guarnire tutto con qualche goccia di glassa di aceto balsamico.

Fiori di zucca farciti con ricotta, carciofini e alici

5 o 6 alici fresche
2 carciofini Ponti
1 cucchiaio di pangrattato
1 cucchiaio di ricotta
una manciata di granella di pistacchi
4 fiori di zucca
qualche goccia di glassa di aceto balsamico Ponti
sale
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

Una volta pulite le alici, tritatele insieme ai carciofini, al pangrattato e ad un pizzico di sale. Aggiungete un cucchiaio di ricotta. Private i fiori di zucca del pistillo, ma senza rimuovere la base del fiore. Farciteli con il composto di alici, carciofini e ricotta, e riponeteli in una teglia da forno con il cucchiaio di olio evo.
Mettete in forno a 180° per circa mezz'ora. Una volta dorati, impiattateli conspargendoli di granella di pistacchi e guarnendo con la glassa di aceto balsamico.

mercoledì 25 aprile 2012

Insalata calda di radicchio gemma e salmone

"Cisco adocchia la cartina, poi dice no..." Qui siamo in pieni anni 80! Un tuffo di testa nell'adolascenza lasciata indietro a tanti anni fa insieme alle musiche degli 883 che oggi abbiamo sparato a palla in giro per casa! Ogni tanto ci vuole, ecco! Tra una canzone dei Kiss e una dei Credence, è bene che il nostro piccolo fagottino senta anche un po' di passato musicale un po' scemo dei suoi genitori! :) Mette allegria! :)

Un po' come il piatto che vi presento oggi, sempre e comunque all'insegna della velocità e semplicità (vi ho già detto che qui si va sul facile ultimamente! :)ù
Poco male, si risparmia tempo e si mangia ugualmente bene, per cui, ecco a voi una ricettina d'assemblaggio che potrebbe essere perfetta per condire una pasta, magari fresca, ma che io ho mangiato così come lo vedete!


Del radicchio gemma vi ho già parlato qui, ma è l'abbinamento con il salmone affumicato passato in padella che ha stupito le mie papille gustative! Provare per credere! :)

Insalata calda di radicchio gemma e salmone

Radicchio gemma
salmone affumicato
semi di lino
sale (io ho usato il sale Maldon, ma anche quello classico va benissimo!)
olio extravergine di oliva
uno spicchio d'aglio

Pulire il radicchio gemma e metterlo in padella con lo spicchio d'aglio e un cucchiaio di olio, aggiungendo subito un paio di cucchiai d'acqua per evitare che frigga. Coprire per qualche minuto, poi aggiungere il salmone affumicato a pezzetti e far cuocere per un altro paio di minuti. Non appena il salmone sarà schiarito, salate (poco perchè il salmone di solito è già piuttosto saporito!), aggiungete un paio di cucchiaini di semi di lino e servite o utilizzate per condire un bel piatto di pasta.





lunedì 21 febbraio 2011

Pomodori ripieni di cous cous e alici


Non pensavate mica che vi avrei lasciato con il racconto del pranzo domenicale a metà, vero?! No, no, ho tutte le intenzioni di finire il mio racconto in un tempo abbastanza contenuto per non rischiare di farlo finire dritto dritto nel dimenticatoio.
Dunque, dov'ero arrivata... Ah, sì, il secondo!
Vi ho raccontato il primo, dei gustosissimi cavatelli al ragù di seppia. Ora tocca ai pomodori al forno ripieni di alici e cous cous. Tondi e invitanti, dal profumo inconfondibile delle alici al forno con capperi e finocchietto.

Però, siccome la mia domenica non si è conclusa a pranzo, questi simpatici pomodori hanno fatto il loro ingresso a tavola sia a pranzo che a cena. Sì, perchè dopo un piatto stracolmo di pasta non siamo riusciti a finire il resto, per cui ci siamo limitati ad assaggiare un po' tutto più per curiosità che per fame.

Dopo una preparazione accurata del pranzo, però, non è che avessi molta voglia di ripartire con la cura per la cena... Così mi è venuto in mente un contest a cui avevo intenzione di partecipare che faceva proprio al caso mio! ;)

Pomodori ripieni di cous cous e alici
5 pomodori tondi e sodi
150gr di alici
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

1 cucchiaino di finocchietto
100 gr di cous cous
1/2 cucchiaio di capperi dissalati

In una padella coperta mettete le alici con l'olio e l'aglio e far cuocere a fuoco moderatoper qualche minuto.
Nel frattempo tagliate i pomodori a metà dopo averli lavati per bene e svuotateli con l'aiuto di un cucchiaino. Aggiungete l'interno dei pomodori e i capperi alle alici e far asciugare senza coperchio. Vista la presenza dei capperi, non dovrebbe essere necessario salare ulteriormente, ma semmai amaste i sapori molto decisi, questo è un buon momento per correggere il sapore del piatto! :)
Una volta pronto, unite il contenuto della pentola al cous cous (per la preparazione del cous cous vi rimando alle istruzioni sulla sua confezione perchè variano leggermente da una marca all'altra) e riempite i pomodori con un po' del composto. Fateli cuocere poi in forno per 20 minuti a 186°.
Come quasi tutte le ricette che prevedono un ripieno, anche questi pomodori sono più buoni  quando si insaporiscono un po', ripassati in forno per un riciclo di cena, per esempio... :)
Abbinati ad un tortino di carote (che altro non è che l'impasto avanzato dalle famose polpettine di cui raccontavo qui e qui, tanto per ripetermi) e ad un panino al profumo di cumino (fatto con farina, acqua, un cucchiaino di olio, sale, lievito e, per l'appunto, cumino) preparato 10 minuti prima, sono un'ottima "cena divanosa" davanti la tv, nella fattispecie sono serviti da "contorno" al film di Jack Black, Tanacious D.
Risate, cena e coccole nello spazio piuttosto contenuto di un divano Ikea! ;)

Con questa ricetta "composta" partecipo al contest Cena davanti la TV del blog Una cucina tutta per se


Un menu domenicale: Cavatelli al ragù di seppia



Ieri era domenica e il pranzo luculliano che abbiamo fatto ce lo ricordava ad ogni boccone! :)
Finalmente avevo comprato del pesce (era un po' che non mangiavo pesce..) e con Vale e Marius invitati a pranzo, avevo la mia buona occasione per preparare un menu un po' più particolare del solito.
Vale mi aveva annunciato che mangia la seppia solo se non la riconosce nel piatto, per cui già da sabato stavo allenando la mente a ragionare in termini di polpettine di seppia, ma poi all'ultimo momento sono stata colta da un attacco di pigrizia assoluta (mi prende sempre davanti a delle polpettine da arrotondare...) e ho optato per un ragù di seppia.
Impressionante il risultato! Un sugo denso, quasi cremoso, ma profumatissimo e con una presenza forte ed omogenea del buon sapore della seppia! Una rivelazione!
Sì, lo so, non è che ci volesse poi molto, direte voi, ma per me che ho spesso litigato con sughi di pesce dove il pesce, sebbene a pezzi, scompariva quasi del tutto nel sapore, quella di ieri è stata una vera scoperta!

Ma ovviamente un pranzo domenicale che si rispetti, non può fermarsi al primo! E così mi sono attrezzata per pulire le alici e trasformarle velocemente nel ripieno di alcuni pomodori, insieme al cous cous (Li troverete senz'altro nel prossimo post.. ;)
E il contorno?? La fantasia (e le materie prime) iniziava ad avere qualche tentennamento per cui ho pensato di riprovare le polpettina di carote di cui ho parlato qui speziandole un po' con della noce moscata e mettendole in forno anzicchè nell'olio della padella. Molto, ma molto meglio!

Perfetto! A questo punto mancava solo il pane. E' vero, a tavola c'era già la pasta, per cui la nostra bella dose di carboidrati era già a nostra disposizione, ma io sono calabrese, non ce lo dimentichiamo! Non esiste pranzo senza il pane! (Poi che io sia a dieta causa matrimonio moooolto imminente, è un dettaglio  che di domenica può essere saltuarimanete trascurato...)
Ho sbirciato del mio quadernino dei "to do" di recente realizzazione (cartaceo, tangibile e portatile, come piace a me!) e ho recuperato la ricettina del pane svedese di cui parla Chiara (del blog Chi ha rubato le crostate?), anche se ho dovuto apportare qualche modifica alla ricetta originale (che trovate qui) per mancanza di ingredienti. La farina integrale, ad esempio, ha lasciato il posto alla farina di grano duro, ma per il resto ho cercato di restare fedele alle indicazioni. Unico consiglio che mi sento di darvi, attenti alla cottura. Meglio a fuoco basso e con coperchio, per non carbonizzare l'esterno come è capitato a me con i primi tentativi! :)
Alla fine di questo pranzo eravamo un tantino pieni...ma per fortuna esiste la grappa, e la sera siamo riusciti anche a cenare! ;)

Cavatelli con ragù di seppia (per 4 persone)

Premessa: i cavatelli sono una pasta fresca che si fanno dalle mie parti. Hanno più o meno la forma degli gnocchi di patate, ma sono fatti di sola acqua e farina. Avendo imparato a farli in casa, riesco a capire la giusta consistenza al tatto e non sono in grado di quantificare le porzioni in grammi, per cui andate un po' ad occhio anche voi...Tenete presente che le mie mani sono piuttosto grandi! ;)


Per i cavatelli
6 pugni di farina 00
2 pugni di farina di grano duro
acqua calda


Per il ragù
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
2 seppie di medie dimension con il relativo sacchettino contenente il nero
circa 300 ml di sugo

1 spicchio d'aglio
1/2 cucchiaino di semi di finocchio
sale
un pizzico di zucchero
1 bicchiere d'acqua

Iniziate impastando la pasta creando una fontana di farina su una spianatoia (possibilmente di legno) e procedete aggiungendo acqua calda un po' alla volta iniziando ad impastare prima con un cucchiaio di legno (per non bruciarvi a causa del calore dell'acqua), poi procedendo con le mani.
Una volta formata una palla, copritela con una ciotola e lasciatela riposare qualche minuto.
Nel frattempo fate cuocere la seppia con il cucchiaio di olio e lo spicchio d'aglio in una padella coprendo con un coperchio per una decina di minuti. A questo punto, dopo aver fatto raffreddare un po', passatela al mixer e versatela in un pentolino con il sugo, 1 bicchiere d'acqua, un presa di sale e un pizzico di zucchero. Salate e lasciate cuocere finchè il sugo non si sarà addensato.
Tornate alla pasta, tirate dei filoncini dal diametro di circa 1 cm e tagliateli a tocchetti lunghi più o meno 2 o 3 cm. Incavate ogni tocchetto di pasta con le dite in modo da conferire la tipica forma degli gnocchi.
Cuoceteli in acqua bollente salata a cui avrete aggiunto un cucchiaino di olio per evitare che in cottura la pasta si attacchi.
Scolate, condite e servite! ;)

Continua...

martedì 11 gennaio 2011

Tradizione+nostalgia= baccalà con patate (piccante!)

Chi mi conosce bene (ma proprio bene!), sa che tutta la patina di "anticonformismo" su alcune questioni più o meno vitali, nasconde un mio assoluto attaccamento alle tradizioni. 
 
Detto così forse suona male, ma effettivamente, sopratutto se lontana dal luogo in cui la tradizione è radicata, mi viene una gran voglia di seguirla a tutti i costi, forse per avvicinare un po' tutti i posti e le persone a cui sono affezionata...

A chi, come me, è capitato di fare delle scelte che si sono realizzate in uno spostamento fisico incittà, regioni, stati diversi da quelli di partenza, per periodi più o meno lunghi, sarà di sicuro capitato anche di essere assaliti da attimi di nostalgia che sembrano avere consolazione solo nella riproduzione di abitudini tipiche del luogo lontano.

Ecco, a me capitava piuttosto spesso fino a non molto tempo fa!  Il guaio non è tanto essere un'eterna emigrante, ma semmai il dover convivere con la presenza costante di quella sensazione di malinconia nostalgica di qualcosa che avevi e che non hai più per ovvie scelte di campo. 

Fortunatamente oggi, con la mente impegnatissima a progettare il mio futuro, non ho tempo di pensare troppo al passato, ma ci sono alcune cose che periodicamente si ripropongono, come ormai tradizionali, nel corso degli anni.
Non penso che potrà passare mai Natale senza Presepe, luglio o agosto senza Palio di Siena, Ottobre o Novembre senza almeno una menzione ad Halloween (quello vero!) o al Giorno del ringraziamento o  dicembre senza Fiera dell'Artigianato... Mi spiego?

Ora, essendo stato quest'anno il primo (probabilmente di una lunga serie..) in cui non ho trascorso il Natale al paese con la mia famiglia (è andato benissimo lo stesso, intendiamoci! ), ho particolarmente avvertito il richiamo delle tradizioni e per i preparativi dedicati alla cena del 24 (peraltro decisivi perchè interamente in mano mia!) e mi sono lanciata nella ricerca di ricette tradizionali (sarebbe a dire, ho tenuto mia madre ore al telefono..) che mi facessero sentire il più possibile l'aria di casa.. 

Non ho la mano di mia mamma in cucina, ovviamente, ma sono stata piuttosto soddisfatta del risultato (ahimè, non documentato...vi dovete fidare! :)

Tanto perchè lo sappiate, il menu era così composto:
Antipasto: Involtini di spatola con olive nere e capperi, tartine con burro e caviale, zucca gratinata al pepe rosa, insalatina di orata, arance e noci.
Primo: spaghetti alle vongole (che da me sarebbero stati allo stoccafisso, ma sono stati modificati per...esigenze di copione!)
Secondo: Bocconcini di baccalà fritto.
Contorno: Insalata di broccoli neri e insalata di zucca all'aceto di vino rosso.
Il tutto accompagnato dalle tipicissime "Vecchiarelle" (per usare un nome italianizzato di alcune frittelle che rendono davvero bene solo con il nome dialettale!) che sarebbero delle frittelle fatte con un impasto simile a quello della pizza, ma più morbido ed elastico.
Frutta secca, lichees e gli assolutamente immancabili "Cannarituli" al mosto cotto!


Una cena che ricorderò perchè era la prima cena natalizia interamente realizzata da me, perchè era il primo Natale fuori casa e perchè, onestamente, è riuscita davvero bene, e mi sembrava importante documentarlo qui! :)

Ok, ok, non vi lascio proprio senza ricette! Solo una però, ovviamente nel segno della più assoluta tradizione del mio paesello, fatta eccezione, forse, per il procedimento di preparazione (più semplice e leggero di quello classico!) Grazie a zia Mea per il consiglio.
Riuscitissimo! :)

Baccalà con patate

Un pezzo di baccalà già ammorbidito
4 o 5 patate
Un peperone secco
Mezza cipolla
Paprika piccante
Un cucchiaio di olio

Tagliare la cipolla grossolanamente e metterla (senza olio) in una padella dai bordi alti contemporaneamente al baccalà tagliato a pezzi, le patate tagliate a rondelle, un paio di bicchieri d'acqua e  il peperone secco.
Coprire e lasciare cuocere fino a che non raggiungerà la cottura e la consistenza (più o meno liquida) desiderata.
Aggiungere la paprika (a piacimento), un cucchiaio di olio a crudo e servire.

Nota: assaggiate sempre prima di salare perchè il baccalà spesso porta già sufficiente sapore al piatto!



domenica 5 dicembre 2010

Polpettine di pesce spada e pistacchi


L'ispirazione di oggi arriva da un blog molto carino a cui sono particolarmente legata sia per motivi di omonimia (con la blogger, non con il blog!:) sia per territorialità e affinità varie: Ilaria Va Fuori.
Generalmente si trovano ricette di dolci (pare che la blogger sia una golosona!) ma ogni tanto tira fuori anche qualche idea salata niente male!
 
Ecco, è proprio questo il caso. Ho visto queste polpette e subito ho iniziato a fare la conta degli ingredienti già in mio possesso. Certo, le sue hanno una forma e una doratura pressocchè impeccabili, per non parlare delle foto, ma la mia versione (molto simile, solo un po' più semplificata) non era niente male e Andrea avrebbe continuato a mangiarne all'infinito (non che io fossi da meno!:)
Dunque, eccovi la ricetta. Semplice, saporita e sfiziosa.

Polpettine di pesce spada e pistacchi

2 fette di pesce spada
una manciata di pistacchi
succo di mezzo limone
1 uovo
sale
pepe
olio di semi (per la frittura)

Tritate a coltello il pesce spada fino a farlo diventare polpa, unite il limone, l'uovo, salate e pepate. A parte tritate i pistacchi, Formate delle polpettine con l'impasto di spada e passatele nei pistacchi. Friggere in abbondante olio caldo per un paio di minuti fino a doratura (il pesce cuoce molto in fretta)
Servite tiepide.

Noi le abbiamo inserite in un pranzo a base di pesce fritto e non ci stavano affatto male, ma il consiglio è di accompagnarle con un insalatina di songino o rucola in modo da renderle il piatto principale del pasto.
In fondo se lo meritano! :)

Con questa ricetta partecipo al sicilianissimo contest di La cucina di Tatina


giovedì 18 novembre 2010

Salmone marinato e carote all'aceto




Io odio le diete. Da sempre. Penso di essere nata con una particolare forma di intolleranza.
Ma sappiamo tutti che non si può sfuggire per sempre a bilancia e pantaloni stretti...
Ecco, questo è un periodo di diete. O meglio, di tentativo di diete (a stare a spasso su questi blog si ingrassa anche solo con il pensiero!) che, a dirla tutta, non stanno avendo grande successo.
Per fortuna però che, tra un click ed un altro, proprio nel bel mezzo di un attacco di senso di colpa per aver ingurgitato cioccolata che ora cerca in tutti i modi di uscire da piccoli bubbettini rossi sulla mia faccia, mi sono imbattuta in una ricettina niente male.
Si tratta di salmone marinato e carote, semplice, salutare, gustoso.
Non ho rispettato fedelmente la ricetta, ma ho cercato il più possibile di non discostarmi troppo (ogni tanto anche la fantasia ha bisogno di riposare..)
Le miemodifiche sono state:
- salmone affumicato invece di salmone fresco
- niente alghe Nori (non le avevo in casa)
- niente sale Maldon (non ne conoscevo neanche l'esistenza!)

Davvero buona! Grazie a Juls'kitchen per l'idea!